La dinamica dei noli navali

Aumenti eccezionali dei principali indicatori

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Nel 2020 i prezzi delle materie prime sono stati interessati da una forte crescita. La pressione sui prezzi ha avuto inizio l’estate scorsa, quando la ripresa dell’attività manifatturiera cinese, primo paese a uscire dalla crisi sanitaria, ha stimolato la domanda di materie prime.
A seguire anche gli altri paesi hanno iniziato a mobilitarsi per far fronte alla crisi economica provocata dalla crisi sanitaria e hanno messo in campo ingenti piani di investimento volti a far ripartire l’economia, dopo aver sperimentato i drammatici effetti delle misure di lockdown atte a ridurre i contagi da Covid-19.
In un quadro di recupero della domanda mondiale, però, i ritardi nell'avvio a pieno regime degli impianti produttivi si sono tradotti in una scarsità dal lato dell’offerta con l'effetto di un forte aumento dei prezzi di molte materie prime.
Un altro fattore non meno importante, che ha alimentato nell’ultimo anno la crescita dei prezzi delle materie prime è stato sicuramente il costo del trasporto marittimo delle merci.
In generale, le merci vengono trasportate attraverso due tipologie di navi:

  • le navi cargo, utilizzate per il trasporto di merci alla rinfusa quali ad esempio i minerali di ferro, rame, carbone e altre materie prime necessarie all’attività manifatturiera,
  • le navi container, utilizzate per il trasporto di tutte le altri commodity.

Esistono molti indicatori che tracciano il costo dei noli navali. I principali sono il Baltic Dry Index (BDI) e il World Container Index (WCI).
Il primo è un indice composito espresso in dollari che mette insieme il costo del nolo di navi cargo di diversa capienza lungo oltre 20 rotte. Poiché traccia il costo delle navi cargo che trasportano materie prime utilizzate in diversi processi industriali, esso viene spesso considerato come un indicatore del ciclo economico mondiale: quando l’indice è su valori alti/bassi la domanda di materie prime è tendenzialmente forte/debole.
Il secondo indicatore, creato dalla società di consulenza marittima Drewry, misura invece il costo in dollari dei container da 40 piedi. Esso è calcolato sulla base del costo del container registrato in diverse tratte marittime in partenza dai principali porti mondiali.
Nel grafico che segue viene illustrata la dinamica degli indici appena descritti.

Confronto indici dei noli navali

La serie storica del BDI è più lunga e permette un confronto tra i livelli attuali e quelli del 2008. Dal grafico si può notare come poco prima del fallimento della Lehman Brothers, a maggio 2008, il BDI abbia raggiunto il massimo storico mensile. La crisi finanziaria successivamente ha determinato un break strutturale che ha portato l’indicatore a livelli medi di gran lunga inferiori a quelli registrati fino alla prima metà del 2008.
Sebbene i livelli attuali non siano paragonabili a quelli dei mesi immediatamente precedenti la Great Recession è indubbio che la crescita registrata nell’ultimo anno sia da record: il BDI è infatti passato dai 488 dollari del maggio 2020 agli oltre 3000 dollari attuali, con una crescita pari a oltre il +500%.
Simili tassi di crescita hanno interessato nello stesso periodo anche il WCI, che ha registrato a maggio 2021 un incremento del +280% rispetto allo stesso mese del 2020, passando da 1549 agli attuali 5898 dollari per container.

Gli straordinari incrementi dei noli navali nel periodo osservato riflettono la stessa dinamica che ha interessato i prezzi delle materie prime: da un lato la domanda di navi e di container per il trasporto delle merci, soprattutto dalla Cina, è cresciuta; dall’altro un disallineamento geografico tra domanda e disponibilità di container e di navi cargo ha ridotto l'offerta, facendo schizzare i noli navali alle stelle.
Ciò ha avuto, e continua ad avere, ripercussioni sugli utilizzatori che, oltre ai costi più che raddoppiati nel periodo considerato, sperimentano dei veri e propri colli di bottiglia.
A questa situazione già critica, non ha giovato il blocco del canale di Suez dello scorso marzo, provocato dall’incagliamento della nave container Ever Given. Maersk, uno dei principali armatori mondiali, stima che i ritardi accumulati nei sei giorni del blocco del canale non saranno riassorbiti prima della fine dell’estate.

Davanti ad un quadro così incerto, il monitoraggio dei noli navali diventa uno strumento utile per capire quando la congestione dei trasporti sarà riassorbita, certificando il ritorno alla normalità e l’alleggerimento delle pressioni sui prezzi delle materie prime.