Effetti delle tensioni in Medio Oriente sui prezzi di energia e metalli

Le attese di politiche monetarie meno espansive frenano il rialzo dei metalli

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Indicatori Congiunturali Settimana Finanziaria Materie Prime

L’aumento dei rischi di approvvigionamento, legato all’intensificarsi degli attacchi contro le infrastrutture energetiche nel Golfo Persico, sta esercitando una forte pressione rialzista sui prezzi finanziari dell’energia, accentuandone al contempo la volatilità.
Su base settimanale, i prezzi del Brent sono aumentati del 9%, raggiungendo i 112 $/barile e registrando oscillazioni nelle quotazioni intraday fino a 50 $/barile. Ad esempio, giovedì, il prezzo era temporaneamente rientrato intorno ai 70 $/barile, sostenuto dalle prospettive di possibili sospensioni delle sanzioni statunitensi sull’Iran e dalle iniziative diplomatiche congiunte di USA, paesi europei, Giappone e Canada volte a garantire un passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Tuttavia, a seguito dell’annuncio dei danni subiti a Ras Laffan, in Qatar, sede di raffinerie, impianti petrolchimici e del più grande terminale di esportazione mondiale di GNL, i prezzi del Brent hanno raggiunto picchi di 120 $/barile, chiudendo la giornata attorno ai 109 $/barile.

Sul mercato del gas naturale europeo l’impatto dell'escalation in Medio Oriente è stato ancora più marcato, con il prezzo del TTF Olanda che ha raggiunto i 60 euro/MWh.
Le autorità di QatarEnergy hanno confermato che gli attacchi iraniani hanno ridotto circa il 17% della capacità di esportazione di GNL della compagnia, danneggiando due dei 14 “train” di liquefazione e una delle principali strutture di gas-to-liquids (GTL). Di conseguenza, è stata dichiarata la forza maggiore su diversi contratti a lungo termine con importatori in Europa e Asia, con una stima di 3–5 anni necessari per completare le riparazioni. Il mercato ha quindi iniziato a scontare non solo un’interruzione temporanea delle forniture, ma anche un rischio di riduzione strutturale della disponibilità di GNL qatariota. La situazione è particolarmente rilevante per l’Europa, dove il Qatar, dopo la guerra in Ucraina, stava diventando il principale fornitore di GNL dopo gli Stati Uniti, sostituendo progressivamente le forniture precedentemente importate dalla Russia.

Se l’aumento delle tensioni geopolitiche ha spinto al rialzo i prezzi dell’energia, lo stesso non è accaduto per i metalli preziosi, che hanno registrato una tendenza al ribasso. Gli investitori stanno infatti privilegiando il petrolio come bene rifugio, realizzando profitti su oro e argento, spinti dai timori di politiche monetarie più restrittive legate alle attese di una crescita dell’inflazione, dovuta al rincaro dei prezzi energetici. In particolare, i prezzi dell’oro e dell’argento sono tornati rispettivamente a livelli di 4500 e 70 $/oncia, con variazioni settimanali del -10% e del -14%.

Nel settore dei metalli industriali, i ferrosi sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre i non ferrosi hanno registrato cali superiori persino a quelli dei metalli preziosi. Tra questi ultimi si osserva una riduzione generalizzata dei principali metalli di base, determinata non solo dalle attese di politiche monetarie più restrittive, ma anche dall’aumento delle scorte, dal rallentamento della domanda cinese e dalle prospettive di una possibile recessione globale.
Perfino i prezzi dell’alluminio LME, sostenuti dal blocco dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 10% dell’offerta mondiale, hanno subito un calo su base settimanale, pari al -5%.

Per quanto riguarda le commodity alimentari, i prezzi di cereali e oli alimentari sono rimasti complessivamente stabili, mentre quelli dei tropicali presentano una parziale ripresa dopo le recenti flessioni.

Politiche Monetarie

Federal Reserve

Il FOMC di marzo ha confermato i tassi invariati nell’intervallo 3.50-3.75%, con un solo voto dissenziente a favore di un taglio. La principale novità del comunicato è stata l’esplicito riferimento alla guerra in Medio Oriente come nuova fonte di incertezza, riconoscendo potenziali effetti sia sui prezzi dell’energia sia sulla domanda interna e sull’occupazione.

Le nuove Summary of Economic Projections hanno rivisto al rialzo le stime di inflazione e crescita, confermando però che i rialzi inflazionistici legati a dazi e allo shock energetico sono considerati temporanei. Le previsioni indicano ancora la possibilità di un taglio dei tassi nel 2026 e nel 2027, ma la maggior parte dei membri della Fed ritiene probabile che qualsiasi riduzione avvenga solo verso la fine dell’anno. Il tono della conferenza stampa conferma una Fed in stand-by, ma non indifferente al deterioramento del quadro a seguito della guerra in Medio Oriente.

Banca Centrale Europea

La Banca Centrale Europea ha mantenuto i tassi ufficiali invariati, confermando un approccio basato sui dati e con decisioni riunione per riunione.
Lo shock energetico legato alla guerra nel Golfo Persico ha aumentato l’incertezza, con effetti inflattivi di breve termine e potenziali ripercussioni sulla crescita. Le previsioni aggiornate dello staff mostrano un rialzo dell’inflazione lungo tutto l’orizzonte, mentre la crescita del PIL è stata rivista al ribasso. In questo scenario, la BCE mantiene un atteggiamento attendista, pur riconoscendo che la persistenza dello shock inflattivo potrebbe giustificare un aumento dei tassi di 25 punti base tra giugno e luglio. I mercati prezzano già un rialzo complessivo di circa 65 punti base entro fine anno, sottolineando la maggiore attenzione alle dinamiche dei prezzi energetici e alla trasmissione ai prezzi dei beni non energetici.

APPENDICE NUMERICA

ENERGIA

L’indice finanziario PricePedia dei prodotti energetici prosegue la sua crescita dei prezzi guidata dall'escalation in Medio Oriente.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
Indici finanziari PricePedia dei prezzi dell'energia

L’heatmap degli energetici evidenzia importanti rialzi settimanali per i prezzi dell'energia, in particolare per quelli del gas naturale.

HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
HeatMap dei prezzi degli energetici

 

METALLI PREZIOSI

L’indice finanziario dei metalli preziosi presenta una flessione dei prezzi su base settimanale.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi

Dall'analisi dell'heatmap emerge un calo generalizzato dei prezzi dei metalli preziosi, in particolare per l'argento.

HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi
HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi

 

FERROSI

I due indici finanziari dei metalli ferrosi presentano dinamiche settimanali per lo più laterali.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
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NON FERROSI INDUSTRIALI

Entrambi gli indici finanziari dei metalli non ferrosi registrano una caduta dei prezzi.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali

Dall’analisi dell’heatmap dei non ferrosi si evidenzia un calo generalizzato per i principali metalli di base.

HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi

 

ALIMENTARI

Gli indici finanziari dei cereali e degli oli alimentari si stabilizzano, mentre quello dei tropicali registra una parziale ripresa dei prezzi.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari

CEREALI

L'heatmap dei cereali rileva una crescita settimanale dei prezzi del mais, a fronte di una riduzione di quelli dei semi di soia.

HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali

TROPICALI

L'heatmap dei tropicali segnala una ripresa dei prezzi generalizzata, specialmente per quelli dello zucchero.

HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali

OLI

Dall'heatmap degli oli alimentari emerge una flessione settimanale dei prezzi dell'olio di semi di soia.

HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari
HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari