Conflitto e blocchi della produzione guidano i mercati finanziari delle commodity

Timori sull’offerta spingono al rialzo i prezzi dei metalli industriali

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Indicatori Congiunturali Settimana Finanziaria Materie Prime

Nei mercati finanziari delle commodity energetiche non accenna a diminuire la volatilità dei prezzi, quasi interamente condizionata dall’evoluzione del conflitto con l’Iran.
Il Brent ha aperto la settimana in rialzo, sostenuto dall’ingresso nel conflitto degli Houthi, che hanno lanciato missili balistici contro Israele in risposta agli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro impianti nucleari iraniani. Il rialzo dei prezzi si è ulteriormente accentuato dopo l’attacco iraniano a una petroliera kuwaitiana e il progressivo rafforzamento del controllo dell’Iran sullo Stretto di Hormuz.

Nonostante questa escalation, il primo aprile i prezzi del petrolio hanno registrato una forte contrazione giornaliera, con il Brent che è sceso di quasi il 15% rispetto alla seduta precedente, in seguito alle dichiarazioni di Donald Trump su una possibile imminente risoluzione del conflitto. Successivamente, i prezzi hanno però parzialmente recuperato dopo che lo stesso Trump ha minacciato un’ulteriore escalation contro l’Iran, avvertendo che ponti e centrali elettriche potrebbero diventare obiettivi militari qualora Teheran non si allineasse alle richieste statunitensi.
La dinamica del WTI USA è stata invece più lineare, con i prezzi che hanno seguito un trend rialzista per tutta la settimana, chiudendo a 112 $/barile, in aumento del 12% rispetto alla chiusura della settimana precedente.

Nel mercato del gas naturale europeo si registra una riduzione settimanale dei prezzi, sostenuta da previsioni meteorologiche favorevoli che hanno contenuto la domanda. Permangono tuttavia significative tensioni sugli approvvigionamenti di GNL in vista della stagione estiva di rifornimento dei depositi, con i livelli di stoccaggio europei ancora inferiori al 30%.

Tra i metalli preziosi si segnala un’inversione di tendenza, con i prezzi dei beni rifugio che sono aumentati su base settimanale per la prima volta dall’inizio del conflitto in Iran. Verso la fine della settimana, però, i prezzi hanno subito una flessione in seguito alle nuove minacce di Trump contro l’Iran.

Anche il settore dei metalli industriali è stato caratterizzato da un rialzo generalizzato dei prezzi, sia per i metalli ferrosi sia per quelli non ferrosi. Nel comparto dei ferrosi, l’aumento è stato trainato principalmente dai prezzi dei rottami di acciaio in Turchia, saliti del 6% rispetto alla precedente chiusura settimanale, sostenuti soprattutto dalla scarsità di offerta e dall’incremento dei costi logistici.
Tra i metalli non ferrosi, il rialzo più marcato ha riguardato l’alluminio, colpito dai recenti danni a due importanti produttori regionali (Emirates Global Aluminium e Aluminium Bahrain) che hanno comportato il blocco della produzione. Questi attacchi aumentano il rischio di interruzioni prolungate dell’approvvigionamento, con possibili perdite di fornitura che potrebbero persistere anche in seguito a un’eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz.

Per quanto riguarda le commodity agricole, si segnala la prosecuzione del trend di riduzione dei prezzi dei prodotti tropicali, guidati dal calo di zucchero e caffè, quest’ultimo influenzato dall’aumento delle esportazioni provenienti dall’Uganda. In controtendenza si colloca invece il cacao, i cui prezzi sono in crescita a causa dei timori che El Niño possa tornare verso la fine del 2026, compromettendo la produzione nelle principali regioni di coltivazione già colpite dalla siccità.

Inflazione UE

I nuovi dati preliminari sull’inflazione nell’area dell’euro evidenziano una ripresa delle pressioni inflazionistiche, trainata principalmente dall’aumento dei costi energetici. Secondo le stime flash pubblicate da Eurostat, l’inflazione annuale è salita al 2.5% a marzo, riflettendo l’impennata dei prezzi dell’energia legata al conflitto in Medio Oriente. Il dato complessivo risulta leggermente al di sotto delle attese degli analisti (2.6%), ma segnala comunque un aumento significativo rispetto al dato di febbraio, pari all’1.9%.
Alla luce di questi dati, è molto probabile che il prossimo cambiamento dei tassi d'interesse della BCE sarà al rialzo, anche se al momento è prematuro stabilire con certezza l’avvio della stretta monetaria.

APPENDICE NUMERICA

ENERGIA

Al netto delle forti variazioni contrastanti dei prezzi, si registra un lieve aumento dell’indice finanziario PricePedia dei prodotti energetici.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
Indici finanziari PricePedia dei prezzi dell'energia

L’heatmap degli energetici evidenzia un'impennata dei prezzi del WTI e un calo significativo dei prezzi del gas naturale.

HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
HeatMap dei prezzi degli energetici

 

METALLI PREZIOSI

L’indice finanziario dei metalli preziosi segnala una ripresa dei prezzi dei beni rifugio.[1]

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi

Dall'analisi dell'heatmap emerge l'aumento dei prezzi finanziari di oro e argento.

HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi
HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi

 

FERROSI

Entrambi gli indici dei metalli ferrosi seguono un rialzo dei prezzi su base settimanale.[1]

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi

Dall'analisi dell'heatmap si segnala una crescita dei prezzi particolarmente intensa per i rottami di acciaio Turchia.

HeatMap dei prezzi dei ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei ferrosi

 

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NON FERROSI INDUSTRIALI

I due indici finanziari PricePedia dei metalli non ferrosi rilevano una ripresa dei prezzi sui mercati LME[1] e SHFE.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali

Dall’analisi dell’heatmap dei non ferrosi si evidenzia l'aumento dei prezzi settimanali di alluminio, zinco e stagno.

HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi

 

ALIMENTARI

Gli indici finanziari dei tropicali e dei cereali[1] presentano una flessione dei prezzi, mentre quello degli alimentari registra un lieve aumento.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari

CEREALI

L'heatmap dei cereali evidenzia un calo dei prezzi del mais, a fronte di una ripresa di quelli dell'avena.

HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali

TROPICALI

L'heatmap dei tropicali registra flessioni generalizzate dei prezzi, ad eccezione per il cacao.

HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali

OLI

Dall'heatmap degli oli alimentari emerge un rialzo dei prezzi dell'olio di palma.

HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari
HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari
[1] La serie storica dell'indice PricePedia dei prodotti finanziari è aggiornata al 2 aprile, a causa della chiusura dei mercati finanziari occidentali in occasione della festività del Venerdì Santo.