La difficile difesa della produzione UE di melamina di fronte alle economie di scala cinesi
La speculazione approfitta del passaggio dai dazi specifici ai dazi ad valorem
Pubblicato da Luigi Bidoia. .
Analisi economica Determinanti dei prezziPrima della crisi energetica del 2022, le resine melamminiche avevano conosciuto un forte successo nella produzione di stoviglie, oggetti per la cucina e laminati per mobili. La loro leggerezza, resistenza, economicità e, soprattutto, la facilità di decorazione e modellazione le avevano rese una delle materie prime più innovative per il settore dell’abitare. La componente caratterizzante di queste resine è la melamina, una molecola derivata dall’ammoniaca che, combinandosi con la formaldeide e sviluppandosi attraverso la polimerizzazione, forma una rete polimerica reticolata che costituisce la base delle resine melamminiche.
Il successo della Cina
Le stoviglie in resina melamminica sono state un prodotto tipico dei mercati occidentali nella seconda metà del XX secolo, sviluppato e consumato soprattutto su scala regionale. La loro piena internazionalizzazione è avvenuta nel XXI secolo, trainata dalla crescita della capacità produttiva e delle esportazioni cinesi, che hanno trasformato questo prodotto in una commodity globale accessibile anche ai mercati emergenti. La forte espansione della produzione di manufatti in resine melamminiche ha creato in Cina le condizioni per uno sviluppo su larga scala dell’industria della melamina. Le economie di scala così raggiunte hanno generato un significativo vantaggio competitivo, che solo i paesi dotati di un accesso competitivo alle materie prime di base — in particolare all’ammoniaca, input fondamentale per la produzione della melamina — sono riusciti a eguagliare.
I dazi antidumping UE
Di fronte alla crescita della produzione cinese di melamina, le principali imprese europee hanno incontrato difficoltà crescenti. La Commissione europea ha cercato di contrastare questa dinamica attraverso l’introduzione di misure antidumping nei confronti dei produttori cinesi. La prima misura è stata adottata nel 2011 sotto forma di dazi specifici (in valore assoluto per tonnellata). Nel 2017 tali misure sono state rinnovate ed estese fino al 2022. In occasione del rinnovo del 2022, ai dazi specifici è stata affiancata una nuova misura, rappresentata dall’introduzione di un prezzo minimo all’importazione. I risultati, in termini di protezione dell’industria europea, si sono rivelati tuttavia molto limitati. Ciò ha portato a un ulteriore intervento nel 2023, con il regolamento UE 2023/2653, che ha aggiornato l’elenco degli esportatori cinesi soggetti a misure e introdotto dazi più mirati. Anche in questo caso, però, gli effetti non sono stati soddisfacenti, rendendo necessario un nuovo intervento con il regolamento UE 2025/325 del 18 febbraio, caratterizzato dall’introduzione di dazi ad valorem fino a un massimo del 65%.
Gli effetti di queste politiche protezionistiche possono essere analizzati attraverso due principali insiemi di dati:
- il confronto delle vendite sul mercato UE e nei mercati extra-UE dei principali paesi concorrenti
- l’andamento dei prezzi all’importazione e dei prezzi interni nell’UE
Vendite sul mercato UE e nei mercati extra-UE dei principali paesi competitori
I due grafici che seguono riportano, il primo, l’evoluzione delle esportazioni di melamina verso il mercato interno dell’UE e, il secondo, quelle destinate ai mercati extra-UE.
Dall’analisi dei grafici emerge chiaramente il successo dell’industria cinese, inizialmente sui mercati extra-UE e, dopo il 2020, anche sul mercato interno dell’Unione europea. Già all’inizio di questo secolo, la Cina era in grado di competere alla pari con i principali produttori europei — in particolare imprese tedesche e olandesi — nei mercati extra-UE. Con il progressivo sviluppo dell’industria cinese della melamina, le esportazioni hanno avviato una fase di forte crescita, proseguita fino ai giorni nostri. A fronte di questa dinamica, le esportazioni extra-UE delle imprese europee hanno mostrato una relativa stabilità, trasformandosi negli ultimi anni in una vera e propria contrazione.
