Prezzi termoplastiche: gli effetti dell’aumento dei prezzi dei feedstock

Condizioni di mercato molto diverse da quelle dell’autunno 2020 limiteranno gli aumenti dei prezzi delle termoplastiche.

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Plastiche ed Elastomeri Previsioni Determinanti dei prezzi

Forti aumenti dei prezzi dei feedstock

Nel mese di marzo, le reazioni dei mercati all’invasione russa della Ucraina hanno determinato livelli eccezionali del prezzo dei feedstock utilizzati per la produzione di termoplastiche. Il prezzo del petrolio Brent nella media del mese è risultato pari a 113 dollari per barile, con punte giornaliere di 130 dollari.
Dal lato del gas naturale, gli aumenti, almeno per quanto riguarda il mercato europeo, sono altrettanto intensi. Il prezzo del gas al TTF olandese ha raggiunto, il 7 marzo, l’astronomico livello di 217 euro per MWh. Nella media di marzo, il prezzo è risultato di 130 euro. Se si considera che un anno fa il prezzo era di 17 euro per MWh, è chiara l’intensità degli aumenti che sta caratterizzando il gas in Europa.
Il prezzo del gas naturale alla dogana è aumentato un po’ meno per un effetto vischiosità dovuta ai contratti a lungo termine. A marzo l’aumento annuale è stato comunque del 300%. Anche il gas naturale liquefatto (GNL) ha registrato aumenti di prezzo dello stesso ordine di grandezza. L’abbondanza di gas sul mercato nordamericano, trasportabile in Europa via navi metaniere, non è riuscita infatti a calmierare più di tanto il prezzo sul mercato europeo.

Questi aumenti hanno naturalmente avuto un forte impatto sui prezzi dei feedstock per la produzione di termoplastiche. Il grafico che segue riporta un possibile indice, calcolato come media dei prezzi sul mercato UE di petrolio, gas naturale e GNL.

Prezzi del feedstock delle termoplastiche

 

A fronte dell'aumento dei prezzi del feedstock, la domanda di termoplastiche si sta indebolendo, in relazione al netto rallentamento che sta accusando la crescita dei livelli di attività mondiali. A marzo PricePedia stima una produzione industriale mondiale in riduzione del -0.7% rispetto a marzo 2021. È molto probabile che nei prossimi mesi si registreranno ulteriori segni negativi, almeno fino all’estate. In questa situazione anche la domanda mondiale di termoplastiche dovrebbe risultare in diminuzione, in parte per i minori impieghi, in parte perché, a fronte di possibili richieste di ulteriori aumenti di prezzi, le imprese tenderanno a ridurre gli acquisti e ad utilizzare le scorte accumulate nel 2021.

Chi acquista termoplastiche dovrà quindi confrontarsi con prezzi incerti, sostenuti da un aumento dei prezzi del feedstock senza precedenti, ma indeboliti da una domanda probabilmente in diminuzione. Per cercare di ridurre questa incertezza può essere utile ripercorrere quanto è avvenuto sul mercato delle termoplastiche dalla ripresa del 2020 ad oggi.

Prezzi delle termoplastiche

Il grafico che segue riporta il prezzo medio delle termoplastiche sul mercato europeo, ottenuto da due fonti diverse:

  1. le dichiarazioni doganali: questo prezzo può essere considerato quello di un mercato all’ingrosso, tra operatori con potere contrattuale simile e forti relazioni commerciali;
  2. panel di esperti, il cui prezzo può essere considerato rappresentativo di un mercato più al dettaglio, in cui operano operatori con diverso potere contrattuale, generalmente sbilanciato a sfavore del buyer. In questo caso specifico sono stati considerati i prezzi pubblicati dalla Camera di Commercio di Milano. Avremmo ottenuto misure molto simili utilizzando panel diversi.

Per entrambe le fonti abbiamo considerato i prezzi di 18 termoplastiche, dal polipropilene all’ABS, dal polietilene lineare ai policarbonati. I due indici possono quindi essere ritenuti altamente rappresentativi del mercato generale delle termoplastiche.

Prezzi delle termoplastiche

 

Questo grafico consente di evidenziare tre fatti, importanti per argomentare quanto potrà succedere nei prossimi mesi:

  1. i prezzi al dettaglio sono, come atteso, mediamente superiori di 200 euro alla tonnellata rispetto ai prezzi all’ingrosso;
  2. la dinamica dei due prezzi è la medesima, indicando come entrambi siano influenzati dalla condizioni strutturali del mercato: prezzo del feedstock, condizioni di domanda e offerta;
  3. nel 2021 si è creato un differenziale tra prezzi al dettaglio e prezzi all’ingrosso che è andato molto oltre il livello dei 200 euro per tonnellata, che aveva caratterizzato il mercato delle termoplastiche nei primi 20 anni di questo secolo.

Dei tre punti sopra elencati quello che sembra più importante da analizzare e segnalare è l’ultimo. La sua specificità emerge chiaramente dal grafico della serie storica delle differenze tra i due prezzi.

Prezzi termoplastiche: differenze tra prezzi al dettaglio e all'ingrosso

 

Il grafico segnala chiaramente l'anomalia degli ultimi 2 anni, le cui cause sono:

  1. forte recupero degli utilizzi europei di termoplastiche tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, a cui l’offerta si è aggiustata con un ritardo;
  2. forti attese di aumenti di prezzo e timori di carenza di materiali che hanno portato le imprese utilizzatrici ad aumentare le scorte di magazzino.

A fronte di utilizzi di termoplastiche in diminuzione e di politiche di scorte delle imprese utilizzatrici più propense ad utilizzare il materiale già disponibile, la differenza tra i due prezzi dovrebbe iniziare a diminuire nei prossimi mesi, fino a ritornare a riposizionarsi su un intorno di 200 euro per tonnellata.

Gli ultimi 24 mesi del mercato delle termoplastiche

Possiamo ora riassumere quanto successo negli ultimi 24 mesi sul mercato delle termoplastiche europee, utilizzando il grafico che segue.

Prezzi termoplastiche: differenze tra prezzi al dettaglio e all'ingrosso

 

Il grafico riporta la dinamiche dell’indice dei prezzi del feedstock (asse sinistro del grafico), comparandoli con la media dei prezzi delle termoplastiche (asse destro del grafico). Per non complicare troppo il grafico abbiamo riportato solo il prezzo doganale; nelle conclusioni ritorneremo però anche sul prezzo rilevato sul mercato al dettaglio.
Nel grafico sono evidenziati cinque periodi, in cui possono essere suddivisi gli ultimi 24 mesi:

  1. il primo periodo è quello caratterizzato dalla prima ondata di contagi in Europa e negli Stati Uniti. In questa fase i prezzi del feedstock e delle termoplastiche registrano livelli minimi, mai prima sperimentati;
  2. il secondo inizia alla fine del 2020: la ripresa dei livelli di attività, prima in Cina e poi nelle altre parti del mondo, porta ad un aumento degli impieghi di termoplastiche. Le prospettive di aumento dei loro prezzi e la fiducia in una fase di forte crescita dell’economia mondiale spingono le imprese utilizzatrici ad aumentare i livelli di scorte. L’effetto è un aumento dei prezzi delle termoplastiche di gran lunga maggiore di quanto sarebbe giustificato dagli aumenti dei prezzi del feedstock.
    Questo periodo termina a maggio del 2021, mese in cui si è creato un differenziale tra prezzo delle termoplastiche e prezzo del feedstock storicamente anomalo[1];
  3. il terzo periodo caratterizza l’estate e l'autunno del 2021, in cui è più intensa la ripresa dell’economia mondiale: l’efficacia dei vaccini e gli interventi dell’operatore pubblico rafforzano le attese di un ciclo intenso di sviluppo mondiale. Come in tutti gli altri cicli economici, il prezzo del petrolio inizia ad aumentare e con esso anche il prezzo del gas in Europa. In questa fase i margini dei produttori di termoplastiche sono così elevati che possono tranquillamente assorbire gli aumenti dei prezzi del feedstock senza aumentare di molto i prezzi di vendita, per altro già a livelli molto elevati;
  4. il quarto periodo, a cavallo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, è caratterizzato dalla crescita delle preoccupazioni per l’inflazione, con il petrolio che ha superato stabilmente i 70 dollari a barile. È la fase in cui il governo degli Stati Uniti interviene significativamente per stabilizzare il prezzo del petrolio ed evitare ulteriori accelerazioni dell'inflazione. In questo periodo i prezzi dei feestock e delle termoplastiche rimangono sostanzialmente stabili sugli alti livelli raggiunti.
  5. l'ultimo periodo è quello attuale, caratterizzato dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, con il prezzo del barile che supera in molti giorni i 110 dollari e prezzi inimmaginabili per il gas al TTF. I prezzi dei feedstock raggiungono in Europa livelli di massimo storico. Nelle previsioni degli esperti sul mercato dell’energia, questi livelli si manterranno così elevati almeno per alcuni mesi. Ciò pone il quesito di cosa accadrà ai prezzi delle termoplastiche.

I prezzi delle termoplastiche nei prossimi mesi

I recenti aumenti dei prezzi del feedstock sono così elevati che non è possibile immaginare che essi non producano effetti anche sui prezzi delle termoplastiche. Gli effetti saranno tuttavia contenuti per le condizioni di domanda non favorevoli e per i livelli dei prezzi già elevati, tali da portare gli utilizzatori ad una maggior prudenza in fase di acquisto.
Gli effetti saranno limitati soprattutto sul mercato al dettaglio per i margini storicamente elevati che quest'ultimo ancora registra e per un possibile recupero di potere contrattuale da parte delle imprese utilizzatrici.


[1] La differenza tra prezzi e costi dell’industria delle termoplastiche sarebbe ancora maggiore se si confrontasse la dinamica dei prezzi al dettaglio con quella del feedstock. È questa la fase in cui le imprese si preoccupano più della disponibilità del materiale che non del suo prezzo, rinunciando a volte a ricercare materiale a prezzi minori.