Scenario Maggio 2026

L'andamento dei prezzi dei materiali di acquisto nel 2026-2027 fortemente influenzato dalle dinamiche geopolitiche

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Previsioni Previsione

Lo Scenario PricePedia dei prezzi delle commodity elaborato con le informazioni disponibili all'1 maggio 2026 risulta fortemente condizionato dall'esito del conflitto in atto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Attualmente l'ipotesi più probabile rimane quella di una conclusione delle ostilità entro l'estate, sebbene le modalità attraverso le quali ciò potrebbe avvenire siano particolarmente incerte.
Sotto tale ipotesi, è prevista una forte riduzione del prezzo del petrolio nel corso dei prossimi mesi. In particolare, le aspettative degli operatori finanziari inglobano una dinamica del prezzo del petrolio Brent che si attesta sotto la soglia dei 100 dollari al barile già a settembre di quest'anno, chiudendo l'anno in media di poco sopra ai 90 dollari. Tale livello risulta comunque superiore di quasi il +40% rispetto a quanto riportato nello scenario pre-conflitto pubblicato a febbraio 2026.

Nel grafico che segue viene riportato il confronto tra lo scenario attualmente pubblicato e quello di febbraio 2026 per il prezzo del petrolio Brent, in dollari al barile.

Confronto Scenari Petrolio Brent, in Dollari per barile

Come si può notare dal grafico, il conflitto ha portato ad una revisione accentuata della dinamica prevista del prezzo del petrolio, che comunque nello scenario attuale per il 2026 si mantiene al di sotto della media 2022.

Dall'inizio del conflitto anche la dinamica prevista del prezzo del gas naturale è stata rivista al rialzo. A differenza del petrolio, tuttavia, le quotazioni del gas non sono attese in diminuzione prima del prossimo anno. La necessità di riempire gli stoccaggi dei paesi dell'UE durante il periodo estivo è infatti destinata a sostenere la domanda, compensando la minore richiesta stagionale favorita dalla maggiore copertura delle fonti rinnovabili nella generazione elettrica.

Il permanere di quotazioni energetiche su livelli elevati per gran parte del 2026 è destinato a trasmettersi ai prezzi al consumo. In questo quadro, l'inflazione nell'area euro nel 2026 è prevista scostarsi dall'obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea, attestandosi di poco sopra al 3%. Nel 2027, con il progressivo allentamento delle tensioni energetiche, l'inflazione è attesa rientrare verso valori prossimi al target, collocandosi intorno al 2.5%.

Sotto l'ipotesi di una risoluzione entro l'estate, inoltre, il rallentamento dell'economia mondiale è previsto risultare contenuto e limitato al solo 2026. Ciò determina la dinamica della produzione industriale globale, rappresentativa della domanda mondiale di commodity, che dopo la crescita nel 2025 pari al +2.5%, è prevista rallentare al +1.3% nella media di quest'anno e tornare ad accelerare nel 2027 (+1.8%).

Lo Scenario PricePedia di maggio 2026

In questo contesto, caratterizzato da un indebolimento relativamente contenuto della crescita industriale globale e da prezzi energetici in euro previsti aumentare nella media del 2026, in aggregato, di oltre il +22%, nel corso di quest'anno l'indice complessivo dei prezzi delle commodity PricePedia è previsto registrare un aumento pari al +10.3%.

Nella tabella che segue, si riportano le variazioni annue in euro dei principali aggregati merceologici delle materie prime presenti nello Scenario PricePedia: Industriali[1], Totale Commodity[2], Energetici e Alimentari.

Tabella 1: Tassi di variazione annui (%) degli Indici Aggregati PricePedia, in Euro
202420252026f2027f
I-Scenario Previsione-Indice Totale Commodity (Europa) −4.10 −4.91 +10.34 −6.83
I-Scenario Previsione-Indice Totale Energetici (Europa) −6.17 −11.67 +22.86 −14.49
I-Scenario Previsione-Indice Industriali (Europa) −4.62 −3.14 +6.34 +4.05
I-Scenario Previsione-Indice Totale Alimentari (Europa) +8.83 +17.03 −14.43 −10.90

Nel contesto delineato, nel 2026 i prezzi delle commodity industriali sono previsti in aumento di oltre il +6% e del +4% nel 2027. All'interno del comparto, infatti, oltre ai prezzi dei prodotti più strettamente legati alla filiera petrolchimica e del gas naturale (come descritto nell'articolo dello scenario di aprile), anche i prezzi dei metalli industriali sono previsti mantenersi su livelli elevati. A sostenerli è la domanda legata alla doppia transizione (energetica e digitale).

Ciò è vero soprattutto per i prezzi del rame, che è atteso continuare a oscillare intorno ai 13 000 dollari per tonnellata, sostenuto dalla domanda strutturale connessa alle infrastrutture elettriche e alle tecnologie per la transizione energetica.
Per quanto riguarda gli altri metalli non ferrosi, il prezzo dell'alluminio incorpora gli effetti delle tensioni energetiche e delle criticità logistiche legate al blocco dello stretto di Hormuz, con un livello medio nel 2026 prossimo ai 3 500 dollari per tonnellata. Una volta superata la fase più acuta della crisi, le quotazioni sono attese registrare un progressivo indebolimento negli anni successivi.
Oltre all'alluminio, anche lo stagno è previsto registrare una lieve riduzione dei prezzi nel medio periodo, dopo gli attuali livelli elevati sostenuti da persistenti criticità dell'offerta nei principali paesi produttori, in particolare Indonesia e Myanmar.

Infine, il prezzo dell'acciaio in Europa è previsto proseguire la fase di crescita fino a superare i 750 euro per tonnellata nel 2027, sostenuto sia dai maggiori costi energetici sia dalle politiche di protezione commerciale europee che limitano la concorrenza internazionale.


1. L'indice PricePedia Industriali risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle seguenti categorie merceologiche: Ferrosi, Non Ferrosi, Legno e Carta, Chimica: Specialty, Chimici Organici, Chimici Inorganici, Plastiche ed Elastomeri e Fibre Tessili.
2. L'indice PricePedia Totale Commodity risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle commodity industriali, alimentari ed energetiche.