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Il successo delle imprese cinesi sul mercato UE, fino alla crisi energetica iniziata nel 2021, è stato contenuto dalle politiche antidumping. Successivamente, a fronte del forte aumento dei prezzi internazionali della melamina, i limiti di prezzo imposti alle imprese cinesi sono stati ampiamente superati dai prezzi interni dell’UE, determinando un marcato incremento delle importazioni europee dalla Cina. Il nuovo regolamento del 2025 ha sostituito i limiti di prezzo e i dazi specifici con dazi espressi in percentuale del valore delle importazioni (ad valorem), determinando un primo contenimento delle importazioni dalla Cina, ma anche un contemporaneo e significativo aumento dei prezzi sul mercato UE.
I prezzi internazionali e interni UE della melamina
I due grafici che seguono riportano, nel primo caso, il confronto tra i prezzi FOB delle esportazioni cinesi (benchmark internazionale), i prezzi CIF delle importazioni UE da paesi extra-UE e i prezzi degli scambi intra-UE (Last Price UE, calcolato come media tra prezzi CIF e FOB). Il secondo grafico riporta gli stessi prezzi delle importazioni UE e degli scambi intra-UE, confrontandoli con i prezzi alla distribuzione rilevati dalla Camera di Commercio di Milano.
Prezzi internazionali e UE di melamina
| Prezzi internazionali | Prezzi UE |
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Dall’analisi di questi dati emergono con evidenza i seguenti elementi:
- La Cina ha costantemente esportato a prezzi significativamente inferiori rispetto a quelli degli altri concorrenti internazionali (rappresentati dai prezzi CIF delle importazioni UE da paesi extra-UE) e, soprattutto, rispetto ai prezzi degli scambi intra-UE;
- i prezzi cinesi hanno sistematicamente anticipato le variazioni sia dei prezzi internazionali sia dei prezzi interni dell’UE, confermando il ruolo della Cina come paese leader nel mercato globale della melamina;
- l’introduzione, a febbraio 2025, dei dazi antidumping ad valorem sulle importazioni cinesi ha determinato un aumento significativo dei prezzi degli scambi intra-UE, rappresentativi dei prezzi alla produzione nel mercato europeo. Tale aumento si è tuttavia ridimensionato tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026;
- l’introduzione dei dazi ha avuto un impatto ancora più marcato sui prezzi alla distribuzione UE, i cui aumenti sono risultati significativamente superiori rispetto a quelli dei prezzi alla produzione, suggerendo la presenza di possibili comportamenti speculativi. Inoltre, mentre i prezzi alla produzione hanno registrato una significativa riduzione tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, i prezzi alla distribuzione — anche nella rilevazione di inizio marzo 2026 — sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto ai livelli della primavera 2025.
Conclusioni
Nel corso di questo secolo, uno dei prodotti di maggior successo della Cina sui mercati globali è stato rappresentato dai manufatti in resine melamminiche. Questo ha consentito al paese di sfruttare appieno le economie di scala nella produzione di melamina, la materia prima chiave di queste resine, garantendo alle imprese cinesi un significativo vantaggio di costo.
I tentativi dell’UE di proteggere l’industria europea della melamina si sono rivelati, fino al 2020, discretamente efficaci all’interno del mercato europeo, ma hanno contribuito a un indebolimento competitivo delle imprese UE nei mercati extra-europei. Dopo il 2020, le barriere a protezione del mercato UE — basate sull’imposizione di prezzi minimi e dazi specifici — si sono dimostrate inefficaci di fronte a un rapido aumento dei prezzi internazionali e interni, più che raddoppiati in meno di due anni.
La risposta della Commissione europea, anche sotto la pressione dei produttori europei, è stata quella di sostituire le barriere basate su livelli di prezzo con dazi espressi in percentuale del valore delle importazioni (ad valorem). Questa misura ha portato a una prima riduzione dei flussi di importazione dalla Cina, ma ha anche creato le condizioni per possibili comportamenti speculativi, in particolare nelle fasi di distribuzione.