Il prezzo del petrolio conferma la sua ripresa

Il petrolio recupera qualche dollaro, ripresa dei consumi e tagli alla produzione

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I livelli del prezzo del petrolio si trovano ancora prossimi a quelli di minimo storico ma sembrano mostrare i primi segnali di recupero. Dopo aver raggiunto il minimo storico a metà aprile, il prezzo del petrolio sta registrando da qualche settimana una serie di variazioni positive. A favorire questa dinamica ci sono l’allentamento delle misure restrittive, che favorisce la ripresa dell’attività economica, e la riduzione dell’offerta. L’intensa riduzione della produzione e la ripresa dei consumi ha fatto sì che il timore per la saturazione della capacità di stoccaggio si riducesse, contribuendo al recupero del petrolio dopo il forte affondo di aprile.
Per quanto riguarda lo stoccaggio via mare, in un articolo de IlSole24Ore si legge che lo stoccaggio tramite navi si attesta su livelli record ma che si vede un spiraglio di andamento di controtendenza. L’articolo prosegue affermando che “L’evoluzione del fenomeno non è un fattore trascurabile. Un rilascio troppo rapido delle scorte galleggianti potrebbe frenare la ripresa delle quotazioni del petrolio”.
Questa situazione si riassume in un prezzo del petrolio che venerdì scorso ha chiuso in positivo rispetto a due settimane fa: il Brent chiude a 32.5 dollari al barile (+1.5 dollari), il WTI a 29.4 dollari al barile (+5) e l’Oman/Dubai a 33.2 dollari al barile (+1.2).

Andamento prezzo del petrolio
Andamento prezzo del petrolio

La settimana scorsa Riyad ha annunciato un taglio supplementare alla produzione di giugno pari a +1 milioni di barili al giorno. Questa mossa si inserisce in un contesto di crisi per il paese, alle prese con una prossima crisi economica in conseguenza del basso prezzo del petrolio, fonte principale di ricchezza. Il Kuwait ha emulato l’Arabia Saudita, annunciando una riduzione aggiuntiva della produzione per giugno pari a 800mila barili al giorno.
Questi ulteriori impegni straordinari mostrano la volontà dei paesi di controbilanciare gli effetti della pandemia sulla domanda debole di petrolio.
Per il 2020 l’Energy Information Administraion (EIA) stima una riduzione dei consumi rispetto al 2019 del -8% e pari a 92.6 milioni di barili al giorno. Ci si attende una discesa dei consumi per tutto il 2020 con una leggera ripresa nell’ultimo trimestre dell’anno e poi un leggero aumento nel 2021.
Stessa dinamica riguarda la produzione. L’offerta mondiale si ridurrà del -5.4% attestandosi su 95.2 milioni di barili giornalieri. Nel 2020 l’OPEC ridurrà la produzione rispetto al 2019 di -8.9% attestandosi su una produzione giornaliera pari a 31.6 milioni di barili giornalieri.
Da questo scenario ne deriva che l’offerta di petrolio rimarrà più alta della domanda di un ammontare pari a 2.6 milioni di barili giornalieri.