Continua la fase di stabilità del prezzo del greggio

Dopo diverse settimane di significativi aumenti, il prezzo del petrolio sembra essersi fermato sotto gli 83$

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Alla chiusura di venerdì 12 novembre, il petrolio ha registrato livelli stabili di prezzo rispetto alla settimana precedente. Il Brent ha raggiunto il valore di 82.2 dollari al barile, registrando una variazione di -0.6$ rispetto al venerdì precedente, il WTI di 80.8 dollari al barile con una variazione di -0.5$ mentre l’Oman/Dubai ha raggiunto il livello di 79.1 dollari al barile, con una lieve variazione pari a +0.1$.

Grafico 1: Andamento prezzo del petrolio
Andamento prezzo del petrolio

La settimana appena conclusasi ha visto il prezzo del petrolio oscillare tra aumenti e ribassi. In particolare, dopo un picco raggiunto martedì, nel corso della settimana i prezzi hanno registrato una caduta, per poi stabilizzarsi sui livelli della scorsa settimana.
Il motivo di questo andamento riguarda principalmente un intreccio di eventi. In primo luogo, le modifiche alle previsioni che il gruppo Opec ha effettuato sulla domanda mondiale di petrolio. Il cartello ritiene infatti che, il connubio tra aumento dei casi Covid-19 in Europa ed elevati livelli dei costi energetici, seppur in leggero calo, contribuiranno a rallentare la domanda. Si prevede infatti che la domanda mondiale, nel quarto trimestre del 2021, si ridurrà di 330 mila barili al giorno rispetto alla precedente stima, passando da poco più di 99.8 milioni di barili ai circa 99.5 milioni al giorno.

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In secondo luogo, vi è l’apprezzamento del dollaro e la possibilità, sempre più concreta, di un aumento dell’offerta da parte degli Stati Uniti. Il numero di piattaforme petrolifere continua ad aumentare da diverse settimane raggiungendo attualmente il livello più alto dall'aprile 2020 con oltre 450 piattaforme attive, dando un’indicazione della possibile produzione futura.
I prezzi del petrolio, inoltre, hanno registrato riduzioni dopo le dichiarazioni del presidente Biden circa la volontà di mettere in atto politiche per ridurre i costi energetici. I dati sull'inflazione hanno mostrato che i prezzi degli Stati Uniti sono aumentati a un tasso del 6.3% su base annua e ciò spingerebbe la Federal Reserve ad attuare politiche volte ad aumentare i tassi di interesse per domare l'inflazione.

La settimana appena terminata quindi ha rappresentato un memorandum per i mercati petroliferi sul lato dei prezzi. Difatti il prezzo del greggio non è solo influenzato dalla traiettoria domanda-offerta, ma anche dalle previsioni di politica monetaria e dalle forme di intervento del governo. Tassi di interesse più elevati fornirebbero un ulteriore sostegno al dollaro e una pressione ancora maggiore al ribasso sui prezzi del petrolio.