Nuovo record per il prezzo del petrolio

Il prezzo del petrolio sui massimi degli ultimi due anni

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La scorsa settimana il prezzo del petrolio ha toccato il massimo negli ultimi due anni, registrando una significativa crescita proprio negli stessi giorni. Alla chiusura di venerdì 4 giugno il Brent chiude sui 71.9 dollari al barile (+3.2$), il WTI a 69.6 (+3.3$) e l’Oman/Dubai a 69.3 (+2.6$).

Grafico 1: Andamento prezzo del petrolio
Andamento prezzo del petrolio

La crescita settimanale è sostenuta dall’aspettativa per un prossimo recupero completo della domanda mondiale di combustibile, che ha guidato anche le decisioni all’ultimo vertice dell’OPECPlus.
Martedì 1 giugno si è tenuto il vertice dell’OPECPlus, i paesi hanno deciso di confermare la tabella di marcia e proseguire con l’allentamento delle politiche restrittive. Inoltre l’Arabia Saudita revocherà parte dei tagli aggiuntivi decisi volontariamente ad inizio anno.
Durante l’incontro la linea d’azione è stata condivisa da tutti i paesi: il principe saudita, Abdulaziz bin Salman, ha affermato che è stato sufficiente poco più di mezz’ora per la decisione finale e che la risalita del prezzo del petrolio con molta probabilità non provocherà danni.

Le aspettative per il recupero della domanda sono trainate dalla ripresa dell’attività economica: se il consumo di combustibile continuerà a crescere nei prossimi mesi, l’eccesso di offerta, cumulatosi nei primi mesi della pandemia, si esaurirà. Inoltre la decisione dell’OPECPlus arriva in una settimana in cui c’è stato un rallentamento nelle trattative tra Iran e Stati Uniti sulla questione nucleare, con il conseguente rinvio anche dell'abrogazione delle sanzioni americane, allontanando l’ipotesi di un pronto ripristino della produzione iraniana.

I dati incoraggianti sulla ripresa dell’attività economica arrivano dal Manufacturing Purchase Managers’ Index statunitense ed europeo che per maggio confermano la dinamica di aprile e si attestano sul massimo storico, pari rispettivamente a 62 e 63 punti. La ripresa europea è sostenuta dalla Germania, che da sola conta circa un quinto dell’economia europea, il PMI tedesco, infatti, segna un valore relativamente elevato (64) ma al di sotto del picco di marzo, che si è attestato sui 66.6 punti.