Ritorna la tensione sui mercati energetici dopo la nuova chiusura dello stretto di Hormuz

Effetti della guerra in Iran sugli indici PMI di UE e USA

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Nell’articolo della scorsa settimana: "Riapertura dello stretto di Hormuz: mercati finanziari ottimisti sull’evoluzione del conflitto in Iran", si è evidenziato il forte calo dei prezzi energetici seguito alla riapertura dello stretto di Hormuz, con il Brent e il WTI che avevano chiuso rispettivamente a 90 $/barile e a 83.8 $/barile.
La riapertura di venerdì 17 aprile si è tuttavia rivelata di brevissima durata, poiché già nella giornata di domenica lo stretto risultava nuovamente chiuso. Il blocco è stato disposto dall’Iran in risposta al sequestro di una nave iraniana da parte degli Stati Uniti, i quali hanno continuato a mantenere il blocco navale su porti e imbarcazioni di Teheran, subordinandone la revoca al raggiungimento di un accordo.

La rinnovata escalation delle tensioni geopolitiche ha sostenuto la ripresa dei prezzi energetici, che hanno così riassorbito i ribassi registrati nella settimana precedente. Il recupero è avvenuto progressivamente nel corso della settimana, in un contesto caratterizzato dall’assenza di progressi concreti nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Nemmeno la proroga del cessate il fuoco è riuscita a contenere la risalita delle quotazioni, con lo stretto di Hormuz ancora chiuso e il sequestro, da parte dell’Iran, di petroliere e navi cargo in transito. Il Brent è così tornato a quota 105 $/barile, mentre il WTI ha chiuso a 94.4 $/barile. Anche il gas naturale europeo ha seguito una dinamica analoga a quella del petrolio, con il TTF salito fino a 52.5 euro per MWh.

Sebbene al momento il mercato energetico risulti fortemente condizionato dalle notizie geopolitiche, un eventuale prolungamento del blocco dello stretto di Hormuz potrebbe progressivamente attenuarne la sensibilità a ulteriori sviluppi di questo tipo. Con il protrarsi della situazione, infatti, il recupero della produzione perduta diventa sempre più complesso, aumentando la probabilità che i prezzi restino elevati a lungo anche dopo un’eventuale riapertura dello stretto.

Un altro settore particolarmente coinvolto dalla chiusura dello stretto di Hormuz è stato quello dei metalli preziosi. Oro e argento hanno infatti registrato una flessione settimanale dei prezzi, causata dall’aumento delle aspettative di inflazione legate al rialzo dei costi energetici. In particolare, l’oro ha chiuso la settimana a livelli pari a 4722 $/oncia, mentre l’argento è ritornato a 76.4 $/oncia.

Di segno opposto, invece, l’andamento dei metalli industriali, che hanno proseguito il loro trend di crescita dei prezzi. Tra i metalli ferrosi si osservano aumenti generalizzati dei prezzi in Cina, a fronte di una dinamica più laterale in Europa. Nel comparto dei non ferrosi si rileva una dinamica differente, con prezzi sostanzialmente stabili sulla borsa di Shanghai e in crescita su quella di Londra.
Al London Metal Exchange (LME), il rame si mantiene sopra i 13 mila $/tonnellata, non distante dai massimi storici di gennaio, l’alluminio ha quasi raggiunto i 3 700 $/tonnellata, risentendo della fragilità della tregua in Medio Oriente e dei danni permanenti alle infrastrutture produttive, e il nichel ha superato i 18 600 $/tonnellata. Il rialzo del nichel è sostenuto dalla nuova previsione dell’International Nickel Study Group (INSG), che prevede per il 2026 un deficit di mercato, legato sia alle restrizioni sulle quote produttive in Indonesia sia alle più ampie ripercussioni delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Nel settore degli alimentari si registra un rialzo generalizzato dei prezzi, più marcato per le commodity tropicali. L’aumento più intenso riguarda i prezzi del caffè, sostenuti dalle persistenti tensioni in Medio Oriente, che continuano a esercitare pressioni sui costi logistici, in un contesto in cui le scorte detenute presso le borse restano su livelli contenuti.

