Pandemia e Supply Chain allarmano i mercati

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 22 novembre 2021

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La settimana scorsa la quotazione dell’indice LMEX è scesa a 4414 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in zona neutra e in ribasso. La chiusura settimanale è a cavallo delle medie mobili a 10, 20 e 40 giorni. Nel complesso ne deriva un’indicazione ribassista per il breve termine.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

In questo momento, l’Europa è l’epicentro della quarta ondata pandemica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità teme che nei prossimi quattro mesi, il Vecchio Continente possa registrare 500 mila vittime. Già oggi, intanto, l’inasprimento delle contrapposizioni sul tema delle vaccinazioni può mettere a rischio la ripresa economica europea. A ciò si somma il pericolo varianti. Sta tornando lo spettro del 2020, quando l’economia globale, eccetto quella cinese, si è fermata. L’Unione Europea sta preparando una revisione delle raccomandazioni relative al Green Pass.

Una notizia di carattere strettamente economico è quella che arriva dall’UNCTAD, organismo ONU che si occupa di commercio e sviluppo, che nell’ultimo rapporto annuale sul trasporto marittimo ha provato a stimare il possibile impatto sull’economia del caos logistico che continua – ormai da oltre un anno – a ostacolare gli scambi di merci e materie prime.

Secondo le stime UNCTAD, nel 2022 il costo delle importazioni potrebbe aumentare dell’11% e l’inflazione, già a livelli record, solo a causa dei trasporti via mare potrebbe salire di un ulteriore 1.5%. Per i prezzi al consumo in Cina, Stati Uniti ed eurozona, si tratterebbe di un incremento medio, ma per i paesi meno sviluppati e più dipendenti dalle importazioni, l’impatto sarebbe decisamente più pesante.

Per il segretario generale dell’UNCTAD, Rebeca Grynspan, la crescita dei noli marittimi e dei container avrà un profondo impatto sul commercio, minacciando la ripresa socio-economica, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. I rincari dei trasporti marittimi pesano soprattutto su prodotti complessi, con lunghe catene di fornitura, come computer e altri apparecchi elettronici. Rifornimenti via mare difficili e costosi rischiano anche di rallentare le attività manifatturiere. E la situazione non sembra destinata a risolversi nel breve termine. Gli analisti di Sea-Intelligence hanno avvertito che ci vorranno fino a 30 mesi prima di vedere la fine dell’attuale ciclo rialzista dei noli. Da qualche settimana, comunque, i noli marittimi sono in lieve calo.

Infine, una notizia proveniente dal Canada interessa da vicino i metalli non ferrosi. Secondo l’agenzia FastMarkets (Metal Bulletin), la logistica di un gruppo di miniere di rame nel Canada Occidentale è stata interrotta a causa di condizioni meteorologiche estreme e quindi la produzione è sospesa. Per capire la portata di questo evento, si consideri che, secondo l’International Copper Study Group, il Canada ha esportato, rispettivamente nel 2019 e nel 2020, 1.6 milioni di tonnellate e 446 mila tonnellate di concentrati di rame.

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LA REAZIONE DEI MERCATI
La scorsa settimana, la corsa dei prezzi dei metalli non ferrosi ha registrato una pausa.
CRB Index, commodity in generale: in ribasso.
BDI, noli marittimi: in ribasso.
LMEX Index, metalli non ferrosi: in rialzo.
Acciaio: HRB world in rialzo, CRC world in rialzo.
Metalli preziosi: in rialzo il palladio. In ribasso oro, argento e platino.
Petrolio: in ribasso.
Gas naturale: in ribasso quello europeo, in rialzo quello americano.
Dollar Index: in rialzo.