Forti tensioni geopolitiche tra Russia e Ucraina si riflettono sul mercato energetico

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La scorsa settimana il prezzo del Brent ha raggiunto la soglia di 90$ al barile, con una variazione di +2.1$ rispetto al venerdì precedente, registrando il livello più alto degli ultimi 7 anni. Non da meno sono stati i prezzi del WTI e dell’Oman/Dubai che hanno, rispettivamente, chiuso venerdì 28 gennaio a 86.8$ al barile (+1.7$) e 86.7$ al barile (+1.6$).

Grafico 1: Andamento prezzo del petrolio
Andamento prezzo del petrolio

L’ultima settimana di gennaio ha visto raggiungere e, in alcuni momenti della giornata di mercoledì, superare la soglia dei 90$ al barile, stabilendo il record storico dal 2015.
Le cause che stanno sostenendo il rally del prezzo del petrolio sono da attribuire principalmente alle crescenti tensioni politiche tra Russia e Ucraina, che si sono aggiunte alle preoccupazioni per ulteriori sconvolgimenti in un mercato già di per se molto teso. Quindi, il nervosismo globale su una possibile invasione russa in Ucraina e una serie di shock nell'offerta hanno confuso il mercato continuando a spingere il petrolio al rialzo e minacciando la ripresa economica mondiale.
Anche il mercato del gas naturale sta vivendo questa fase di forte tensione sul fronte geopolitico.

Grafico 2: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto con tra i mercati finanziari



La scorsa settimana, infatti, il gas naturale TTF ha raggiunto il prezzo di 92 €/MWh, con una differenza di oltre i 13 €/MWh rispetto alla settimana precedente.
Questi aumenti hanno colpito anche le quotazioni spot del gas naturale negli altri quattro principali mercati finanziari1:

  • NPB Regno Unito 91.1 €/MWh (+13.4 €/MWh)
  • Henry Hub USA 17.6 €/MWh (+5.1 €/MWh)
  • JKM Asia 82.1 €/MWh (+15.7 €/MWh)
  • PSV Italia 95 €/MWh (+16.1 €/MWh)

La Russia ha posizionato diverse truppe militari al confine con l'Ucraina, alimentando i timori di un'invasione e di tutte le ineluttabili conseguenze ad esso collegato. Il mercato energetico sta risentendo delle tensioni in atto, riflettendo ciò inevitabilmente sui prezzi e sul loro continuo aumento.
Tony Blinken, segretario di Stato americano, ha affermato che gli Stati Uniti si assicureranno che le forniture energetiche globali non vengano interrotte, qualora la Russia prenderà provvedimenti. I mercati, infatti, sono molto preoccupati per un’eventuale interruzione dell'approvvigionamento, in particolare l'UE, che importa dalla Russia circa un terzo delle sue forniture di gas: qualsiasi interruzione aggraverebbe la già esistente crisi energetica. È molto probabile che i flussi continueranno, ma non è da trascurare anche l’eventualità che qualcosa possa incidere sugli equilibri. Anche la NATO, con i suoi alleati, ha espresso timori sulla situazione energetica europea e la necessità di lavorare a una diversificazione degli approvvigionamenti per limitare quella che è la forte dipendenza dal gas russo.

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1. Il prezzo del gas naturale nei diversi mercati finanziari fa riferimento al prezzo registrato venerdì 28 gennaio 2022. Il valore in parentesi indica la differenza con il prezzo registrato il venerdì precedente.