L’inizio degli scioperi in Australia genera tensione sui mercati

Andamento settimanale delle commodity energetiche

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Gas Naturale

Alla chiusura di venerdì 8 settembre sul mercato del gas naturale si sono registrati i seguenti livelli di prezzo1:

  • TTF Olanda 34.5 €/MWh (-1.1 €/MWh)
  • NBP Regno Unito 33.8 €/MWh (-0.8 €/MWh)
  • HenryHub USA 8.3 €/MWh (-0.4 €/MWh)
  • PSV Italia 34.5 €/MWh (+1.2 €/Mwh)
  • JKM Asia 42.5 €/MWh (+0.4 €/MWh)

Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari

La scorsa settimana è stata caratterizzata dall’aumento dei prezzi del gas in Europa, con le quotazioni che sono lievitate venerdì di oltre il 10% rispetto alla giornata precedente dopo l'inizio degli scioperi nei principali impianti di produzione di GNL australiani.
Gli scioperi, slittati di un giorno rispetto a quanto programmato inizialmente, dovrebbero durare al massimo 10 ore al giorno, permettendo comunque agli impianti di restare in attività, seppur parzialmente. Sebbene un accordo sia ancora possibile, l'alleanza sindacale australiana dei lavoratori Offshore Alliance ha programmato un secondo round di interruzioni complete dal 14 al 28 settembre. La tensione sui mercati resta alta, anche perché questa settimana i sindacati annunceranno una terza fase di scioperi dopo il 28 settembre.
Secondo gli analisti, i livelli record degli stoccaggi europei hanno portato a una significativa fase di contango sulla curva TTF nel prossimo inverno. Ciò ha reso redditizie operazioni di stoccaggio tipicamente più costose come lo stoccaggio nelle navi. Tale cambiamento si riflette chiaramente nei costi di trasporto del GNL. Infatti, mentre i prezzi dei trasporti seguono tipicamente un andamento stagionale, raggiungendo il loro picco nel quarto trimestre, il trend di quest'anno è iniziato prima del solito. Questa impennata precoce è una risposta alla disponibilità insolitamente bassa per lo stoccaggio mese di settembre. L’aumento dei carichi di GNL dovrebbe comportare una riduzione delle consegne in Europa nei mesi di settembre e ottobre, e potrebbe favorire un elevato numero di consegne nel mese di novembre, soprattutto in previsione dell'espansione della capacità di rigassificazione europea.

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Petrolio

Venerdì il Brent è stato quotato a 90.6 $ al barile, registrando un aumento rispetto alla settimana precedente di +2 $, il WTI ha chiuso a 87.5 $ al barile, registrando anch’esso un aumento di +1.9 $ rispetto alla scorsa settimana, e infine l'Oman/Dubai arrivato a toccare i 91.4 $ al barile, con un aumento di +1.7 $ rispetto alla settimana precedente.

Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio

L'ennesima spinta da parte dei paesi dell'OPEC+ di portare il prezzo del petrolio in prossimità dei 100 dollari al barile rischia di diventare un grosso ostacolo per il Presidente degli USA Joe Biden. L’Arabia Saudita e la Russia hanno infatti esteso i tagli alle forniture fino alla fine dell'anno, nonostante il petrolio sia già salito del 25% da giugno a causa del record della domanda globale. L'estensione dei tagli arriva in un momento delicato per i membri della Casa Bianca, che hanno messo al centro della propria politica il rafforzamento dell'economia e la lotta all'inflazione. I prezzi del greggio tendono a giocare un ruolo importante nella percezione dell'economia da parte degli elettori, e gli analisti sostengono che un mercato petrolifero in crisi potrebbe spingere il greggio a 100 dollari al barile prima della fine dell'anno, facendo aumentare i costi del carburante proprio quando l'inflazione inizia a diminuire nelle economie occidentali.
Il problema è già evidente nelle stazioni di servizio statunitensi, dove i prezzi sono aumentati di quasi un quarto nel 2023, raggiungendo i 3,80 dollari al gallone. Questo valore rimane al di sotto del massimo storico di oltre 5 dollari raggiunto la scorsa estate, ma è ancora del 60% superiore al livello raggiunto quando Biden entrò in carica nel gennaio 2021.

Carbone Termico

Infine, venerdì il carbone termico spot Europa è stato quotato a 109.2 €/Ton, registrando un aumento rispetto alla settimana precedente di +1.4 €/Ton, mentre il prezzo del carbone termico spot Australia ha chiuso a 146 €/Ton, registrando un aumento di +1.9 €/Ton rispetto alla settimana precedente.

Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa

Stabili i prezzi del carbone in Europa. Nelle scorse settimane le preoccupazioni per gli scioperi in Australia, con conseguente riduzione della produzione di GNL, hanno influenzato notevolmente l’aumento dei prezzi del carbone.
In seguito alle notizie di ulteriori negoziati però la percezione sui mercati è variata, portando ad una sostanziale pressione al ribasso delle quotazioni del GNL e del gas TTF. Questo, a sua volta, indebolisce le prospettive di domanda per il carbone in Europa con conseguente calo dei prezzi.


1. Il prezzo del gas naturale nei diversi mercati finanziari fa riferimento al prezzo registrato venerdì 8 settembre 2023. Il valore in parentesi indica la differenza con il venerdì precedente.