Prezzi delle commodity ancorati ai negoziati con l’Iran
Si riaccendono le tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa
Pubblicato da Luca Sazzini. .
Indicatori Congiunturali Settimana Finanziaria Materie PrimeA oltre due mesi dallo scoppio del conflitto in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz, i mercati finanziari delle commodity restano guidati quasi esclusivamente dall’evoluzione dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. I mercati dell’energia rimangono i più esposti all’escalation geopolitica, con i prezzi del petrolio e del gas naturale che continuano a registrare forti oscillazioni.
Dopo un’apertura settimanale al rialzo, sostenuta dagli annunci di attacchi statunitensi e dall’avvio del “Project Freedom” da parte di Trump, iniziativa militare USA volta a scortare le navi commerciali fuori dallo stretto di Hormuz, i prezzi del petrolio e del gas naturale hanno successivamente invertito la tendenza. Il cambio di direzione è stato guidato dalle aspettative di una possibile rapida de-escalation del conflitto e dalla sospensione del progetto americano in favore di un’apertura negoziale con Teheran.
La proposta di pace avanzata dagli Stati Uniti prevede un memorandum sintetico che, qualora accettato dall’Iran, porterebbe a una graduale riapertura delle rotte nello stretto di Hormuz e alla revoca delle restrizioni statunitensi sull’accesso ai porti iraniani. In questo contesto, i prezzi del Brent e del TTF hanno registrato una fase di ribasso nel corso della settimana, per poi tornare a salire in seguito al riemergere delle tensioni legate a nuovi scontri tra forze statunitensi e iraniane. Il Brent è così tornato oltre la soglia dei 100 $/barile, dopo aver chiuso la seduta di giovedì a 85 $/barile.
Le dinamiche dei prezzi delle materie prime energetiche tendono a riflettersi anche sugli altri settori del mercato delle commodity, in particolare sui metalli.
I metalli preziosi risultano particolarmente sensibili all’evoluzione delle politiche monetarie delle banche centrali, le quali sono a loro volta influenzate dalle pressioni inflazionistiche derivanti dai costi dell’energia. I prezzi dei beni rifugio hanno così registrato un rialzo settimanale, causato dalla flessione dei prezzi delle commodity energetiche nel contesto della de-escalation delle tensioni geopolitiche. L’aumento è stato inoltre sostenuto dal continuo incremento degli acquisti di oro da parte della Banca Popolare Cinese, proseguiti anche nel mese di aprile. La domanda persistente da parte delle banche centrali continua a sostenere il sentiment di mercato, anche se alcuni acquirenti, tra cui la banca centrale turca, hanno recentemente fatto ricorso alla vendita di oro per supportare la stabilità delle rispettive valute nazionali.
I metalli industriali presentano anch’essi un rialzo dei prezzi su base settimanale, sia tra i metalli ferrosi che tra i non ferrosi. Nel mercato dei ferrosi si segnala un rialzo per i prezzi cinesi dei minerali di ferro e dei coils a caldo. Tra i non ferrosi, l’aumento più marcato riguarda lo stagno, sostenuto da tensioni sul lato dell’offerta in Indonesia e Myanmar e dalla crescita della domanda di saldatura nel settore elettronico, trainata in particolare dallo sviluppo delle infrastrutture per i data center legati all’intelligenza artificiale.
Nel comparto delle commodity tropicali si rileva una forte crescita dei prezzi del cacao, causata dalle crescenti preoccupazioni sui rischi di approvvigionamento per la prossima stagione. Le prime indicazioni relative al raccolto 2026/27 segnalano uno sviluppo dei baccelli inferiore alla media, suggerendo un avvio più lento della raccolta principale, prevista a partire da ottobre.
