Ottone e acciaio inox nella raccorderia termoidraulica?

È in atto un processo di sostituzione negli input della raccorderia termoidraulica?

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Acciaio Inox Ottone Strumenti e Metodologie

Nel mercato della raccorderia termoidraulica i due principali input produttivi sono l’ottone e l’acciaio inox, in quanto entrambi garantiscono adeguate prestazioni meccaniche, elevata resistenza alla corrosione e conformità ai requisiti igienico-sanitari necessari per l’impiego in impianti di acqua potabile.
L’ottone è storicamente il materiale più utilizzato grazie alla sua eccellente lavorabilità e alla buona resistenza alla corrosione, fattori che ne hanno favorito l’impiego nei processi produttivi su larga scala.
L’acciaio inox, invece, si distingue per l’assenza di piombo, l’elevata durabilità e la superiore resistenza in condizioni operative particolarmente gravose, caratteristiche che ne favoriscono l’impiego in applicazioni ad alte prestazioni o soggette a requisiti igienico-sanitari più stringenti.
Nel grafico che segue si riporta la dinamica dei prezzi doganali europei delle barre in ottone e in acciaio inox, al fine di confrontare l’evoluzione dei costi di produzione dei due principali materiali utilizzati nel settore della raccorderia termoidraulica.

Confronto tra i prezzi doganali europei delle barre in ottone e in acciaio inox
Confronto tra i prezzi doganali europei delle barre in ottone e in acciaio inox

Dall’analisi del grafico emerge che, dal 2000 al 2008, il prezzo dell’acciaio inox è risultato leggermente superiore a quello dell’ottone. Successivamente, il prezzo dell’ottone ha superato quello dell’acciaio inox, per poi tornare a valori relativamente simili nel 2022, quando il prezzo medio delle barre in ottone europee era pari a 6751 euro/tonnellata e quello delle barre in acciaio inox a 5506 euro/tonnellata. In sostanza, per un lungo periodo il prezzo delle due materie prime ha avuto un’influenza relativamente limitata nella scelta del materiale da utilizzare.
Nell’ultimo triennio, invece, i prezzi dei due metalli hanno seguito dinamiche eterogenee: l’acciaio inox ha registrato un calo significativo, mentre l’ottone ha mantenuto una relativa stabilità, sostenuto dal forte aumento dei prezzi del rame, che a gennaio 2026 hanno raggiunto nuovi massimi storici, con un valore medio mensile del benchmark LME superiore ai 13000 $/tonnellata.
Questa divergenza ha portato a un enorme divario di prezzo tra ottone e acciaio inox: a gennaio 2026, il valore delle barre in ottone ha superato i 7000 euro/tonnellata, quasi il doppio rispetto a quello delle barre in acciaio inox, il cui prezzo si è attestato a 3600 euro/tonnellata.

La forte variazione del prezzo relativo tra i due input produttivi potrebbe aver avviato un processo di sostituzione nel mercato della raccorderia termoidraulica. In particolare, l’aumento significativo del prezzo dell’ottone potrebbe favorire un maggiore ricorso all’impiego della raccorderia in acciaio inox, grazie alla sua maggiore convenienza economica.
Per verificare l’eventuale presenza di un effetto di sostituzione[1] a livello mondiale, si procede con l’analisi dei flussi del commercio internazionale della raccorderia in ottone e in acciaio inox, al fine di osservarne l’evoluzione negli ultimi anni.

Analisi dei flussi di commercio mondiale

Nel grafico che segue si riporta l’evoluzione del commercio internazionale della raccorderia in ottone e in acciaio, espresse in termini di quantità.

Commercio mondiale della raccorderia in ottone e in acciaio inox

L’analisi dei flussi del commercio mondiale della raccorderia in ottone e in acciaio non sembra indicare l’esistenza di un processo di sostituzione dall’ottone all’acciaio inox negli utilizzi per raccorderia termoidraulica. Negli ultimi anni, mentre le quantità commercializzate di raccorderia in ottone hanno registrato un leggero aumento, quelle della raccorderia in acciaio sono addirittura diminuite. La variazione del prezzo relativo non sembra quindi essere stata sufficiente, almeno fino ad ora, a favorire un maggiore utilizzo dell’acciaio inox a scapito dell’ottone.

Dove i prezzi relativi non hanno prodotto effetti, potrebbero però riuscire le nuove normative UE sulla riduzione del piombo. Il piombo, seppur presente in quantità limitate, è necessario all’ottone per migliorarne la lavorabilità; una sua riduzione potrebbe quindi ridurre i vantaggi dell’ottone, favorendo un maggiore ricorso all’acciaio inox nel mercato della raccorderia termoidraulica.

Normative UE sulla limitazione del piombo

Il 16 dicembre 2020 la commissione Europea ha pubblicato la Direttiva UE 2020/2184, nota anche come Drinking Water Directive (DWD), che stabilisce nuove disposizioni per garantire la sicurezza e la qualità dell’acqua potabile, con conseguenze dirette sui materiali utilizzabili nella fabbricazione di rubinetteria, valvole e componenti idraulici.
Successivamente, nel 2024, sono stati pubblicati gli atti delegati della DWD, tra cui il Regolamento Delegato (UE) 2024/370, che istituisce gli elenchi positivi europei (EUPL), ovvero l’elenco ufficiale delle leghe autorizzate per il contatto con l’acqua potabile, e la Decisione di esecuzione (UE) 2024/367, che stabilisce le modalità operative della transizione, definendo deroghe, procedure di monitoraggio e tempistiche per garantire un’applicazione uniforme della normativa in tutti gli Stati membri. In particolare, a partire dal primo gennaio 2027, solo le leghe incluse nell’EUPL potranno essere utilizzate nella produzione di componenti destinati al contatto con acqua potabile, fatta eccezione per alcune leghe approvate da un’autorità competente di uno Stato membro tra il 2021 e il 2026, che rispettano il limite di 5 µg/l di piombo al punto di prelievo; queste potranno continuare a essere impiegate fino al 31 dicembre 2032.

L’implementazione di queste normative comporterà una transizione verso leghe a basso contenuto o completamente prive di piombo, le quali richiedono tempi di lavorazione più lunghi e investimenti specifici in utensili e strategie produttive per compensare la perdita della lavorabilità garantita dal piombo. Questa situazione potrebbe compromettere l’attuale leadership europea nel mercato della raccorderia in ottone, favorendo un maggiore ricorso all’acciaio inox rispetto all’ottone.

In sintesi

Nell’ultimo triennio il prezzo relativo tra ottone e acciaio inox ha registrato variazioni significative: se nel 2022 i due principali input produttivi della raccorderia termoidraulica presentavano livelli di prezzo relativamente simili, a gennaio 2026 il prezzo dell’ottone ha raggiunto circa il doppio rispetto a quello dell’acciaio inox.
Questo forte cambiamento nel prezzo relativo non sembra però aver generato un effetto di sostituzione nel mercato della raccorderia termoidraulica. L’analisi dei flussi del commercio internazionale evidenzia infatti che negli ultimi anni non si è registrato un aumento del commercio mondiale di raccorderia in acciaio inox a scapito di quella in ottone; al contrario, si è osservato un incremento del commercio mondiale di raccorderia in ottone e una diminuzione di quello in acciaio inox.

Se finora i prezzi relativi non hanno determinato un passaggio dall’uso dell’ottone all’acciaio inox nel mercato della raccorderia termoidraulica, tale effetto potrebbe invece arrivare a seguito delle nuove normative UE in materia di sicurezza. L’Unione Europea sta infatti avviando una transizione verso leghe a basso contenuto o prive di piombo, che comportano tempi di lavorazione più lunghi e richiedono investimenti mirati in utensili e strategie produttive per compensare la perdita della lavorabilità offerta dal piombo. Tale cambiamento potrebbe favorire un maggiore utilizzo dell’acciaio inox nella raccorderia termoidraulica, a discapito dell’ottone.


[1] Nella letteratura economica, per “effetto di sostituzione” si intende la variazione nelle scelte del consumatore determinata dal cambiamento del prezzo relativo di un bene.