La variante Omicron continua a generare timori sui mercati petroliferi

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Durante la settimana appena conclusa, il prezzo del petrolio ha lievemente oscillato attorno ai valori già osservati la settimana precedente, chiudendo leggermente in negativo. Nella serata di venerdì 17 dicembre il Brent ha raggiunto il prezzo di 73.5 dollari al barile, registrando una variazione di -1.6$ rispetto al venerdì precedente, il WTI di 70.9 dollari al barile con una variazione di -0.8$ mentre l’Oman/Dubai ha raggiunto il livello di 71.6 dollari al barile, con una variazione pari a -1.2 $.

Grafico 1: Andamento prezzo del petrolio
Andamento prezzo del petrolio

C’è molta pressione attualmente sui mercati petroliferi. I casi in aumento della variante Omicron stanno sollevando timori che le nuove restrizioni possano colpire significativamente la domanda. In Europa e negli Stati Uniti il numero di nuovi casi di coronavirus sta crescendo costantemente da giorni, tanto da reintrodurre in alcuni stati l’obbligo del lavoro a distanza o addirittura, come accaduto in Olanda, il lockdown.
L'OpecPlus ha già confermato che, qualora si registrassero cambiamenti rilevanti sulla domanda di petrolio, procederà ad una revisione dei piani di offerta, organizzando un nuovo incontro che precede quello del, già fissato, 4 gennaio.

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A frenare però i timori sulla domanda vi è Goldman Sachs che nel report di venerdì 17 ha osservato un impatto limitato sulla mobilità e sulla domanda di petrolio della variante Omicron, aggiungendo inoltre che, in base alle loro aspettative, nel prossimo biennio si potrebbero registrare livelli record di consumo di greggio.
Nel frattempo, le società energetiche statunitensi hanno aggiunto piattaforme petrolifere a quelle già esistenti, suscitando però forti preoccupazioni su un potenziale eccesso di offerta. Attualmente il numero di piattaforme attive, che rappresentano un indicatore della produzione futura, è pari a 475 come affermato dalla società di servizi energetici Baker Hughes nel consueto report settimanale.