Prosegue il trend rialzista del prezzo del petrolio

Nella settimana appena conclusa il Brent ha chiuso a 79 dollari al barile

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La scorsa settimana il prezzo del petrolio ha proseguito la sua crescita. Alla chiusura di venerdì 1 ottobre il Brent si è attestato a 79.3 dollari al barile (+2.1$), il WTI a 75.9 dollari al barile (+1.9$) e l’Oman/Dubai a 76.8 dollari al barile (+ 1.7$).

Grafico 1: Andamento prezzo del petrolio
Andamento prezzo del petrolio

Da ormai diverse settimane si sta assistendo alla continua crescita del prezzo del petrolio. Il Brent si è attestato sopra i 79 dollari al barile, raggiungendo quasi il valore massimo degli ultimi tre anni. La settimana appena conclusa ha riflesso l’attesa per il vertice OpecPlus avvenuta ieri lunedì 4 ottobre in cui il gruppo ha deciso di attenersi al precedente accordo di luglio di aumentare l’offerta di petrolio, ma aggiungendone gradualmente al mercato.

L'annuncio è arrivato nonostante le pressioni da parte degli Stati Uniti e India di un maggiore incremento dell’offerta dell’oro nero volta a ridurne i prezzi, dato l'aumento della domanda di energia. Infatti gli aumenti dei prezzi del gas naturale a livello globale spingono i produttori di energia ad abbandonare il gas e a richiedere petrolio, economicamente più vantaggioso.

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I 23 membri dell’OPECPlus hanno dichiarato, in un conciso comunicato stampa, che verrà aumentata la produzione di 400.000 barili al giorno a partire da novembre. È possibile che quindi i prezzi del petrolio potranno raggiungere, nelle prossime settimane, il costo di 90 dollari al barile, così come affermato da Moya, analista di OANDA, aggiungendo inoltre che qualsiasi aumento inferiore a 600.000 barili non consentirà una riduzione dei prezzi.

Infatti, affinché si possa assistere ad una stabilità dei prezzi è necessario che il divario tra domanda e offerta si riduca, ma il peggioramento della crisi energetica sembra non contribuire a questa ipotesi. La buona notizia è che alcune piattaforme petrolifere statunitensi questa settimana hanno ripristinato l’attività di estrazione dopo essere state colpite dall’uragano Ida, mentre gli impianti Baker Hughes hanno incrementato il loro numero passando da 508 a 528 unità da fine agosto a venerdì 1 ottobre.