Perché il prezzo dell’olio di palmisti racconta lo stato dell’oleochimica

Come la competizione tra usi alimentari, energetici e chimici degli oli vegetali influenza i loro prezzi relativi

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Olio di Palma Oli vegetali chimica bio-based Determinanti dei prezzi

L'industria oleochimica

Nell’ambito della chimica bio-based, un ruolo centrale è svolto dall’oleochimica, ossia quella branca dell’industria chimica che utilizza materie prime rinnovabili — oli e grassi di origine vegetale o animale — per produrre intermedi quali acidi grassi, glicerina, esteri e alcoli grassi. Tali prodotti costituiscono la base di numerose filiere industriali, tra cui detergenza, cosmetica, lubrificanti e materiali.

Tra gli oli vegetali, quelli di palma, di palmisti e di cocco rappresentano la principale base di approvvigionamento per l’oleochimica a livello globale. Tuttavia, il loro ruolo nei diversi mercati finali non è omogeneo. L’olio di palmisti si distingue per una forte specializzazione: il suo impiego è prevalentemente destinato all’oleochimica, in particolare alla produzione di tensioattivi, grazie all’elevato contenuto di acidi grassi a catena media (come l’acido laurico). L’olio di cocco presenta una struttura chimica simile, ma trova un utilizzo più equilibrato tra oleochimica e industria alimentare, oltre che nella cosmetica. L’olio di palma, infine, è caratterizzato da una domanda più diversificata, che comprende applicazioni alimentari, oleochimiche e, in misura crescente, energetiche (biocarburanti).

I segnali ottenuti dal confronto tra i prezzi degli oli di palmisti e di palma

La diversa articolazione degli impieghi si riflette direttamente nelle dinamiche di prezzo. In particolare, il prezzo dell’olio di palmisti può essere considerato un indicatore indiretto delle condizioni del settore oleochimico, poiché è fortemente influenzato dalla domanda industriale di derivati chimici. Un indicatore frequentemente utilizzato dagli operatori di mercato è il rapporto tra il prezzo dell’olio di palmisti (PKO) e quello dell’olio di palma (CPO), spesso definito come PKO premium over CPO.
I due oli sono infatti co-prodotti derivati dallo stesso frutto della palma: l’olio di palma si ottiene dalla polpa (mesocarpo), mentre l’olio di palmisti dal seme (kernel). Tuttavia, le quantità prodotte differiscono significativamente, con una netta prevalenza dell’olio di palma. Questa minore disponibilità, unita alla maggiore specializzazione d’uso, fa sì che l’olio di palmisti presenti strutturalmente un prezzo più elevato.

Il rapporto tra i due prezzi non è tuttavia costante, ma varia nel tempo in funzione delle condizioni di mercato. In particolare, tende ad ampliarsi nelle fasi di forte domanda oleochimica o di scarsità di oli laurici (come palmisti e cocco), mentre può ridursi quando prevalgono fattori legati al mercato alimentare o dei biocarburanti, che incidono maggiormente sul prezzo dell’olio di palma. Di conseguenza, lo spread PKO–CPO rappresenta un utile indicatore congiunturale per interpretare gli equilibri tra le diverse destinazioni d’uso degli oli vegetali e, in particolare, lo stato di salute dell’industria oleochimica.

Nel grafico che segue è riportato il rapporto tra i prezzi mondiali PKO e CPO, pubblicati mensilmente dalla World Bank (World Bank Commodity Price Data (The Pink Sheet)). A fini comparativi, è riportato anche il medesimo indice calcolato sui prezzi doganali dell’Unione Europea.

Rapporto tra i prezzi degli oli di palmisti e di palma

L’analisi dei dati evidenzia i numerosi cicli registrati da questo indice nel corso del secolo. Nel 2025 si è avviato un nuovo ciclo che, per quanto riguarda l’indice mondiale, ha raggiunto un massimo storico alla fine dell’anno, per poi registrare un lieve aggiustamento nei mesi successivi. Anche l’indice europeo ha mostrato una fase di crescita significativa, seppur meno intensa rispetto a quella globale. Questa dinamica è tuttavia proseguita nel 2026, determinando un progressivo riavvicinamento tra i due indici.

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Gli effetti sul prezzo dell’acido laurico

L’aumento dei prezzi degli oli laurici — in particolare olio di palmisti e olio di cocco — si è riflesso nel corso del 2025 in un significativo incremento del prezzo dell’acido laurico e dei suoi derivati. Questa dinamica appare anomala se confrontata con l’andamento generale dei prodotti chimici e può essere efficacemente evidenziata mettendo a confronto il prezzo dell’acido laurico con un indice medio dei prezzi degli acidi organici.
Nel grafico che segue sono riportati i due indici (entrambi con base 100 a gennaio 2022). Le aree del grafico sono inoltre evidenziate con colori differenti per distinguere i periodi in cui il prezzo dell’acido laurico si colloca al di sopra o al di sotto dell’indice degli acidi organici, rendendo immediatamente visibili le fasi di sovraperformance relativa.

Confronto tra gli indici di prezzo dell'acido laurico e degli acidi organici
Confronto tra gli indici di prezzo dell'acido laurico e degli acidi organici

Dall’analisi del grafico emerge chiaramente come, nel corso del 2025, il prezzo dell’acido laurico abbia registrato una crescita marcata, a fronte di una dinamica opposta, caratterizzata da una lieve tendenza al ribasso dell’indice degli acidi organici. Il comportamento è analogo a quello già osservato nel periodo 2016–2017, quando il prezzo dell’acido laurico crebbe significativamente più della media degli acidi organici.
È interessante notare come anche in quella fase il maggiore aumento del prezzo dell’acido laurico coincise con un ampliamento del differenziale tra i prezzi dell’olio di palmisti (PKO) e dell’olio di palma (CPO), confermando il forte legame tra il mercato dell’acido laurico e quello degli oli laurici, in particolare del palmisti.

Conclusioni

L’industria oleochimica rappresenta una componente rilevante della chimica bio-based e si fonda principalmente sulla trasformazione di tre oli vegetali: palma, palmisti e cocco. Tra questi, l’olio di palmisti riveste un ruolo particolarmente distintivo, poiché la maggior parte della sua produzione è destinata all’oleochimica. Al contrario, l’olio di cocco e, soprattutto, l’olio di palma presentano una maggiore diversificazione degli impieghi, che spaziano dall’alimentare all’energia (biocarburanti), oltre che alla chimica.

La dinamica del prezzo dell’olio di palmisti, in relazione a quello dell’olio di palma, costituisce un indicatore indiretto delle condizioni del settore oleochimico. Questo indicatore, insieme all’andamento del prezzo dell’acido laurico, consente di interpretare la fase ciclica dell’industria oleochimica e dei suoi principali sbocchi a valle, come detergenza e cosmetica.
Nel corso del 2025, tali indicatori hanno segnalato una fase di aumento della domanda, accompagnata da una significativa tensione sui prezzi. I primi mesi del 2026 sembrano invece indicare un progressivo allentamento di queste pressioni, coerente con una fase di riequilibrio tra domanda e offerta nel settore oleochimico.