Scenario Aprile 2026

Come lo shock energetico influenza i prezzi dei materiali di acquisto nel prossimo biennio

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Previsioni Previsione

Lo Scenario PricePedia elaborato con le informazioni disponibili all'1 aprile 2026 risulta fortemente influenzato dalle ipotesi sull'evoluzione nei prossimi mesi dei prezzi di petrolio e gas naturale. Il profilo che presenta la maggiore probabilità di realizzazione è quello implicito nelle curve future del Brent e del gas naturale TTF, riportate nei grafici seguenti.

Curve Future Commodity Energetiche
Petrolio Brent, in Dollari/barile
Gas naturale TTF, in Euro/MWh

I mercati finanziari incorporano l'aspettativa che il conflitto tra la coalizione Stati Uniti-Israele e Iran possa trovare una soluzione entro l'estate, favorendo una significativa riduzione del prezzo del petrolio, atteso nuovamente sotto agli 85 dollari al barile entro ottobre. Diversamente, per il gas naturale non si prevede un calo rilevante nel corso del 2026, a causa delle attuali basse scorte europee e della necessità di approvvigionamenti per il riempimento degli stoccaggi durante l'estate.

Lo Scenario PricePedia di aprile 2026

Nella tabella che segue, si riportano le variazioni annue in euro dei principali aggregati merceologici delle materie prime presenti nello Scenario PricePedia: Industriali[1], Totale Commodity[2], Energetici e Alimentari.

Tabella 1: Tassi di variazione annui (%) degli Indici Aggregati PricePedia, in Euro
2024 2025 2026f 2027f
I-Scenario Previsione, info al 1 Apr. 2026-Indice Totale Commodity (Europa) −4.02 −4.82 +7.25 −6.31
I-Scenario Previsione, info al 1 Apr. 2026-Indice Totale Energetici (Europa) −6.11 −11.69 +19.02 −12.68
I-Scenario Previsione, info al 1 Apr. 2026-Indice Industriali (Europa) −4.63 −3.16 +4.28 +3.78
I-Scenario Previsione, info al 1 Apr. 2026-Indice Totale Alimentari (Europa) +9.29 +17.20 −15.42 −6.38

A fronte di un prezzo medio del petrolio atteso intorno ai 90 dollari al barile nel 2026 e in calo a 75 dollari nel 2027, e con il gas naturale TTF previsto mediamente a 48 euro/MWh nel 2026 e 41 euro/MWh nel 2027, i prezzi delle commodity industriali sono stimati in aumento del +4.3% nel 2026 e del +3.8% nel 2027. Nel complesso, la crescita prevista nel biennio 2026-2027 rimane inferiore al +10%, ad un tasso nettamente più contenuto rispetto all'incremento superiore al +50% registrato nel biennio 2021-2022.

A fronte dello shock energetico, infatti, gli effetti sui prezzi delle commodity nel biennio 2021-2022 hanno risentito anche della riduzione dell'offerta dovuta alla crisi del trasporto navale, che ha avuto luogo proprio in un fase in cui la domanda stava registrando una significativa crescita post pandemia.

All'interno del comparto delle materie prime industriali core, i materiali che sono previsti registrare una crescita più intensa sono quelli più strettamente legati alla filiera petrolchimica, così come evidenziato nell'articolo di aggiornamento di marzo 2026. In particolare, nel 2026 i fertilizzanti azotati sono previsti registrare aumenti mediamente pari al +20%. Una crescita particolarmente significativa, sebbene inferiore a quella dei fertilizzanti, è prevista verificarsi anche per i prezzi degli idrocarburi e dei polimeri termoplastici, in entrambi i casi mediamente superiore al +10% nel medesimo periodo.

Per quanto riguarda i prezzi dei metalli non ferrosi, i prezzi in euro sono previsti evidenziare una crescita particolarmente intensa nel 2026-2027, complessivamente superiore al +12%, coerentemente con la forte sensibilità di questi mercati alla domanda globale di materie prime legate alla transizione energetica, in una fase, tra l'altro, in cui permangono timori legati all'offerta.
Nel caso dei metalli ferrosi, l'incremento previsto dei prezzi nel corso del 2026-2027 risulta di poco superiore al +8%, sostenuto dai maggiori costi energetici e dalle misure di salvaguardia europee, a fronte del surplus di offerta globale.

All'interno del comparto degli Alimentari, si contrappongono la dinamica dei beni tropicali, che proseguono sia nel 2026 che nel 2027 la loro fase di riduzione, e gli altri alimentari, che registrano una fase di aumento che porterà ad una crescita dei prezzi del +4% nel 2026 e prossima al +10% nel 2027.

Conclusioni

Alla luce del profilo atteso dei prezzi di petrolio e gas implicito nelle curve future, lo shock energetico in corso è destinato a tradursi in un aumento dei prezzi delle commodity complessivamente moderato, soprattutto se confrontato con quello eccezionale osservato nel biennio 2021-2022. La crescita prevista rimane infatti contenuta entro valori a una cifra nel biennio 2026-2027, con pressioni più marcate nei comparti maggiormente dipendenti dalla filiera petrolchimica e nei metalli legati alla transizione energetica.

Tuttavia, l'elevata dipendenza dello scenario dalle dinamiche geopolitiche implica un significativo grado di incertezza. Le aspettative dei mercati finanziari rappresentano una guida aggiornata e utile, ma fragile: eventuali evoluzioni del conflitto o tensioni sull'offerta energetica potrebbero modificare rapidamente il profilo dei prezzi e amplificare gli effetti lungo le filiere industriali.


1. L'indice PricePedia Industriali risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle seguenti categorie merceologiche: Ferrosi, Non Ferrosi, Legno e Carta, Chimica: Specialty, Chimici Organici, Chimici Inorganici, Plastiche ed Elastomeri e Fibre Tessili.
2. L'indice PricePedia Totale Commodity risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle commodity industriali, alimentari ed energetiche.