Prezzi di gas e petrolio in ripresa dopo il calo
Carbone volatile tra fondamentali deboli e tensioni geopolitiche
Pubblicato da Nicolò Genta. .
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Il mercato del TTF ha registrato una forte volatilità tra la scorsa settimana e l’avvio di quella attuale, riflettendo l’intreccio tra fattori geopolitici e fondamentali.
Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 10 aprile sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:
- TTF Olanda 43.6 €/MWh (-6.4 €/MWh)
- HenryHub USA 7.7 €/MWh (-0.6 €/MWh)
- JKM Asia 56.6 €/MWh (-2.5 €/MWh)
Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari
Il ribasso dei prezzi europei del TTF è stato favorito da temperature miti, domanda contenuta, iniezioni in stoccaggio in accelerazione e maggiori flussi dal Regno Unito verso il continente. Anche il temporaneo allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran aveva contribuito alla discesa dei prezzi.
Stamattina, lunedì 13 aprile, il mercato ha invece aperto in forte rialzo, con il contratto di maggio in avvio intorno a 49.9 €/MWh e successivamente scambiato a 47.85 €/MWh, spinto dal fallimento dei colloqui tra Washington e Teheran e dall’annuncio di misure statunitensi sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, che hanno riacceso i timori sui flussi di GNL.
Sul piano dei fondamentali, il quadro resta misto: il clima mite limita la domanda, ma la minore produzione eolica e l’intensificarsi della manutenzione norvegese rendono l’offerta più tesa e sostengono nuove oscillazioni di prezzo.
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Petrolio
La settimana scorsa, il mercato petrolifero ha corretto bruscamente dopo l’annuncio di una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran e in vista di nuovi colloqui, che hanno temporaneamente ridotto il premio geopolitico incorporato nei prezzi.
I prezzi del Brent hanno chiuso a 95.2 $/bbl venerdì 10 aprile, in calo di -13.8 $/bbl rispetto alla chiusura della settimana precedente. Anche le quotazioni del WTI sono diminuite significativamente su base settimanale, con una variazione di -14.9 $/bbl e chiudendo a 96.6 $/bbl.
Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio
Sul piano fondamentale, la pressione ribassista è stata favorita anche dal persistere di un contesto di domanda meno tonica, mentre il mercato ha iniziato a ridimensionare l’ipotesi di una stretta immediata sull’offerta. Il quadro è però cambiato nel fine settimana. Il fallimento dei negoziati tra Washington e Teheran e l’annuncio del blocco navale statunitense verso i traffici collegati ai porti iraniani hanno riacceso i timori sulle forniture nell’area di Hormuz.
In apertura oggi, il Brent è risalito a 101.72 $/bbl e il WTI a 103.55 $/bbl, con un recupero di circa il 7%. Sul mercato fisico europeo la tensione è apparsa ancora più marcata, con il Forties del Mare del Nord salito a 148.87 dollari al barile.
Carbone Termico
Il mercato del carbone termico europeo ha chiuso la scorsa settimana in calo di -8.2 $/ton, con l’API2 front-month sceso a 104.8 $/ton, risentendo del temporaneo allentamento delle tensioni in Medio Oriente che aveva favorito una discesa dei prezzi del gas europeo. I futures sul carbone termico australiano sono rimasti più stabili, registrando una variazione di -3.0 $/ton e chiudendo a 134.9 $/ton.
Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa
In Germania, la generazione elettrica da carbone si è ridotta in modo marcato per effetto di temperature superiori alla norma e di una produzione solare elevata, pur mantenendo il carbone un vantaggio di costo rispetto al gas nella generazione termoelettrica. Tuttavia, il peggioramento dei margini ha limitato il sostegno alla produzione da carbone. Le scorte nei porti ARA restano contenute rispetto ai livelli storici, elemento che mantiene attenzione sulla domanda di importazioni nei prossimi mesi.
In Asia, l’andamento del carbone è stato influenzato dalla flessione del GNL e dal riavvio di capacità nucleare in Corea del Sud, mentre in Cina il mercato ha mostrato maggiore tenuta grazie al calo delle scorte portuali.
All’inizio di questa settimana, il riacutizzarsi delle tensioni geopolitiche e il rialzo del gas stanno riportando supporto al carbone termico, anche perché diversi grandi importatori asiatici stanno aumentando il ricorso alla generazione a carbone per contenere l’impatto del rincaro del GNL. Rimane comunque elevata la volatilità legata all’evoluzione del contesto energetico internazionale.