Le tensioni sul mercato sono ulteriormente alimentate dal possibile ritorno di un El Niño più intenso, che potrebbe determinare condizioni più calde e secche nelle principali aree produttive, tra cui Ecuador e Indonesia, aggravando i rischi per la produzione. Gli stessi timori climatici hanno inoltre peggiorato le aspettative sull’offerta futura di riso grezzo, sostenendone il rialzo dei prezzi nel corso della settimana.
Ad eccezione di cacao e riso, la maggior parte delle altre commodity alimentari ha invece mostrato dinamiche settimanali laterali o orientate a una flessione dei prezzi.
Tensioni sui dazi USA sulle auto importate dall’Europa
L’amministrazione Trump ha riacceso le tensioni commerciali con l’Europa annunciando un aumento dei dazi sulle auto europee importate negli Stati Uniti dal 15% al 25%. Washington accusa l’Unione Europea di non aver rispettato pienamente gli accordi commerciali raggiunti lo scorso luglio sul fronte della riduzione delle tariffe industriali.
L’intesa prevedeva un tetto del 15% ai dazi statunitensi sulla maggior parte dei prodotti europei, comprese le automobili, mentre l’UE si impegnava ad azzerare progressivamente i dazi sui beni industriali americani e ad aprire quote agevolate per alcuni prodotti agricoli e ittici USA. Secondo Washington, Bruxelles non avrebbe rispettato i tempi concordati per approvare e applicare le misure previste dall’accordo. In particolare, la Casa Bianca sostiene che il Parlamento europeo abbia rallentato la ratifica delle norme necessarie per ridurre i dazi sui prodotti industriali statunitensi e garantire le concessioni commerciali promesse.
La decisione ha provocato una reazione immediata della Commissione Europea, che ha respinto le accuse e ha ribadito che l’attuazione dell’accordo era già in corso. Bruxelles ha inoltre avvertito che l’Unione avrebbe reagito con misure equivalenti se i nuovi dazi fossero entrati in vigore.
Per evitare un’escalation, le parti hanno infine raggiunto un nuovo compromesso: gli Stati Uniti hanno sospeso temporaneamente l’aumento dei dazi al 25%, mantenendoli temporaneamente al 15%, mentre l’UE ha accelerato l’approvazione delle misure previste dall’intesa. Nonostante il raggiungimento di un compromesso, appare sempre più evidente un deterioramento delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Unione Europea.
APPENDICE NUMERICA
ENERGIA
L’indice finanziario PricePedia dei prodotti energetici registra continui cambiamenti di direzione, in funzione del riaccendersi o del ridursi delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
L’heatmap degli energetici evidenzia un calo settimanale della media mobile a 3 giorni dei prezzi del petrolio, a fronte di un aumento di quella del butano.
HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
METALLI PREZIOSI
L’indice finanziario dei metalli preziosi registra una ripresa dei prezzi dei beni rifugio.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
Dall'analisi dell'heatmap emerge un aumento generalizzato dei prezzi finanziari dei metalli preziosi.
HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi
FERROSI
Entrambi gli indici finanziari dei metalli ferrosi proseguono la loro fase di crescita dei prezzi.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Dall'analisi dell'heatmap si segnala un rialzo dei prezzi cinesi dei minerali di ferro.
HeatMap dei prezzi dei ferrosi in euro
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NON FERROSI INDUSTRIALI
Tra i metalli non ferrosi si registra un rialzo delle quotazioni nelle borse LME e SHFE.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Dall’analisi dell’heatmap dei non ferrosi si evidenzia un forte aumento dei prezzi dello stagno.
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
ALIMENTARI
L'indice finanziario dei prodotti tropicali prosegue la sua fase di crescita, mentre quello dei cereali e degli oli alimentari subiscono una flessione su base settimanale.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
CEREALI
L'heatmap dei cereali registra un aumento dei prezzi del riso grezzo, a fronte di una riduzione di quelli del frumento.
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
TROPICALI
L'heatmap dei tropicali evidenzia il forte rialzo settimanale dei prezzi del cacao.
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali