Mercati delle commodity in tensione tra rischi geopolitici e incertezze commerciali

I prezzi finanziari dei metalli riprendono a seguire la loro dinamica rialzista

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Questa settimana a Ginevra Stati Uniti e Iran hanno proseguito il terzo round di colloqui sul nucleare, con entrambe le parti che hanno segnalato progressi significativi e l’intenzione di proseguire i negoziati la prossima settimana a Vienna. Al momento, però, non è ancora stato raggiunto un accordo sul nucleare e gli Stati Uniti continuano a rafforzare la loro presenza militare nel Medio Oriente. Questo clima di tensioni sta mantenendo elevati i prezzi spot del petrolio, nonostante i fondamentali ribassisti.
In caso di esito positivo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, gli operatori finanziari si aspettano una correzione significativa dei prezzi, dato che al momento rimangono quasi esclusivamente sostenuti dal rischio geopolitico. Il mercato resta infatti caratterizzato da un significativo surplus di offerta, che potrebbe addirittura ampliarsi, dato che alcuni membri dell’OPEC sembrano intenzionati ad aumentare la produzione a partire da aprile. Nel frattempo, i dati pubblicati dall’Energy Information Administration (EIA) evidenziano un ulteriore incremento delle scorte petrolifere statunitensi, accentuando le pressioni al ribasso sui prezzi.

Nonostante questi fattori, il Brent ha registrato un aumento dei prezzi su base settimanale, spinto venerdì dalle ulteriori minacce di Trump relative a un possibile attacco militare all’Iran.
Il principale rischio per il mercato resta quello di un’interruzione dell’approvvigionamento: un eventuale intervento degli Stati Uniti potrebbe compromettere i flussi di greggio dalla regione, mettendo in discussione l’attuale quadro di eccesso di offerta che caratterizza il mercato.

L’elevato rischio geopolitico sta fornendo supporto anche ai prezzi finanziari dei metalli preziosi, che questa settimana hanno seguito rialzi sostenuti dall’aumento dell’incertezza sui dazi statunitensi. Dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi i dazi globali introdotti tramite l’International Emergency Economic Powers Act, l’amministrazione Trump ha varato una nuova tariffa provvisoria del 10% sulle importazioni per un periodo di 150 giorni, ricorrendo alla Sezione 122 del Trade Act del 1974. È stata inoltre annunciata l’intenzione di innalzare l’aliquota fino al 15%, il livello massimo consentito dalla legge statunitense. Nel frattempo, l’amministrazione sta valutando ulteriori strumenti giuridici e commerciali per preservare l’attuale orientamento protezionistico. Questa incertezza sull’evoluzione della politica commerciale americana ha favorito il rialzo delle quotazioni di oro e argento, che nel corso della settimana hanno superato rispettivamente i 5200 e i 90 $/oncia.

Anche i prezzi finanziari dei metalli industriali hanno registrato rialzi significativi, seppur per motivi diversi rispetto ai metalli preziosi. Nel comparto dei metalli ferrosi, gli aumenti si sono concentrati principalmente sui mercati cinesi, mentre i prezzi europei sono rimasti relativamente stabili.

Tra i prezzi dei metalli non ferrosi si segnalano aumenti generalizzati, con il rame LME che è tornato a superare i 13000 $/tonnellata, sostenuto dal rafforzamento della domanda cinese. Il rialzo più marcato ha riguardato però lo stagno, che al London Metal Exchange ha raggiunto nuovi massimi storici superando i 57 mila $/tonnellata, con una variazione di oltre il 25% rispetto alla chiusura di venerdì scorso.

Dibattito UE sull’ETS

Questa settimana il dibattito sull’Emissions Trading System (ETS) all’interno dell’UE si è intensificato, con i ministri di diversi Stati membri che hanno chiesto modifiche al sistema per tutelare la competitività europea, sottolineando che “la decarbonizzazione non dovrebbe avvenire attraverso la deindustrializzazione”.
Tra le richieste principali figurano la stabilità dei prezzi del carbonio, meccanismi più generosi di assegnazione gratuita delle quote e strumenti che favoriscano gli investimenti verdi.
La Commissione Europea prevede di proporre riforme entro il terzo trimestre del 2026, ma fino ad allora il dibattito politico e mediatico resterà acceso. Le posizioni dei paesi membri rimangono molto divise: alcuni, come Italia e Germania, spingono per modifiche sostanziali, mentre altri, come la Svezia, difendono l’attuale struttura dell’ETS come strumento efficace per sostenere la transizione energetica.

APPENDICE NUMERICA

ENERGIA

L’indice finanziario PricePedia degli energetici registra una crescita su base settimanale, a causa delle ulteriori minacce di Trump su un possibile attacco all'Iran.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
Indici finanziari PricePedia dei prezzi dell'energia

Dall'analisi dell'heatmap degli energetici emerge una discesa dei prezzi finanziari del gas naturale italiano PSV e di quello statunitense Henry Hub.

HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
HeatMap dei prezzi degli energetici

 

METALLI PREZIOSI

L'indice finanziario dei metalli preziosi segnala il rialzo settimanale dei prezzi, causato dalla rinnovata incertezza sulla politica commerciale degli Stati Uniti e dalle crescenti tensioni geopolitiche con l'Iran.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi

L'heatmap dei metalli preziosi evidenzia un rialzo generalizzato dei prezzi, soprattutto per quelli dell'argento.

HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi
HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi

 

FERROSI

A fronte della stabilità dell'indice finanziario dei ferrosi Europa, l'indice cinese segnala un marcato recupero dei prezzi.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi

Dall'analisi dell'heatmap emerge una crescita dei prezzi cinesi dei tondini di acciaio e dei coils inox.

HeatMap dei prezzi dei ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei ferrosi

 

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NON FERROSI INDUSTRIALI

Entrambi gli indici finanziari dei metalli non ferrosi hanno ripreso la loro dinamica rialzista.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali

Dall'analisi dell'heatmap dei metalli non ferrosi si segnala un aumento dei prezzi di stagno, rame e nichel.

HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi

 

ALIMENTARI

Al netto delle oscillazioni, gli indici dei cereali e degli oli alimentari registrano un rialzo settimanale, mentre l’indice dei prodotti tropicali si mantiene stabile.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari

CEREALI

L'heatmap dei cereali rileva una crescita settimanale della media mobile a 3 giorni dei prezzi della farina di soia e del frumento, a fronte di una riduzione di quelli dell'avena.

HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali

TROPICALI

L'heatmap dei tropicali segnala un ulteriore calo significativo dei prezzi del cacao.

HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali

OLI

L'heatmap degli oli alimentari evidenzia un aumento dei prezzi dell'olio di semi di soia e dell'olio di colza.

HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari
HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari