L'UE verso l'indipendenza dalle materie prime russe?

Gli effetti sui prezzi doganali UE, passati e futuri

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Previsioni Sanzioni UE alla Russia Determinanti dei prezzi

Se ci sono dei dubbi sugli effetti che le sanzioni dell'Occidente stanno avendo sull'economia russa, tra gli analisti sembra avere maggiore consenso il fatto che l'Europa stia avendo maggior successo nel liberarsi dalla dipendenza di materie prime importate dalla Russia. Negli ultimi giorni questo tema ha assunto particolare risalto grazie all'entrata in vigore, il 5 febbraio, dell'embargo europeo su diesel e benzina in arrivo dalla Russia.
Può essere utile fare il punto sulla situazione attuale delle importazioni di materie prime dell'UE dalla Russia, per verificare quanto effettivamente l'UE risulti, ad un anno dall'invasione dell'Ucraina, meno dipendente dalle materie prime importate dalla Russia.

Nella tabella che segue sono riportate le importazioni UE, in milioni di euro, di materie prime dalla Russia nel trimestre settembre-novembre 2022, confrontate con il valore delle materie prime importate nel medesimo periodo del 2021. Le ultime due colonne della tabella, riportano la quota che le importazioni dalla Russia hanno rappresentato sul totale delle importazioni dell'UE. Questa quota fornisce una misura sintetica di quanto l'UE sia risultata dipendente dalle importazioni dalla Russia nei due trimestri, prima e dopo l'invasione e dopo ben 8 pacchetti di sanzioni UE alla Russia.

Importazioni di materie prime dell'UE dalla Russia
Imp.2021Imp.2022Quota 2021Quota 2022
mln euromln europercentualepercentuale
ENERGIA
Materie prime energetiche199912223621.412.4
Prodotti petroliferi e derivati del carbone6127697516.812.6
METALLI
Acciaio13315044.92.1
Rame71337110.25.8
Alluminio5365764.13.7
Minerali metalliferi417544.80.7
Nichel e altri metalli non ferrosi30739015.914.7
PRODOTTI CHIMICI
Fertilizzanti e composti azotati42462614.310.2
Prodotti chimici di base organici3991872.41.1
Prodotti chimici di base inorganici1881495.52.7
Gomma sintetica in forme primarie100498.13.4
Coloranti e pigmenti45271.71.1
LEGNO E CARTA
Legno tagliato365012.60.0
Fogli e pannelli a base di legno13907.00.0
Carta e cartone per imballaggi5943.10.2
Pasta-carta41241.40.6
ALTRE MATERIE PRIME
Altre materie prime5841889.92.4
TOTALE
Totale materie prime317653235913.89.4

Come risulta dai dati riportati in tabella, le importazioni UE dalla Russia nei tre mesi settembre-novembre 2022 sono risultate di poco superiori a 32 miliardi di euro, valore non molto diverso dalle importazioni realizzate nel corrispondente periodo del 2021. Se si considera tuttavia la quota che queste importazioni rappresentano sul totale delle importazioni di materie prime dell'UE, questa è diminuita significativamente tra il 2021 e il 2022, passando dal 13.8% al 9.4%.
Scorrendo tra le diverse tipologie di materie prime, si nota come siano praticamente azzerate le quote di tutte le materie prime della famiglia del Legno e Carta e delle Altre Materie Prime. All'interno della famiglia dei prodotti della Chimica, a fine 2022 continuano ad avere una quota rilevante (superiore al 10%) le materie prime riguardanti i Fertilizzanti e Composti azotati. All'interno della famiglia dei Metalli, nella parte finale del 2022 presentano ancora una quota rilevante le importazioni di Nichel (quasi il 15%), seguite dalle quote di Rame e Alluminio. Ma è la famiglia dell'Energia che presenta ancora le quote maggiori, superiori al 10%, sia per le materie prime di base (Petrolio, Gas e Carbone), sia per i Prodotti Derivati.
Alla luce di questi dati, l'ipotesi che l'UE si sia già affrancata dalle importazioni di materie prime dalla Russia sembra più un auspicio che non un dato di fatto. Naturalmente ogni gruppo di materie prime presenta una realtà articolata al suo interno, che richiederà successivi approfondimenti.

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Conclusione

Nel corso del 2022 le importazioni UE dalla Russia registrano una significativa diminuzione in termini di quota sul totale delle importazioni di materie prime. Le quote di importazione dalla Russia a fine 2022 sono risultate, tuttavia, ancora molto elevate, tali da non poter sostenere un affrancamento dell'UE dalle materie prime provenienti dalla Russia. Per alcune materie prime la quota proveniente dalla Russia continua ad essere superiore al 10%. Per questi casi è difficile escludere che nei prossimi mesi la progressiva riduzione dei flussi dalla Russia non possa tradursi in possibili squilibri di mercato, con qualche tensione dal lato dei prezzi.
L'esistenza di differenze significative tra i vari casi suggerisce, tuttavia, prudenza nelle possibili conclusioni e alcuni approfondimenti per le materie prime che presentano le maggiori quote.