Purchasing Managers Index

Europa

Ad aprile il PMI composito flash dell’Eurozona è sceso a 48.6 da 50.7, portandosi al di sotto della soglia dei 50 punti, che rappresenta lo spartiacque tra espansione e contrazione dell’attività economica. Il peggioramento è trainato soprattutto dai servizi, in forte calo a 47.4, penalizzati dall’incertezza e dal rallentamento della domanda legato al rialzo dei prezzi energetici.
La manifattura, invece, mostra un miglioramento inatteso a 52.2, probabilmente sostenuto da un aumento temporaneo degli ordini e dalla ricostituzione delle scorte da parte delle imprese, che cercano di prevenire possibili interruzioni nelle forniture e ulteriori rincari degli input. Questo sostegno, però, potrebbe rivelarsi solo temporaneo, come suggerito dal peggioramento delle aspettative per l’attività futura.
Nel complesso, il quadro indica un indebolimento dell’attività nell’area euro, con pressioni sui costi ancora in aumento e primi segnali di trasmissione ai prezzi finali.

USA

I dati di aprile relativi ai PMI degli Stati Uniti segnalano un miglioramento complessivo dell’attività economica, pur in un contesto di crescita ancora disomogenea tra i diversi settori.
Il PMI composito è salito a 52 punti, in recupero rispetto alla quasi stagnazione registrata a marzo, indicando un ritorno a una fase di espansione più solida dell’economia USA. Il miglioramento è stato trainato soprattutto dal settore manifatturiero, il cui PMI è salito a 54 punti, il livello più elevato da diversi anni, segnalando una marcata accelerazione dell’attività industriale sostenuta dall’aumento della domanda legato alla necessità di incrementare le scorte. Più contenuto, invece, l’andamento del settore dei servizi, con un PMI pari a 51.3.
Nel complesso, i PMI di aprile evidenziano un’economia statunitense ancora in espansione, sostenuta principalmente dalla ripresa del settore manifatturiero.

APPENDICE NUMERICA

ENERGIA

L’indice finanziario PricePedia dei prodotti energetici registra una ripresa dei prezzi dovuta alla richiusura dello stretto di Hormuz.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
Indici finanziari PricePedia dei prezzi dell'energia

L’heatmap degli energetici evidenzia un aumento significativo dei prezzi del petrolio e del gas naturale.

HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
HeatMap dei prezzi degli energetici

 

METALLI PREZIOSI

L’indice finanziario dei metalli preziosi subisce una flessione dei prezzi, riconducibile all'aumento delle attese delle pressioni inflazionistiche.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi

Dall'analisi dell'heatmap emerge un calo generalizzato dei prezzi finanziari dei metalli preziosi.

HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi
HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi

 

FERROSI

L'indice finanziario dei metalli ferrosi Europa segue una dinamica settimanale per lo più laterale, mentre quello cinese prosegue la sua crescita dei prezzi.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi

Dall'analisi dell'heatmap si segnala un rialzo dei prezzi cinesi dei coils inox e dei tondini di acciaio.

HeatMap dei prezzi dei ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei ferrosi

 

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NON FERROSI INDUSTRIALI

Tra i metalli non ferrosi si registra un rialzo delle quotazioni al LME e una lieve flessione alla borsa di Shanghai.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali

Dall’analisi dell’heatmap dei non ferrosi si evidenzia un aumento generalizzato dei prezzi di zinco, leghe di alluminio e nichel.

HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi

 

ALIMENTARI

I 3 indici finanziari degli alimentari risultano tutti in crescita su base settimanale, in particolare quello dei prodotti tropicali.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari

CEREALI

L'heatmap dei cereali registra un calo dei prezzi dell'avena e un aumento di quelli di frumento e mais.

HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali

TROPICALI

L'heatmap dei tropicali evidenzia il rialzo settimanale dei prezzi del caffè.

HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali

OLI

Dall'heatmap degli oli alimentari emerge un aumento generalizzato dei prezzi, più accentuato per l'olio di semi di soia.

HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari
HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari