Gli effetti della guerra sui mercati energetici

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L'intensificarsi delle tensioni tra Russia e Ucraina è stata protagonista dell'ultima settimana.
Giovedì 24 febbraio, Vladimir Putin ha dichiarato guerra in un discorso televisivo all’Ucraina, scatenando il più grande attacco contro uno stato del continente europeo dalla II guerra mondiale.
Decine di migliaia di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie città, mentre queste ultime venivano bombardate dalle truppe russe. La giornata è infatti cominciata con una pioggia di missili che ha colpito diverse aree ucraine e la notizia che migliaia di truppe si stavano riversando oltre i confini russi e bielorussi.
L’assalto ha posto fine, nel modo più disastroso possibile, a settimane di sforzi diplomatici da parte dei leader occidentali per evitare e scongiurare qualsiasi evento bellico. Nel suo discorso, Putin ha affermato di aver ordinato un'operazione militare speciale per proteggere tutte le persone vittime di massacri in Ucraina.
Inevitabilmente ciò ha avuto un forte impatto sui prezzi di molte materie prime energetiche, data la notevole importanza della Russia sia come fornitore di gas naturale che di petrolio. Quest’ultimo, in particolare, ha superato la soglia dei 100$ nel primo giorno degli attacchi russi.
Alla chiusura di venerdì 25 febbraio tutti i prezzi del greggio hanno registrato variazioni al rialzo. Il Brent ha chiuso a 98$ al barile (+4.4$) mentre l’Oman/Dubai a 91.6$ al barile (+2.3$). Il WTI ha registrato un prezzo di 91.6$ al barile, in linea con la scorsa settimana (+0.5), grazie alle dichiarazioni di Biden sulle sanzioni contro la Russia.

Grafico 1: Andamento prezzo del petrolio
Andamento prezzo del petrolio

Nella giornata di sabato, diversi Paesi (tra cui gli Stati Uniti) si sono attivati per bloccare l'accesso di alcune banche russe al sistema di pagamento internazionale SWIFT per punire ulteriormente Mosca. SWIFT, o Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, è un sistema di messaggistica sicuro che facilita pagamenti transfrontalieri rapidi di ingenti quantità di denaro, diventando così il principale meccanismo per il finanziamento del commercio internazionale.
Come il petrolio, anche il prezzo del gas naturale è stato fortemente colpito. Giovedì 24 febbraio il costo del gas al TTF ha superato i 130 €/MWh per poi calare immediatamente il giorno dopo. Alla chiusura di venerdì 25 il prezzo al punto di scambio virtuale olandese era di 93 €/MWh, registrando un aumento di oltre 19 €/MWh rispetto alla settimana precedente.

Grafico 2: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto con tra i mercati finanziari



Gli aumenti hanno colpito anche gli altri mercati finanziari1:

  • HenryHub 13.7 €/MWh (+0.3 €/MWh)
  • NPB Regno Unito 92.5 €/MWh (+19.5 €/MWh)
  • JKM Asia 83.7 €/MWh (+12.2 €/MWh)
  • PSV Italia 124.6 €/MWh (+50.6 €/MWh)

Ad influenzare significativamente i prezzi sono i timori di una possibile interruzione delle forniture a seguito delle sanzioni europee contro la Russia. Gazprom ha dichiarato che le esportazioni di gas russo attraverso l'Ucraina, importante rotta per le esportazioni di gas russe verso l'Europa, proseguiranno normalmente e continueranno ad essere in linea con le richieste dei consumatori.
Infatti, nonostante la guerra in corso, le consegne di gas, dalla Russia all'Europa attraverso i vari gasdotti, sono finora rimaste sostanzialmente invariate, come anche le forniture di gas proveniente dalla Russia tramite i gasdotti che attraversano l'Ucraina. Ma molti analisti ritengono che non è da escludere un cambio drastico e radicale della situazione contingente. Di qui la forte incertezza che sta facendo registrare significative volatilità di prezzo su molti mercati e che con molta probabilità si protrarrà nelle prossime settimane.

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1. Il prezzo del gas naturale nei diversi mercati finanziari fa riferimento al prezzo registrato venerdì 25 febbraio 2022. Il valore in parentesi indica la differenza con il prezzo registrato il venerdì precedente.