Volatilità delle commodity accentuata dall’incertezza sull’esito dei negoziati con l’Iran
Accordo commerciale tra UE e Australia: un nuovo capitolo per il libero scambio
Pubblicato da Luca Sazzini. .
Indicatori Congiunturali Settimana Finanziaria Materie PrimeA inizio settimana, i prezzi finanziari delle commodity energetiche hanno registrato una brusca correzione, con il Brent che ha subito una correzione giornaliera del -11%. La discesa dei prezzi è stata innescata dall’annuncio di Donald Trump relativo a una pausa degli attacchi statunitensi contro le infrastrutture energetiche iraniane, a seguito di segnali positivi emersi durante presunti colloqui di pace. Teheran ha tuttavia smentito l’esistenza di tali colloqui e ha respinto la successiva proposta di tregua avanzata dagli Stati Uniti, che prevedeva limitazioni ai programmi nucleari e missilistici iraniani. L’Iran ha presentato a sua volta una controproposta per porre fine al conflitto, includendo tra le proprie condizioni garanzie di sicurezza, risarcimenti per i danni subiti e il riconoscimento della sua autorità sullo Stretto di Hormuz.
Lo stallo nei negoziati, unito al proseguimento degli attacchi iraniani contro i paesi del Golfo, ha fatto risalire i prezzi del petrolio, che a fine settimana hanno raggiunto i 113 $/barile. L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha definito la situazione attuale come la più grave interruzione delle forniture petrolifere della storia recente, evidenziando l'attuale fragilità delle prospettive di mercato, nonostante i tentativi diplomatici in corso.
In questo contesto, la Commissione europea ha deciso di rinviare la proposta di divieto permanente delle importazioni di petrolio russo, per evitare di aggravare ulteriormente lo shock energetico.
Anche il mercato europeo del gas naturale ha subito una correzione significativa, con il benchmark TTF Olanda tornato attorno a livelli di 55 euro/MWh. I fondamentali di mercato restano tuttavia particolarmente tesi, con i livelli di stoccaggio europeo inferiori al 30% e il rischio di interruzioni prolungate delle forniture qatariote in seguito all’attacco della scorsa settimana alla QatarEnergy. Come riportato nell’articolo della scorsa settimana: “Effetti delle tensioni in Medio Oriente sui prezzi di energia e metalli", l’attacco iraniano ha ridotto di circa il 17% la capacità di esportazione di GNL della compagnia, danneggiando il più grande terminale di esportazione mondiale di GNL. Ciò comporta un aumento della concorrenza per l’approvvigionamento tra il mercato europeo e quello asiatico, in una fase in cui l’UE appare particolarmente vulnerabile sul piano energetico.
I prezzi finanziari dei metalli preziosi hanno continuato il loro trend ribassista, iniziato a seguito dello scoppio del conflitto, con oro che ha chiuso la settimana al di sotto dei 4500 $/tonnellata. Secondo i dati di Bloomberg, la banca centrale turca ha venduto e scambiato (in contratti swaps) circa 60 tonnellate di oro, per un valore complessivo di oltre 8 miliardi di dollari, nelle due settimane successive allo scoppio del conflitto in Iran.
L’escalation della tensione sul Golfo Persico ha provocato, inoltre, una dinamica di riduzione dei prezzi dei beni rifugio, guidata soprattutto dalle aspettative di politiche monetarie occidentali più restrittive a causa delle attese di un aumento dell’inflazione legata ai costi energetici.
Nel comparto dei metalli industriali, i prezzi dei metalli ferrosi hanno continuato a lateralizzare, mentre quelli dei non ferrosi si sono stabilizzati a fronte del forte ribasso della scorsa settimana. Tra le principali variazioni di questa settimana si segnala il rialzo del nichel, legato ai piani dell’Indonesia di introdurre nuove tasse sulle esportazioni. L’Indonesia è, infatti, il principale produttore mondiale di nichel e rappresenta una fonte significativa della sua fornitura globale. In quanto tale, un cambiamento della sua politica commerciale è sufficiente a influenzare la dinamica dei prezzi internazionali.
Nel settore delle commodity alimentari si rilevano dinamiche di prezzo frammentate, con andamenti contrastanti a seconda della tipologia di prodotto.
UE e Australia siglano un nuovo accordo commerciale
Questa settimana l’Unione Europea e l’Australia hanno concluso un ambizioso accordo di libero scambio, dopo otto anni di negoziati. L’intesa prevede l’eliminazione di oltre il 99% dei dazi doganali sulle esportazioni europee verso Canberra, con benefici significativi per le imprese dell’UE e un risparmio stimato di circa 1 miliardo di euro all’anno sui dazi.
Secondo gli economisti della Commissione europea, le esportazioni dell’UE verso l’Australia potrebbero crescere del 33% nei prossimi dieci anni, con un aumento del PIL europeo fino a 4 miliardi di euro entro il 2030.
I settori più avvantaggiati dall'accordo includono i prodotti alimentari europei, come vino, cioccolato e formaggi, grazie all’azzeramento delle tariffe, oltre ai beni industriali e ai servizi. Per alcune categorie sensibili resteranno in vigore quote e meccanismi di salvaguardia, a tutela degli agricoltori europei da eventuali picchi di importazioni.
Un punto centrale dell’accordo riguarda anche l’accesso dell’UE a materiali critici come alluminio, litio e manganese, fondamentali per le industrie dell’energia pulita, delle batterie e delle tecnologie digitali. La riduzione o eliminazione dei dazi su queste commodity contribuirà a rafforzare e diversificare le catene di approvvigionamento europee.
Complessivamente, questo accordo rappresenta un passo significativo nella strategia dell’UE di diversificare i partner commerciali a livello globale, rafforzando al contempo i legami economici e strategici con la regione dell’Indo‑Pacifico.
APPENDICE NUMERICA
ENERGIA
L’indice finanziario PricePedia dei prodotti energetici registra una brusca correzione lunedì, per poi riprendersi nel resto della settimana.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
L’heatmap degli energetici evidenzia una riduzione settimanale della media mobile a 3 giorni dei prezzi del petrolio e del gas naturale.
HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
METALLI PREZIOSI
L’indice finanziario dei metalli preziosi prosegue la sua dinamica di riduzione dei prezzi.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
L'heatmap dei metalli preziosi si tinge di verde segnalando un calo dei prezzi generalizzato.
HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi
FERROSI
I due indici finanziari dei metalli ferrosi rilevano delle lievi crescite dei prezzi.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Vuoi restare aggiornato sull’andamento dei mercati delle commodity?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter PricePedia!
NON FERROSI INDUSTRIALI
A fronte di un'iniziale flessione, entrambi gli indici finanziari dei metalli non ferrosi si riprendono verso il fine settimana.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Dall’analisi dell’heatmap dei non ferrosi emerge una crescita dei prezzi di: nichel, leghe di alluminio e stagno.
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
ALIMENTARI
Tutti e 3 gli indici finanziari degli alimentari presentano dinamiche settimanali per lo più laterali.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
CEREALI
L'heatmap dei cereali segnala una flessione settimanale dei prezzi dell'avena.
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
TROPICALI
L'heatmap dei tropicali evidenzia un calo dei prezzi del cacao e del caffè robusta, a fronte di un aumento di quelli dello zucchero e del caffè arabica.
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali
OLI
Dall'heatmap degli oli alimentari si rileva una ripresa settimanale dei prezzi dell'olio di semi di soia.
HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari