Le speculazioni che hanno stravolto il mercato del gas europeo

Quali fattori hanno portato alcuni operatori europei ad acquistare gas naturale a 180 euro/KWh ?

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Gas Naturale Determinanti dei prezzi

A dicembre, il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica, alla borsa elettrica italiana del giorno prima, ha superato per più giorni i 300 euro/MWh con un punta di 438 di martedì 21 dicembre per l'energia immessa in rete mercoledì 22.
Il principale fattore che ha causato questi prezzi assurdi è stato il prezzo del gas naturale sul mercato europeo, arrivato a registrare, martedì 21 dicembre, un prezzo superiore a 180 euro/MWh (si veda l'articolo Quale sarà il prezzo dell’energia elettrica nel prossimo biennio?). E' il mercato del gas che bisogna quindi analizzare per investigare quanto successo il mese scorso.
Nel grafico che segue è riportato il prezzo del gas naturale giornaliero rilevato a TTF olandese[1]:

E' evidente la corsa fatta dal prezzo del gas nell'arco di pochi mesi, da meno 20 euro/MWh dell'inizio della primavera ai 180 del 21 dicembre. E' altrettanto evidente il crollo successivo. Nell'arco di 10 giorni, il prezzo del gas si è più che dimezzato, scendendo a fine anno a 70 euro/MWh. Già questo fatto segnala quanto poco "solidi" erano i fattori che hanno portato agli eccessi del 21 dicembre. E' tuttavia utile approfondire questi fatti per valutare quale può essere la probabilità che essi si ripresentino nuovamente in futuro.
L'approfondimento non può che riguardare le caratteristiche del mercato del gas in Europa e nel mondo.

Mercato del gas in Europa

In Europa esistono due fonti di rilevazione del prezzo all'ingrosso del gas naturale. La prima riguarda i prezzi giornalieri rilevati nei vari punti di scambio virtuale esistenti in Europa. Indicheremo i prezzi provenienti da questa fonte come prezzi spot. La seconda fonte riguarda i prezzi alle dogane dei 27 paesi dell'Unione Europea, rilevati mensilmente dai diversi istituti nazionali di statistica. Indicheremo questi prezzi come prezzi doganali.

Prezzi spot

Il primo elemento che caratterizza il mercato del gas in Europa è il forte allineamento dei prezzi spot sui diversi punti di scambio virtuali (per una descrizione di questi punti di prelievo si veda la parte metodologica, in fondo all'articolo). Nel grafico che segue è riportato il prezzo mensile nei punti di prelievo italiano (PSV), olandese (TTF) e inglese (NBP):

Dall'analisi dei dati del grafico risulta evidente che i punti di scambio determinano sempre un prezzo uguale tra i tre mercati, anche se è probabile che le loro condizioni di domanda e offerta siano diverse.
E' convinzione prevalente tra gli operatori che sia il mercato TTF a fare da benchmark agli altri mercati. Questo, significa, ad esempio che il prezzo al PSV italiano risulterà sempre prossimo a quello del TTF olandese, qualunque siano le condizioni di domanda e offerta prevalenti sul mercato italiano.
L'ipotesi più realistica è che questi tre mercati (e tutti gli altri punti di scambio virtuale esistenti in Europa) siano fortemente condizionati da operazioni di arbitraggio e da operazioni speculative. Se così è, allora il prezzo sui mercati spot in Europa tenderà ad aumentare quando la maggior parte degli operatori si attendono aumenti, a prescindere da quelle che sono le effettive condizioni di domanda e offerta. Allo stesso modo, il prezzo tenderà a diminuire quando la maggioranza degli operatori sono convinti che esistono fattori latenti in grado di indebolire a breve il mercato e far diminuire il prezzo. Poichè tutto è guidato da aspettative, è sufficiente una notizia, ritenuta credibile dagli operatori, perchè il mercato si muova in una direzione o nell'altra, senza apparenti limiti, dato che, in una operazione speculativa a fronte di variazioni significative attese, i livelli perdono di importanza. Questa ipotesi spiega perchè il prezzo tra il 20 e il 21 dicembre sia potuto crescere da 147 a 180 euro/Kwh, anche se già 147 era un prezzo economicamente non giustificabile.

