Caos commodity: problemi per imprese e famiglie

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 28 giugno 2021

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La scorsa settimana, rispetto alla precedente (venerdì su venerdì), è stato registrato un rialzo dei prezzi che ha interessato 6 metalli su 7. In evidenza il rialzo del nichel, seguito da quello dell’alluminio. La quotazione dell’indice LMEX è salita a quota 4137 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in zona neutra ma in ribasso e molto vicino all’ipervenduto: ciò lascia presagire un possibile proseguimento del ribasso. La chiusura settimanale è a cavallo delle medie mobili a 10, 20 e 40 giorni (indicazione tendenzialmente rialzista).

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Il “biennio rosso” 2020-2021 sarà ricordato per molto tempo, così come il 2008 e la sua grave crisi economico-finanziaria mondiale. Anche allora venne registrato un crollo dei prezzi delle materie prime che durò oltre 7 mesi (da luglio 2008 a febbraio 2009), seguito da un rialzo prolungatosi fino ad aprile 2011. Anche allora furono determinanti le politiche economiche dei governi (in primis quello statunitense) e le politiche monetarie delle banche centrali (in primis la Federal Reserve). Dunque la storia si ripete e il caos dei prezzi – a cui stiamo assistendo da quando è scoppiata la pandemia – continua senza sosta.

Osservando l’indice generale delle materie prime (CRB Index), si nota che il crollo dei prezzi è durato quattro mesi (da gennaio ad aprile 2020). Dopo è iniziato un trend rialzista, ancora in atto, anche se ci sono stati degli storni (settembre-ottobre 2020 e marzo 2021). Anche la settimana scorsa, dopo la dichiarazione della Federal Reserve sull’inflazione e quella delle autorità cinesi sulla lotta alla speculazione, c’è stato un lieve storno dei prezzi, subito rientrato.

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Per le imprese, il lungo rialzo dei prezzi delle commodity e i livelli altissimi raggiunti sono un problema serio, specialmente laddove non è stato possibile ribaltare i costi sul prodotto finale. Il rialzo dei prezzi è arrivato però anche alle famiglie, sia in generale come inflazione, sia in particolare per l’acquisto di prodotti legati ai settori che maggiormente sono stati interessati dai rialzi, come metalli e plastica. E a complicare ulteriormente la situazione si sono aggiunti anche i tempi di consegna dilatati, a causa dei problemi emersi nella catena globale del valore.

Guardando le performance di alcune commodity, nell’ultimo mese notiamo ribassi dei prezzi per i metalli preziosi e per i non ferrosi, come il rame, e ancora rialzi per petrolio e gas. Tra gli alimentari sono calati i prezzi del caffè e dello zucchero, ma sono saliti quelli di mais e frumento. Su base annua solo oro e argento sono in ribasso.

Quanto durerà questa situazione caotica?

La risposta più ponderata è la seguente: il rialzo dei prezzi proseguirà anche nella seconda parte del 2021, perché molti dei problemi relativi alla domanda e all’offerta di commodity non si risolveranno nel breve termine. Lo stesso vale per le problematiche nella supply chain, che sconta i pregi e i difetti della globalizzazione così come la conosciamo.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime (scorsa settimana)
Il dollaro americano, dopo la fiammata delle settimane precedenti, ha rallentato la corsa e i prezzi delle materie prime ne hanno approfittato per rimbalzare.
CRB Index: prezzi in rialzo.
Metalli non ferrosi: prezzi in rialzo.
Petrolio e gas naturale: prezzi in rialzo.
Noli marittimi: prezzi in rialzo.
Metalli preziosi: prezzi in ribasso.