Il processo della transizione energetica genererà un nuovo super ciclo dei prezzi delle materie prime?

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Superciclo Strumenti e Metodologie

Alla base dell'analisi dei mercati delle materie prime vi è uno studio delle traiettorie della loro domanda e offerta, al fine di evidenziare se possono entrare in gioco determinanti che portano l'una ad aumentare più dell'altra per un periodo di tempo significativo, tale da creare uno squilibrio nel mercato che si riflette in variazioni di prezzo.
In linea generale, un aumento della domanda si traduce, prima in un aumento dei prezzi e successivamente in un adeguamento dell'offerta, la cui crescita tende, se non a riportare i prezzi al punto iniziale, quanto meno a calmierarli. Gli shock prolungati nei prezzi delle commodity si verificano quindi quando l'offerta non riesce a ripercorrere il sentiero di crescita della domanda. Questo può avvenire per molte cause, sostanzialmente riconducibili a questi due casi:

  • crescita prolungata della domanda, con elementi di incertezza sulla sua durata e intensità, tali da rendere difficile un adeguamento dell'offerta per gli elevati rischi associati agli investimenti necessari;
  • vincoli oggettivi alla crescita dell'offerta, spesso legata a risorse naturali limitate.

Spesso, questi due casi generali si intrecciano tra loro, rendendo difficile una loro lettura separata.

Questo secolo ha visto due fasi di forti e prolungati aumenti dei prezzi delle commodity.
Il primo ha riguardato il periodo 2003-2008 ed è riconducibile all' industrializzazione/urbanizzazione della Cina. Questo periodo è spesso indicato come super ciclo della materie prime, proprio per la sua intensità e lunghezza. Nel quinquennio del super ciclo, la crescita della domanda di molte commodity è stata così intensa che l'offerta non è stata in grado di seguirla, se non con ritardo.
Il secondo ciclo ha caratterizzato la fase post-covid, quando il sistema industriale mondiale ha registrato una fase di crescita accelerata, passando dai livelli di attività molto bassi della primavera-estate del 2020, a livelli quasi prossimi a quelli pre-covid. Contemporaneamente la domanda di commodity ha registrato un forte aumento, sostenuta sia dall'aumento dei livelli di attività, sia dagli effetti derivanti dalla grave crisi della logistica navale mondiale che ha portato le imprese di trasformazione ad un aumento significativo delle scorte precauzionali, al fine di evitare il pericolo di interruzioni di produzione. In poco tempo molte imprese manifatturiere sono passate da politiche di "just in time" a politiche di "just in case", con una fortissima crescita degli acquisti di commodity, beni trasformati e componentistica.[1]
In seguito si riporta il grafico rappresentante l'indice totale del prezzo delle commodity sul mercato europeo, al fine di dare un riscontro visivo sugli ultimi due cicli più intensi dei prezzi delle materie prime

Indice dei prezzi del totale delle commodity
Indice dei prezzi del totale delle commodity

 

Attualmente il dibattito tra gli analisti è incentrato su due temi. Il primo di natura contingente, riguarda la crisi sul Mar Rosso, che potrebbe portare ad una nuova crisi della logistica navale mondiale. Il secondo, di natura più strutturale, riguarda il possibile sviluppo di un nuovo super ciclo, determinato dalla transizione energetica. Negli ultimi giorni, anche la Direzione Studi e Ricerche di Intesa San Paolo ha pubblicato uno studio ("Global commodities: affrontare il cambiamento climatico richiede volumi significativi di materie prime") che sposa questo scenario di possibile nuovo super ciclo delle materie prime via transizione energetica.

L'argomentazione che giustifica la possibilità di un nuovo super ciclo riguarda il maggior utilizzo di molte materie prime all'interno della transizione energetica. Molte materie prime sono infatti fondamentali per poter attuare tutte le principali principali strategie volte ad affrontare il problema del global warming. Le principali strategie possibili si possono distinguere in tre categorie:

  • l'adattamento: che cerca di anticipare gli effetti avversi dei cambiamenti climatici ed adottare misure adeguate per prevenire o ridurre al minimo i danni causati dal cambiamento climatico. Per poter attuare le strategie di adattamento occorrerà utilizzare le materie prime per poter costruire infrastrutture robuste, in grado di resistere a condizioni climatiche estreme (come ad esempio le inondazioni) e nuovi dispositivi che riescano a rilevare e prevenire i possibili disastri naturali.
  • la mitigazione: che ha l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra e limitare l'aumento della temperatura globale. In questo caso l'utilizzo delle materie prime sarà indispensabile per riuscire a passare a fonti di energia rinnovabili e per migliorare l'efficienza energetica delle infrastrutture.
  • la decarbonizzazione: che comprende tutte quelle azioni volte a ridurre le emissioni di carbonio provenienti principalmente da combustibili fossili. Anche in questo caso, un consumo elevato di materie prime è necessario per poter realizzare le varie tecnologie di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (Carbon Capture and Storage ) e le tecniche di geoingegneria solare, volte a ridurre la quantità di radiazioni che raggiungono la superficie terrestre.