Prezzi doganali

Il grafico che segue mette a confronto i prezzi del gas trasportato in forma gassosa via metanodotti e in forma liquida (Liquefied natural gas: LNG) [2] tramite metaniere, rilevati al passaggio delle dogane UE. Nel grafico è riportato, a titolo di confronto, anche il prezzo spot rilevato al TTF, aggiornato a gennaio 2022 nell'ipotesi che in questo mese esso risulti uguale ai prezzi delle ultime transazioni del 2021. Dal grafico è evidente l'anomalia della seconda parte del 2021. In tutta la storia precedente, infatti, i tre prezzi del gas sono stati perfettamente allineanti. Dalla scorsa estate, invece, il prezzo spot inizia a distaccarsi dai due prezzi doganali che continuano, invece, a proseguire allineati. Una possibile spiegazione di questa anomalia riguarda la tipologia di contratti e le motivazioni che guidano gli operatori delle due tipologie di mercati: da un lato contratti che coprono periodi anche lunghi di fornitura ed esigenze reali di vendita od acquisto di gas; dall'altra, contatti finanziari guidati da obiettivi di rendimento.

Mercato del gas nel Mondo

L'assurdità dei prezzi registrati a dicembre sul mercato europeo risulta ancora più evidente se si comparano i prezzi del gas a livello mondiale. Questa comparazione non è immediata dato le diverse unità di misura utilizzate. Per la metodologia utilizzata per confrontare i diversi prezzi nel mondo, si rimanda alla parte finale di questo articolo, ad essa dedicata.
Il grafico che segue compara il prezzo del gas spot europeo con quello spot americano e con il prezzo doganale del LNG importato dal Giappone.

Nel grafico sono inoltre indicati i tre periodi storici in cui il prezzo del petrolio è risultato superiore a 70 dollari per più di 6 mesi consecutivi. Per ogni periodo è indicato il massimo raggiunto dal prezzo del petrolio WTI.
La storia del prezzo del gas naturale può essere scomposta in due fasi: una precedente al 11 luglio 2008, quando il prezzo del petrolio ha raggiunto i 147 $/bar, e una successiva.

Fase pre 2008

In questa fase il gas fungeva da completamento dell'offerta di prodotti energetici derivanti dal petrolio. Non aveva un vero e proprio mercato autonomo, ma il suo prezzo era strettamente legato a quello del petrolio, nell'ambito di contratti decennali, data la necessità delle imprese produttrici di ripagare gli investimenti fatti per la realizzazione dei gasdotti. In questa fase i prezzi del gas nelle tre principali aree del mondo sono risultati sostanzialmente allineati.

Fase post 2008

Questa fase si caratterizza per due cambiamenti strutturali indotti dagli alti prezzi raggiunti dal petrolio: la rivoluzione dello shale oil in USA e l'utilizzo di gas naturale in Cina.

La rivoluzione dello shale oil negli stati Uniti

La tecnologia per estrarre il petrolio e il gas intrappolati negli scisti argillosi era già stata sviluppata da molti anni, ma i pericoli ambientali che ne derivano avevano limitato l'utilizzo. Con il prezzo del petrolio da mesi sopra i 100 dollari, si è avviata un'industria negli Stati Uniti che in poco tempo ha immesso sul mercato elevate quantità di petrolio e di gas. La maggior offerta di gas sul mercato americano ha portato ad una riduzione strutturale del suo prezzo rispetto a quello prevalente nelle altre parti del mondo.

La Cina inizia a sostituire petrolio con gas naturale

Con il 2009 inizia la corsa della Cina ad importare gas naturale, sopratutto liquefatto (LNG), aggiungendosi alla domanda degli altri paesi asiatici. La domanda strutturalmente più elevata dell'Asia di gas naturale liquefatto si è tradotta in un differenziale strutturare tra il prezzo delle importazioni asiatiche di LNG e il prezzo del gas nel resto del mondo.

Regionalizzazione dei mercati del gas

L'effetto del prezzo del petrolio sopra a 100 $/bar è stato quello di regionalizzare il prezzo del gas, creando tre grandi mercati mondiali (Nord America, Europa e Asia) con prezzi diversi, dati dall'incrocio della loro domanda e offerta. La possibilità, tuttavia, di trasportare LNG da una regione all'altra ha vincolato i prezzi del gas nelle tre regioni, limitandone le differenze nei livelli.
Prima del 2021, il massimo del differenziale tra i prezzi delle diverse regioni era stato registrato a luglio 2012, quando la differenza tra il prezzo del LNG giapponese e il prezzo spot del gas USA ha superato per alcuni giorni i 42 euro/MWh. Negli ultimi 5 anni questo differenziale non aveva mai superato i 30 euro, grazie allo sviluppo del commercio mondiale di LNG che ha creato sempre più forti relazioni, e vincoli, tra i mercati regionali.

Per questo motivo, non era assolutamente pensabile che il differenziale di 168 euro/MWh, venutosi a creare tra il prezzo spot del gas al TTF e il prezzo spot del gas USA, fosse sostenibile, come si è visto nei giorni successivi. La concorrenza che esercita il gas americano, sceso sotto i 12 euro/MWh a dicembre 2021, e i valori massimi del differenziale dei prezzi del gas registrati dopo la regionalizzazione dei mercati, suggeriscono che difficilmente il prezzo del gas spot in Europa potrà permanere sopra i 60 euro/MWh. Questo limite superiore trova conferma nel prezzo doganale del LNG e del GAS importato in Europa, a novembre inferiore a 40 euro/MWh e nel crollo subito dal prezzo del gas al TTF negli ultimi giorni del 2021.

Conclusioni

Se tutta la razionalità economica porta a ritenere che difficilmente il prezzo del gas in Europa possa superare in modo stabile i 60 euro/MWh, rimane sorprendente come il prezzo al TTF possa avere registrato per un un lungo periodo prezzi superiori 100 con una punta di 180.

L'unica spiegazione è quella di una forte componente di operazioni speculative, dettate da decisioni basate su informazioni dell'ultima ora e una limitata razionalità economica.


NOTE

[1] per una descrizione di questo mercato si veda la successiva sezione Metodologia

[2] Il LNG è gas naturale che è stato raffreddato per diminuire il suo volume di 600 volte e poter essere trasportato su apposite navi, dette metaniere. Sono le modalità con cui si approvvigionano di gas naturale i mercati che non sono collegati con gasdotti ai paesi produttori. Le operazione di liquefazione, trasporto navale e successive gassificazione per riportare il gas allo stato originario, hanno naturalmente dei costi che ne aumentano il prezzo rispetto al gas naturale trasportato con gasdotto.


Metodologia per la comparazione dei prezzi

In questo articoli sono stati considerati i seguenti prezzi del gas:
  • Dutch TTF, misurato in euro/MWh. E' il prezzo del gas trattato al punto di scambio virtuale gestito da Gasunie Transport Services B.V, il gestore del sistema di trasporto del gas nei Paesi Bassi.
  • UK NBP (National Balancing Point) misurato in pence (centesimi di sterlina)/therm. E' un luogo di scambio virtuale nel Regno Unito di determinazione del prezzo dei contratti future sul gas naturale dell'ICE (IntercontinentalExchange).
  • IT PSV (Punto di scambio virtuale) misurato in euro/MWh. E' un luogo di scambio virtuale del gas sulla rete italiana, gestito da GME (Gestore Mercati Energetici).
  • DOG UE GAS, misurato in Euro/Ton. E' il prezzo medio misurato alla dogana degli scambi commerciali di gas naturale dei 27 paesi UE, di fonte Pricepedia.
  • USA Henry Hub, misurato in $/mmbtu. E' un hub di distribuzione del gas in Louisiana. E' il punto di determinazione del prezzo per i contratti futures sul gas naturale scambiati sul New York Mercantile Exchange (NYMEX)
  • JAP LNG, misurato in $/mmbtu. E' il prezzo delle importazioni giapponesi di LNG, rilevato dalla World Bank e pubblicato il terzo giorno lavorativo di ogni mese.
  • DOG UE LNG, misurato in Euro/Ton. E' il prezzo medio misurato alla dogana degli scambi commerciali di LNG dei 27 paesi UE, di fonte Pricepedia.
Come risulta dalla lista sopra riportata i prezzi del gas naturale e del LNG sono rilevati nelle seguenti unità di misura:
  • euro/MWh: esprime il prezzo in euro della quantità di gas necessario per produrre, se bruciato, lo stesso calore di un MWh di energia elettrica. Poichè un MWh di energia elettrica produce 3 milioni 412 mila BTU, mentre un m3 di gas produce 37 mila BTU, sono necessari 91.37 metri cubi di gas per produrre la stesso calore prodotto da un MWh di energia elettrica;
  • $/mmbtu: esprime il prezzo in dollari del gas necessario a sviluppare il calore di un milione di BTU. Poichè un MWh produce 3 milioni 412 mila BTU, per tradurre questo prezzo in un prezzo euro/MWh, esso dovrà essere prima trasformato da dollari in euro e poi moltiplicato per 3.412.
  • pence (centesimi di sterlina)/therm: poichè un therm equivale a 0.1 mmbtu, per trasformare questo prezzo in euro/MWh esso dovrà prima essere trasformato da pence in euro e poi moltiplicato per 34.12;
  • Euro/Ton: esprime il prezzo euro per tonnellate. Poichè un m3 di gas pesa 0.668 Kg, una tonnellata di gas equivale a 1500 m3 di gas. Quindi per trasformare questo prezzo in un prezzo euro/MWh esso dovrà essere moltiplicato per 0.061 = 91.37/1500
Utilizzando questi fattori di conversione abbiamo trasformato in euro/MWh tutte le serie storiche considerate nell'articolo.