Tornano a crescere i prezzi di gas ed energia elettrica: alla base della risalita, il nucleare francese e la ripresa cinese

Analisi settimanale delle commodity energetiche

.

Energetici Carbone Gas Naturale Petrolio Analisi settimanale energetici

A cura di:



Gas Naturale

Alla chiusura di venerdì 10 marzo sul mercato del gas naturale si sono registrati i seguenti livelli di prezzo1:

  • TTF Olanda 52.9 €/MWh (+7.9 €/MWh)
  • HenryHub USA 7.9 €/MWh (-1.9 €/MWh)
  • NBP Regno Unito 52.2 €/MWh (+8.1 €/MWh)
  • JKM Asia 45.6 €/MWh (-0.4 €/MWh)
  • PSV Italia 41.3 €/MWh (-10.3 €/MWh)

Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari

Dopo circa 2 mesi di movimenti al ribasso, il comparto energetico ha chiuso la settimana al rialzo: tra giovedì e venerdì i prezzi hanno preso quota recuperando le perdite di circa tre settimane. Lo stupore dei partecipanti al mercato è stato elevato in quanto non ci sono stati eventi o notizie sui fondamentali tali da spostare gli equilibri con questa intensità. Sicuramente la pressione derivante dal settore nucleare francese, con i diversi scioperi e gli stop a cascata a seguito dei problemi alla centrale di Pleny, ha contribuito alla risalita, così come le previsioni di aumenti della domanda asiatica di LNG.
In calo continuo l’influenza delle temperature sui prezzi, con la domanda di gas per usi residenziali che è già nettamente al di sotto della media stagionale: con la fine dell’inverno sempre più vicina, la variabile legata alle temperature sarà sempre meno centrale. Potrebbe arrivare in anticipo il primo bilancio netto positivo sugli stoccaggi (cioè più gas iniettato che prelevato), il che è un fattore ribassista per i prezzi.
Restano vive le preoccupazioni su precipitazioni e bacini idrici, che sicuramente creeranno problemi al comparto idroelettrico a partire da maggio-giugno.

Vuoi restare aggiornato sull’andamento dei mercati delle commodity?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter PricePedia!

Visualizza le ultime newsletter PricePedia

Petrolio

Lo scorso venerdì il Brent è stato quotato a 82.8 $ al barile (-3.1 $), il WTI ha chiuso a 76.7 $ al barile, registrando una riduzione rispetto alla scorsa settimana di -3 $ e infine l’Oman/Dubai che ha registrato un livello di 80.8 $ al barile (-2.5 $).

Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio

Le principali novità settimanali sul mondo oil riguardano l’aumento delle preoccupazioni sulla domanda USA. L’aumento dei tassi di interesse è infatti una forte minaccia per la crescita e ha contribuito all’andamento ribassista dei prezzi. I futures del greggio venerdì hanno perso più del 5%, il calo maggiore delle ultime cinque settimane.
In Europa, un dato importante riguarda gli scioperi francesi per le riforme pensionistiche previste. Questi sono proseguiti per tutta la settimana, con ripercussioni sulle consegne di carburante da parte delle raffinerie e dei depositi di Total Energies.
Infine, a causa del calo delle esportazioni di petrolio russo, i raffinatori indiani hanno iniziato ad acquistare il greggio ESPO, andando in forte concorrenza coi raffinatori cinesi, i principali acquirenti di questo prodotto. In controtendenza con la settimana trascorsa, oggi i prezzi del petrolio sono in crescita e questo trend potrebbe proseguire nei prossimi giorni, anche se non prevediamo rialzi particolarmente significativi.

Carbone Termico

Infine, la scorsa settimana il carbone termico spot Europa è stato quotato a 127.5 €/Ton (+3.4 €/Ton), mentre il prezzo del carbone termico spot Australia ha chiuso a 175 €/Ton (-3 €/Ton).

Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa

I mercati sembrano concentrarsi su un forte abbassamento delle prospettive di consumo del carbone, guidato in gran parte dal calo dei prezzi del gas. I prezzi del carbone in Europa hanno registrato la scorsa settimana una netta discesa. Nel frattempo, le scorte presso i terminali di importazione ARA rimangono ad alti livelli, con un valore di 3 volte superiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
In vista dei prossimi mesi, la prospettiva che la produzione di energia elettrica a gas possa ulteriormente sottrarre quote alla produzione di carbone in mercati come l'Europa e il Giappone è molto verosimile.
Capitolo extra UE: secondo i dati doganali, nel mese di gennaio le esportazioni totali di carbone australiano sono diminuite del 13.4% rispetto al mese precedente, attestandosi a 26.9 milioni di tonnellate. Il calo è stato determinato dalla diminuzione delle esportazioni a causa del clima umido nelle principali regioni di produzione. Per quanto riguarda i Paesi importatori, sono stati registrati cali nelle spedizioni per la maggior parte dei mercati, tra cui Giappone (-15% rispetto al mese precedente), Corea del Sud (-28%) e India.


1. Il prezzo del gas naturale nei diversi mercati finanziari fa riferimento al prezzo registrato venerdì 10 marzo 2023. Il valore in parentesi indica la differenza con il venerdì precedente.