Domanda di gas per usi industriali in crollo: -20% in Europa rispetto al 2021. Prezzi in calo

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Gas Naturale

Alla chiusura di venerdì 16 settembre sul mercato del gas naturale si sono registrati i seguenti livelli di prezzo1:

  • TTF Olanda 187.8 €/MWh (-19.3 €/MWh)
  • PSV Italia 208.3 €/MWh (+7.5 €/MWh)
  • HenryHub USA 26.9 €/MWh (-0.5 €/MWh)
  • NBP Regno Unito 114.7 €/MWh (-35.4 €/MWh)
  • JKM Asia 183.4 €/MWh (+0.4 €/MWh)

Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari

Nuovo calo dei prezzi all’apertura di questa settimana: le quotazioni front-month, le più basse registrate dal 25 di Luglio scorso, si aggirano attorno ai 176 €/MWh, in calo del 6.8% rispetto alla chiusura di venerdì.
I motivi di tale caduta sono sicuramente la minore richiesta di gas (siamo circa al 20% in meno rispetto ad un anno fa) e gli aumentati flussi in arrivo dalla Norvegia.
Nonostante l’allentamento di questo ultimo periodo, i prezzi del gas sono ancora sette volte superiori alla media stagionale, con il risultato che le economie restano a forte rischio. Prosegue costante il riempimento degli stoccaggi, con il livello medio europeo salito ad 86%. L’ostacolo resta l’inizio della stagione del freddo che, sommata ai flussi di gas sotto media in entrata, probabilmente costringerà i governi ad intervenire pesantemente sia sui tagli di consumo che con misure di aiuti straordinari alle industrie.

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Petrolio

Sul mercato petrolifero, invece, venerdì 16 settembre il Brent è stato quotato a 91.3 $ al barile (-1.5 $), l’Oman/Dubai a 85.5 $ al barile (-1.6), mentre il WTI ha raggiunto i 85.1 $ al barile (-1.7 $).

Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio

Continua il trend ribassista delle quotazioni Brent e WTI, legato ai timori del rallentamento economico. In Iraq, nella Basrah Oil Co., c’è stata una fuoriuscita di petrolio che ha reso necessario lo stop delle attività di circa 24 ore questo weekend, causando una perdita alle esportazioni di circa un milione di barili/giorno.
Altro interessante dato è quello riguardante le esportazioni cinesi di benzina: il confronto rispetto ad un anno fa registra un incremento del +97.4% causato dal crollo della domanda interna relativo al ritorno del Covid-19 con conseguenti lockdown.
In chiusura di settimana, la Germania ha deciso di prendere il controllo delle attività della raffineria di petrolio appartenente alla major russa Rosneft PJSC, primo passo con cui Berlino cercherà di centralizzare la gestione della sua industria energetica e garantire le forniture alla propria economia. Il governo è anche in trattative per nazionalizzare i maggiori importatori di gas tedeschi (Uniper e VNG).

Carbone Termico

Si segnala infine, il prezzo del carbone termico spot Europa che venerdì è stato quotato a 332.5 €/Ton (-2.8 €/Ton), mentre il prezzo del carbone termico spot Australia ha raggiunto i 441 €/Ton (+7.9 €/Ton).

Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa

Non sembrano esserci i presupposti perché le proposte di legislazione energetica dell’UE possano avere un impatto significativo sulle prospettive di breve termine della domanda di carbone, con una bassa probabilità di forti oscillazioni dei prezzi.
Gli sviluppi del conflitto in Ucraina potrebbero però influenzare gli attuali livelli di approvvigionamento, considerando le attuali sanzioni sul combustibile russo. Fattore ribassista è potenzialmente rappresentato dal rischio di recessione in alcuni paesi importatori, che si vedrebbero costretti a diminuire gli arrivi di carbone. Buone notizie arrivano dal Reno: i livelli dell’acqua si sono alzati la scorsa settimana, raggiungendo i circa 172 cm nella giornata di ieri. Questa settimana dovrebbero scendere leggermente, pur rimanendo al di sopra della media della prima metà di settembre.


1. Il prezzo del gas naturale nei diversi mercati finanziari fa riferimento al prezzo registrato venerdì 16 settembre 2022. Il valore in parentesi indica la differenza con il venerdì precedente.