Commodity e indici di borsa in flessione: gli investitori temono la recessione

Una overview sulle tendenze in atto nel panorama delle commodity

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Caffè Robusta Carbone Zinco Settimana Finanziaria Materie Prime

Nella giornata di mercoledì 4 maggio, la Federal Reserve ha nuovamente optato per un rialzo dei tassi d’interesse di riferimento, portando il costo del denaro fra lo 0,75% e l'1%. Tale mossa si configura come l'intervento più ampio da maggio del 2000; inoltre, si tratta della prima volta dal 2006 che la banca centrale americana decide di alzare i tassi in due riunioni consecutive. Malgrado questa ulteriore stretta fosse attesa dai mercati, ieri, giovedì 5 maggio, Wall Street ha registrato la sua peggiore sessione dell'anno, trascinando con sé al ribasso le principali piazze europee. Dopo un inzio sessione positivo, il timore che le grandi banche centrali debbano aumentare i tassi di interesse in modo più aggressivo del previsto per combattere una persistente alta inflazione, spingendo potenzialmente le economie in recessione, ha rapidamente deteriorato il sentiment degli operatori internazionali. Nella sola sessione di giovedì, lo S&P500 ha chiuso cedendo del -3.7%, mentre Nasdaq e Dow Jones perdono rispettivamente il -4.7% e -3.1%. Va comunque segnalato come questa caduta sia avvenuta il giorno dopo una crescita quasi equivalente.
Nel Vecchio Continente, Parigi termina la settimana registrando una flessione superiore al -5%, seguita da Milano e Francoforte, entrambe prossime al -3%.

Grafico 1: Confronto indici azionari europei
Performance dei principali principali indici azionari

Sul fronte dei mercati forex, si segnala che il cambio euro-dollaro sembra essersi stabilizzato su 1.06, significativamente vicino alla zona di supporto di 1.05.

A differenza dei precedenti articoli, nell’odierno focus la settimana finanziaria delle materie prime sarà documentata attraerso una heatmap concentrica (denominata rose heatmap). Su ogni circonferenza, è riportata la variazione settimanale della media mobile a 3, 30 e 180 giorni dei prezzi finanziari disponibili sulla sezione DailyData. Le materie prime sono suddivise in due categorie: da una parte le hard commodity, che richiedono l'estrazione mineraria o la perforazione per essere prodotte; dall’altra le soft commodity, che sono coltivate o allevate.

Hard commodity


Grafico 2: Performance dei prezzi giornalieri delle hard commodity

variazione (%) settimanale
Posizionandosi con il mouse su ciascun trapezio, appare un tooltip con le relative informazioni.

È ripartita la corsa dei prezzi del petrolio, mentre il mercato attende l'esito delle discussioni dell'UE sulla proposta di embargo del petrolio russo e dei prodotti raffinati. L’esito della discussione è piuttosto incerto, con i governi di Slovacchia e Ungheria contrari ad un possibile blocco. Nonostante ciò, il divieto proposto dall'UE non ha avuto alcuna immediata influenza sulla riunione dell'OPECplus di ieri, durante il quale il gruppo ha deciso di non introdurre accorgimenti al piano di produzione, che li vedrebbe aumentare la produzione di 432 Mbbls/d a giugno.
Il petrolio Brent chiude la settimana finanziaria a quota 112 $/bar, mentre il WTI si attesta sui 110 $/bar.
Forte rimbalzo per i prezzi del Carbone termico eurupeo e australiano, che registrano guadagni di oltre il 6% (MA a 3 gg). In particolare, il carbone australiano quotato all’ ICE segna i rincari maggiori, tornando sui massimi di inzio marzo (359 €/ton).
Sul fronte del Gas Naturale, il Gas naturale all’Henry Hub ha toccato un nuovo livello record, passando dai 7 €/Mmbtu di lunedì a 8.3 €/Mmbtu (prezzo spot). Secondo alcuni analisti, nonostante la forte volatilità del prezzo, la produzione statunitense di GNL non sarebbe attualmente in grado di crescere al punto di calmierare i prezzi, ostacolata dalla persistente carenza di lavoratori e dai problemi di approvvigionamento. Inoltre, considerando i livelli dei prezzi del carbone, non vi sono le condizioni per spostare la domanda estiva di gas naturale verso un altro combustibile.

La maggior parte dei metalli non ferrosi termina la settimana in declino, in risposta al diffuso clima d’incertezza che mantiene cauti gli operatori.
Al London Metal Exchange, le quotazioni di Nichel, Leghe di Alluminio, Alluminio e Rame segnano le contrazioni più decise che in alcuni casi si avvicinano al -5%.
Perdono terreno i Coils a caldo europei e statunitensi, in linea con le preoccupazioni in merito a un'economia in recessione. Al contrario, recuperano terreno i minerali di ferro cinesi e i coils quotati a Shanghai, a seguito della diffusione di alcune notizie positive in merito alla gestione dei nuovi contagi da Covid-19.

Infine, guardando sempre alle media delle ultime tre sessioni, occorre segnalare i rincari registrati dai Certificati CO2 (+4.5%) e dal PUN italiano (+3.7%), in controtendenza rispetto alla progressiva distensione dei prezzi del Gas TTF Olanda.

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Soft commodity

Grafico 3: Performance dei prezzi giornalieri delle soft commodity

variazione (%) settimanale
Posizionandosi con il mouse su ciascun trapezio, appare un tooltip con le relative informazioni.

Sul fronte dei cereali, è da segnalare la forte divergenza delle quotazioni sull'Avena, che, a partire da lunedì 2 maggio, hanno notevolmente esteso lo spread spot-future, tornando in backwardation. Infatti, ebbene sul mercato a pronti il prezzo abbia sperimentato una crescita settimanale del +1%, il future registra una contrazione del -5.6%.

Nonostante si osservi una sotto-performance, secondo alcuni analisti si stanno creando le condizioni per nuove tensioni sui prezzi del Frumento. Negli ultimi giorni è emerso che l'India potrebbe pianificare di limitare le esportazioni di grano, in quanto le forniture interne sono state colpite dall'ondata di calore in corso. L'inizio anticipato della stagione estiva e le temperature record in diverse parti del paese hanno pesato sulla produttività dei raccolti. Dall'inizio del conflitto militare tra Russia e Ucraina, l'India era uno dei pochi paesi in cui l'USDA si aspettava che le forniture di grano aumentassero per aiutare a colmare il gap di approvvigionamento. Una produzione più debole e i numeri delle esportazioni dall'India potrebbero stringere significativamente il bilancio del grano dell'USDA nei prossimi mesi.

I prezzi del Cotone continuano a salire a ritmi sostenuti, toccando quota a 1.4 €/libbra contro i 0.7 €/libbra dell’anno scorso, supportati del declino stimato delle scorte finali di cotone a livello globale. L’USDA stima infatti una caduta tra il 6 e il 7 dello stock finale globale di cotone rispetto alla precedente stagione di raccolto.
In significativo aumento anche le quotazioni del Caffè Robusta, tornate sui massimi dello scorso febbraio (prezzo spot a 2014 €/ton).