Fonti di rilevazione dei prezzi delle materie prime

Per poter svolgere la propria attività il Procurement ha bisogno di informazioni affidabili sui prezzi di mercato

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Tra i tanti compiti del Procurement di un'impresa moderna, uno tra i più importanti è quello di garantire all'impresa l'approvvigionamento di materie prime e beni di base ad un prezzo non penalizzante rispetto a quello pagato dai diretti competitori. A fronte di prezzi altamente volatili, il raggiungimento di questo obiettivo richiede un adeguato processo di negoziazione e l'ottimizzazione delle tempistiche di acquisto.
La negoziazione è finalizzata a pagare un prezzo "fair and reasonable" (equo e ragionevole). Questo prezzo, però, può cambiare velocemente, rendendo necessaria anche una ottimizzazione della distribuzione nel tempo degli acquisti. In pratica questa ottimizzazione si traduce quasi sempre nell'acquisto di volumi maggiori del riordino ottimale1 quando i prezzi sono in una fase di crescita, e volumi inferiori quando i prezzi hanno un trend decrescente.
Se in fase di negoziazione ciò che rileva maggiormente è il livello dei prezzi, nell'ottimizzazione della distribuzione degli acquisti nel tempo, invece, rileva maggiormente la loro dinamica.

Per poter svolgere adeguatamente queste attività, il Procurement dovrebbe avere una conoscenza adeguata del funzionamento del mercato di approvvigionamento, dei fattori che determinano le variazioni dei prezzi e dell'intensità delle forze che spingono verso la formazione di un prezzo unico o, all'opposto, generano prezzi dispersi. Questa conoscenza non può prescindere da informazioni aggiornate e affidabili sui prezzi prevalenti sul mercato di approvvigionamento. Utilizzare solo informazioni di prezzo derivanti dagli acquisti passati o raccolte occasionalmente presso altri buyer oppure fornite dai fornitori, può portare a decisioni errate, con aggravio di costi per l'impresa.

Fonti di rilevazioni dei prezzi delle materie prime

Fonti dei prezzi delle materie prime

Le fonti esterne sui prezzi, maggiormente utilizzate dalla funzione Procurement, sono quattro, di seguito descritte.

Price Reporting Agencies (PRA)

Le agenzie di Reporting dei prezzi sono editori che pubblicano valutazioni sul livello prevalente dei prezzi nei mercati fisici delle materie prime energetiche, agricole, chimiche e metalliche, seguendo specifiche e trasparenti metodologie. Forniscono la necessaria trasparenza, consentendo ai mercati di funzionare in modo efficiente, di eliminare le eccedenze e di ottimizzare i costi. Le PRA più note sono Platts, Argus e ICIS, attive nella rilevazione del prezzo del petrolio.

Prezzi dei Future finanziari

I future finanziari sui prezzi delle materie prime sono contratti per l'acquisto o la vendita di una quantità fissa di una materia prima, ad un prezzo e ad una data futura prestabiliti. Alla scadenza del contratto, questo può essere liquidato attraverso lo scambio fisico della merce contro l'importo monetario concordato, oppure tramite compensazione monetaria definita dalla differenza tra il prezzo pattuito e il prezzo spot del giorno di scadenza.
In questo secolo è aumentata la numerosità e importanza delle borse che trattano future sui prezzi delle commodity. Alle più antiche borse di Chicago Board of Trade (CBOT), New York Mercantile Exchange (NYMEX), Chicago Mercantile Exchange (CME) e della borsa di Londra specializzata sui metalli non ferrosi (LME) si sono aggiunte le borse cinesi (guidate dalla Shanghai Futures Exchange-SHFE) e le borse on line, quali Intercontinental Exchange (ICE).
Parallelamente sono aumentate le materie prime quotate tramite future. Il principale vincolo all'allargamento dei contratti future ad altre materie prime è dato dalla necessità di poter specificare in modo dettagliato le caratteristiche merceologiche del bene trattato e del relativi contratti, e di attivare un numero sufficientemente elevato di transazioni.

Indagini statistiche sui prezzi

Gli istituti centrali di statistica dei diversi paesi del mondo producono periodicamente statistiche sui prezzi, distinti per fase di distribuzione: prezzi alla produzione, prezzi all'ingrosso, prezzi al consumo. Generalmente questi dati sono poco utili al Procurement perchè sono troppo aggregati.
Gli istituti di statistica rilevano anche i flussi di commercio estero ad un livello elevato di disaggregazione, corrispondente molto spesso alla merceologia di una specifica materia prima o bene di base. Da questi flussi è possibile ricavare un prezzo (detto doganale) relativo ai beni oggetto di scambi internazionali. I prezzi così calcolati hanno il pregio di essere oggettivi (riguardano transazioni effettive) e robusti, sono cioè il risultato di un numero elevato di transazioni, tali da non risultare significativamente modificati dall'aggiunta o cancellazione di alcune transazioni.

Prezzi di Panel di esperti

L'importanza che rivestono le informazioni sui prezzi delle materie prime ha portato molti soggetti, sia privati che pubblici, a organizzare panel di esperti in grado di fornire periodicamente informazioni sui prezzi. La composizione del panel, le modalità e frequenza delle rilevazioni variano da caso a caso. Molte Camere di Commercio italiane hanno orgazzato delle Commissioni per rilevare i prezzi, generalmente di beni agricoli e dei materiali da costruzione. Le rilevazioni della Camera di Commercio di Milano coprono un numero maggiore di merceologie, compresa l'energia, i metalli e i prodotti chimici.

Valutazione delle diverse fonti

Di seguito è riportata una tabella con un'analisi dei pro e contro delle diverse fonti di rilevazione dei prezzi.

Valutazione pros e cons delle diverse fonti
Robustezza Specificazione merceolog. Transazioni effettive Velocità di aggiornamento Diffusione Valutazione complessiva
Peso 40 20 10 15 15
Fonte
Price Reporting Agencies (PRA) 7 10 10 8 1 7.15
Future finanziari 7 10 10 10 10 8.8
Indagini statistiche (prezzi doganali) 9 6 10 1 8 7.15
Panel di esperti 5 10 5 7 4 6.15

 

Per ciascuna fonte è stata riportata una valutazione, espressa da un punteggio da 1 a 10, dei seguenti aspetti:

  1. Robustezza: indica la capacità del metodo di rilevazione di evitare possibili distorsioni tra il prezzo effettivo di mercato e la sua misurazione;
  2. Specificazione merceologica: riguarda il dettaglio e la precisazione delle caratteristiche merceologiche del prodotto in esame;
  3. Transazioni effettive: riguarda la modalità con cui si è formato il prezzo: questo può essere il risultato di una negoziazione tra due parti con interessi contrapposti, oppure il risultato di valutazioni soggettive di una parte, che esprime la sua opinione su quale potrebbe essere il punto di accordo di una ipotetica transazione. E' evidente che, a seconda della parte (venditore o acquirente) e del contesto, la valutazione soggettiva può risultare distorta;
  4. Velocità di aggiornamento: indica il tempo che mediamente intercorre tra il momento in cui avviene la transazione (reale o ipotetica) tra un venditore ed un acquirente e il momento della disponibilità ad un terzo dell'informazione;
  5. Diffusione: valuta l'accessibilità da parte del pubblico all'informazione.

Per ciascuno di questi aspetti nella tabella è riportato un peso. Questo è stato utilizzato per calcolare un punteggio medio per ciascuna delle quattro fonti.
Sulla base di questa analisi la fonte che presenta i maggiori aspetti positivi e i minori aspetti negativi è quella dei Future finanziari, in grado di fornire in tempi rapidi misure relativamente robuste di prezzi, accessibili al largo pubblico. I prezzi prodotti dalla Agenzie di Reporting e le Statistiche doganali hanno pregi e difetti tra loro mediamente equivalenti. La fonte Panel di esperti è quella che presenta i minori vantaggi (o i maggiori punti deboli), penalizzata dalla scarsa robustezza e dalla limitata diffusione.

La combinazione delle fonti Future Finanziari con le Statistiche doganali rappresenta una soluzione in grado di ottenere misure dei prezzi aventi la massima qualità possibile per tutti gli aspetti considerati.

Conclusioni

La volatilità e l'incertezza che stanno sempre più caratterizzando i prezzi delle materie prime e dei beni di base rappresentano un fattori di rischio importante per le imprese trasformatrici. La funzione Procurement è chiamata a gestire questo rischio, partendo dalla raccolta e utilizzo di misure affidabili sui livelli e variazione dei prezzi. A questo riguardo, i future finanziari sono la fonte informativa che presenta i maggiori vantaggi. Se questa fonte è combinata con le Statistiche doganali allora è possibile ottenere misure di prezzi di qualità massima secondo tutti gli aspetti possibili.


[1] I modelli di ottimizzazione delle scorte di magazzino consentono di calcolare, in funzione di vari parametri, il punto e i volumi ottimali di riordino. Questi modelli, tuttavia, spesso non considerano la variabilità nel tempo dei prezzi di acquisto. Essa può essere presa in considerazione modificando i volumi di riordino, a parità di livello di scorte precauzionali.