Covid-19: i governi corrono ai ripari

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 30 marzo 2020

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La scorsa settimana, rispetto alla precedente (venerdì su venerdì), c’è stato un forte ribasso dei prezzi, che ha interessato 5 metalli su 6. In evidenza il ribasso dell’alluminio primario, seguito dal rame. Le quotazioni dell’indice LMEX sono scese sotto quota 2300 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in zona ipervenduto. La chiusura settimanale è sotto le medie mobili a 10, 20, 40 giorni (indicazione ribassista). Il valore dell’indice è sceso sotto la trendline (supporto dei prezzi) di lungo periodo che unisce i minimi del 2001, 2008 e quelli del 2016 fino ai minimi attuali. Ciò rende possibile un ulteriore ribasso dei prezzi dei metalli non ferrosi, che spaventa gli operatori così come l’alto livello di volatilità dei prezzi.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Gli Stati Uniti hanno superato Cina e Italia per diffusione del contagio, diventando il Paese con il più alto numero di casi al mondo. Il Congresso ha votato a favore della manovra da 2000 miliardi voluta da Trump, la più costosa della storia americana e non solo. L’azione può essere presa a termometro della gravità del momento: bisogna far fronte a un’improvvisa mancanza di reddito, consumi e investimenti. Mancanza alla quale è lo stato federale a supplire, con un voto bipartisan da parte di repubblicani e democratici.

Da questa parte dell’Atlantico, la BCE ha superato il tabù del 33% per l’acquisto di titoli pubblici di un singolo stato, rendendolo illimitato. Invece, non è stata ancora raggiunta un’intesa sulla richiesta di minore rigore nei conti pubblici e sono rimandati il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, o Fondo salva-stati) e gli eurobond, sollecitati da quattordici Paesi, tra cui Italia, Francia e Spagna, dall’attuale presidente della BCE Christine Lagarde e dall’ex presidente Mario Draghi. Dalle pagine del Financial Times, Draghi ha sostenuto che, senza interventi adeguati e senza la tempestività che la situazione impone, si andrà inevitabilmente incontro a una profonda recessione, che potrà trasformarsi in depressione.

Anche nel nostro Paese, tarda a concretizzarsi l’approvazione di provvedimenti adeguati, mancano soprattutto semplificazione e rapidità. Gli annunci di cifre da stanziare si susseguono, così come il grido di allarme sulle perdite: per Confindustria, il sistema economico nel suo complesso perde 100 miliardi di euro al mese.

Meno ripiegata su sé stessa appare la Cina. Infatti, benché non si conoscano ancora i dettagli delle misure economiche che Pechino e la banca centrale metteranno in campo, il gigante asiatico avvia una campagna di solidarietà globale, con l’offerta di uomini e mezzi. Chi vede in ciò un’azione propagandistica, la descrive come una forma della “nuova via della seta”, attraverso la quale la Cina vuole promuovere l’immagine di una potenza capace di correre in soccorso di chi, in giro per il mondo, ha bisogno di aiuto. Intanto, Wuhan dovrebbe ripartire l’8 aprile, insieme a tutto l’immenso apparato produttivo della “fabbrica del mondo”.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime
Il peggioramento delle stime economiche aggiornato giorno dopo giorno, il crollo degli indicatori di fiducia, l’esplosione della disoccupazione, la richiesta di aiuto statale, a tutti i livelli, lasciano il trend dei prezzi delle materie prime in direzione ribassista, nonostante le prove di rimbalzo della scorsa settimana e la prossimità ai minimi pluriennali. Il CRB Index, indice generale delle materie prime pubblicato da Reuters, nonostante il piccolo rimbalzo della settimana scorsa, è fermo sui valori minimi dal 1970, spinto soprattutto dai prezzi del petrolio e dei metalli. Metalli non ferrosi: prezzi incredibilmente bassi, sui livelli del 2016, nonostante un rimbalzo, che riporta il rame sopra quota 4700 $/ton, l’alluminio sopra 1500 $/ton, il nichel sopra 11300 e lo zinco sopra 1800. Petrolio: crollo dei prezzi su livelli che non si vedevano dagli anni ’80, con spread altissimi tra prezzi cash e prezzi a termine. I prezzi hanno provato a rimbalzare, ma la performance settimanale è rimasta negativa. Performance positiva invece per il gas naturale, che però segna il nuovo minimo pluriennale. Valute: Sui mercati forex, l’euro contro dollaro, dopo essere precipitato sotto quota 1.07, valore che non si vedeva dal 2017, prova a rimbalzare. Il dollaro resta sui massimi annuali, grazie all’afflusso di capitali dall’estero. Torna a scendere lo yuan cinese. In ribasso tutte le valute dei Paesi emergenti.