Ognuna di queste strategie necessita di elevate quantità di metalli industriali non ferrosi come ad esempio: rame, nichel, cobalto e litio. Questa tematica è approfondita nell'articolo: Transizione energetica e domanda mondiale di metalli, in cui si evidenzia nel dettaglio l'enorme quantità di metalli non ferrosi necessari per sostenere la transizione energetica. Ad esempio, se per generare un megawatt di elettricità con una centrale a gas naturale è necessaria una tonnellata di rame, questa quantità raddoppia per l'energia eolica e triplica per i pannelli fotovoltaici.

La costruzione delle nuove infrastrutture e delle nuove tecnologie per combattere il riscaldamento globale comporterà, quindi, un aumento futuro della domanda di materie prime. Ci sono inoltre altri fattori che potrebbero contribuire ad un aumento significativo della loro domanda nel medio-lungo periodo:

  • la crescita demografica globale: che implicherà lo sviluppo di nuovi spazi urbani e infrastrutture
  • le considerazioni strategiche dei governi: per garantire le catene di fornitura e ridurre la dipendenze delle importazioni.

Futuri effetti della transizione energetica sui prezzi delle commodity

Per poter analizzare più nel dettaglio le determinanti che potrebbero portare alla formazione di un nuovo super ciclo delle materie prime è opportuno distinguere il mercato delle commodity nelle sue principali 3 grandi famiglie: energetici, metalli industriali e prodotti agricoli.

Prodotti Energetici

Nonostante la transizione energetica tenderà a diminuire sempre più la domanda futura di carbone e petrolio, il sottoinvestimento in combustibili fossili, unito al controllo dell'offerta da parte di OPEC+ e ai nuovi rischi geopolitici derivanti dalla nuova guerra in Medio Oriente, potrebbero bastare per mantenere elevati o addirittura alzare i prezzi del petrolio.

Metalli Industriali

La carenza di investimenti nei metalli industriali e la futura crescita della domanda mondiale potrebbero tradursi in un aumento dei prezzi dei metalli industriali, guidati dal prezzo del rame. Inoltre, i tentativi dell'occidente per riuscire a diventare indipendenti dalle esportazioni di commodity della Cina, aumenteranno significativamente i costi marginali e si tradurranno in un aumento dei prezzi del settore metallurgico.

Prodotti Agricoli

Le previsioni meteorologiche e i rischi legati a eventi climatici estremi, stanno già da tempo influenzando le dinamiche del settore agricolo, aumentando la volatilità dei prezzi.
I cambiamenti nelle precipitazioni e nella temperatura media possono generare impatti sia positivi che negativi, ma l'aumento di eventi climatici estremi farà prevalere gli impatti negativi. In aggiunta, l'aumento di politiche protezionistiche dovute alla crescita demografica contribuirà a un ulteriore effetto inflattivo sui beni alimentari.

Super ciclo e prezzi finanziari

Lo scenario di una possibile forte crescita della domanda di commodity legata alla transizione energetica è condiviso da molti analisti. Quello che differenzia le diverse posizioni è l'intensità di questa crescita e soprattutto la sua tempistica. Se infatti questa crescita dovesse avvenire in modo graduale e con un livello contenuto di incertezza, la crescita della domanda potrebbe trovare una corrispondente crescita dell'offerta, senza portare a prezzi delle commodity particolarmente elevati.
Quindi, lo scenario di un aumento delle materie prime non porterà di per sè ad un nuovo super ciclo dei prezzi. Perchè questo accada è necessario che esso risulti associato ad un forte grado di incertezza, tale da limitare gli investimenti necessari per adeguare l'offerta ai nuovi livelli di domanda.
Paradossalmente, quindi, maggiore sarà la certezza di un futuro forte aumento della domanda di commodity legata alla transizione energetica e minore potrebbe essere l'aumento dei loro prezzi. Se viceversa l'elemento dominante sarà l'incertezza, a fronte del realizzarsi della crescita prevista della domanda, l'aumento dei prezzi potrebbe risultare molto forte.
Un ruolo importante in questo scenario sarà svolto dai prezzi finanziari. Infatti i future racchiudono al loro interno le aspettative di crescita future che scontano in anticipo i futuri squilibri tra domanda e offerta. Per questo motivo, all'inizio di un super ciclo, i primi prezzi a registrare una forte crescita sono proprio i prezzi dei contratti future, e solo dopo, via arbitraggio, si registra anche una crescita dei prezzi relativi ai contratti spot.

Conclusioni

Lo scenario di forte aumento della domanda di commodity legata alla transizione energetica sembra ampiamente condiviso dagli analisti. Tuttavia, questo scenario, non comporta di per sè un nuovo super ciclo dei prezzi delle materie prime. Perchè questo avvenga è necessario che, a fronte del forte aumento previsto nel medio periodo della domanda, l'offerta non si adegui effettuando gli investimenti necessari, a causa dell'esistenza di un grado elevato di incertezza.


[1] Per un'analisi delle differenze delle fasi di crescita dei prezzi delle commodity dovute ad un superciclo oppure alla sostituzione dell'approccio agli acquisti "just in time" con un approccio "just in case", si veda l'articolo Superciclo o just in case.