Cosa dicono davvero i numeri sul gas in Europa
Quali grafici possono aiutare a interpretare meglio il mercato europeo del gas
Pubblicato da Luigi Bidoia. .
Gas Naturale Strumenti e MetodologieIntroduzione – Non basta “fare un grafico”
I dati contengono informazioni, ma non sempre sono immediatamente leggibili. È comune vedere grafici che mostrano andamenti, livelli e variazioni; eppure, la semplice visualizzazione dei dati nella loro forma più diretta non garantisce che l’informazione più importante emerga davvero.
La competenza distintiva di un Data Scientist non consiste solo nel “produrre grafici”, ma nel progettare la rappresentazione dei dati: decidere come organizzarli, quali trasformazioni applicare e quale struttura adottare affinché l’informazione nascosta diventi visibile.
Due esempi possono chiarire quanto la progettazione della rappresentazione dei dati sia decisiva. Entrambi riguardano il mercato del gas in Europa, oggi caratterizzato da una crescente incertezza sull’evoluzione sia dell’offerta sia della domanda.
Dal lato dell’offerta, le principali fonti di incertezza sono i cambiamenti nel ciclo delle scorte tra stagione estiva e invernale e il processo di sostituzione del gas via gasdotto con il gas naturale liquefatto (Liquefied Natural Gas: LNG).
Dal lato della domanda, l’incertezza deriva soprattutto dal processo di sostituzione in atto della produzione di energia elettrica da centrali a gas con quella da fonti rinnovabili.
Le scorte di gas dell’Unione Europea
Negli ultimi giorni si è diffusa con insistenza l’idea che le scorte di gas in Europa abbiano già raggiunto un livello particolarmente critico. Un grafico tradizionale delle scorte lungo l’intero arco temporale sembra confermare questo fatto. Di seguito è riportato il grafico del livello giornaliero delle scorte, espresse in volume, nel totale dei Paesi UE.
Scorte di gas, volumi (Totale Europa)
Il segnale che emerge da questo grafico è quello di un livello attuale delle scorte nella UE molto basso, ma apparentemente non molto diverso da quanto osservato in diversi anni precedenti, tra cui lo scorso anno, il biennio 2021–2022 e il 2017–2018.
Tuttavia, questo grafico può risultare fuorviante, perché il punto di minimo delle scorte si è registrato negli anni in giorni diversi. Le scorte di gas presentano infatti una forte stagionalità: aumentano nella stagione estiva e diminuiscono in quella invernale. Osservare l’intera serie storica senza considerare questo elemento rende difficile un confronto corretto tra anni diversi. Non è equivalente, ad esempio, raggiungere lo stesso livello di scorte a metà febbraio oppure a metà aprile.
Per eliminare l’effetto distorsivo dovuto alla stagionalità, è possibile confrontare il livello delle scorte raggiunto ogni anno nello stesso giorno. Questa trasformazione può essere effettuata facilmente sulla piattaforma PricePedia filtrando i dati per uno specifico giorno dell’anno – ad esempio il 19 febbraio. Il risultato è riportato nel grafico seguente.
Scorte di gas nella UE il 19 febbraio di ogni anno
L’informazione che emerge da questo secondo grafico è che la situazione delle scorte al 19 febbraio 2026 risulta peggiore di tutti gli anni e paragonabile solo a quella registrata nello stesso giorno del 2022, quando i prezzi del gas nella UE si trovavano nel pieno di una fase eccezionale di aumento.
Se valutata a parità di giorno dell’anno, la situazione delle scorte nel 2026 appare dunque molto preoccupante. Tuttavia, il livello delle scorte nei diversi momenti dell’anno è solo uno dei molti fattori che concorrono a determinare il prezzo del gas in Europa.
Questi fattori sono attentamente considerati dagli operatori che quotidianamente acquistano e vendono gas sui mercati finanziari e che, attraverso le loro scelte, esprimono implicitamente le proprie aspettative su ciò che potrebbe accadere nel prossimo futuro. Anche in questo caso, è necessario organizzare e trasformare i dati in modo appropriato per far emergere l’opinione media del mercato.
La struttura a termine al TTF
Quando si analizzano i prezzi future del gas scambiato su un mercato finanziario, si tende generalmente a osservare la serie storica di un singolo contratto oppure a confrontare la dinamica nel tempo di più contratti con scadenze diverse. Tuttavia, questa rappresentazione non è necessariamente la più informativa.
Per comprendere le aspettative incorporate nei prezzi di mercato è più utile osservare la struttura a termine, ossia la configurazione dei prezzi delle diverse scadenze rilevati in uno stesso giorno. In altre parole, si costruisce la curva dei future allineando i contratti in base alla loro distanza dalla scadenza.
Per il mercato del gas nella UE, questa curva può essere costruita utilizzando i prezzi dei contratti future scambiati all’ICE (Intercontinental Exchange), aventi come sottostante il prezzo del gas determinato sul mercato del giorno prima presso il Title Transfer Facility (TTF), il principale hub di scambio olandese.
La struttura dei prezzi a termine sui future TTF, riportata nel grafico seguente, consente di cogliere informazioni che non emergono dalla semplice osservazione della serie storica.
Struttura a termine dei prezzi future del gas scambiato al TTF
L’analisi della struttura attuale non segnala una particolare preoccupazione da parte degli operatori finanziari. Non si osservano premi anomali su alcuna delle scadenze future che possano indicare un rischio imminente fuori scala.
Al contrario, i prezzi previsti per l’estate 2026 risultano inferiori a quelli attuali, suggerendo che, secondo la media degli operatori attivi sul mercato TTF, la maggiore domanda legata alla necessità di un più rapido riaccumulo delle scorte potrebbe essere più che compensata da una minore domanda di gas da parte delle centrali di produzione elettrica a gas.
Le aspettative degli operatori indicano un livello di prezzo ancora più basso nella primavera/estate 2027, quando agli effetti di una domanda più contenuta si sommerebbero quelli di una maggiore offerta di gas naturale liquefatto.
Conclusioni
Il mercato europeo del gas si sta caratterizzando per un elevato grado di incertezza. Dall’inizio dell’anno, il prezzo del gas presso il punto di scambio TTF olandese ha registrato un’alta volatilità, muovendosi in meno di 60 giorni all’interno di un intervallo molto ampio, compreso tra 27 e 40 euro/MWh.
La principale fonte di incertezza è stata la velocità con cui le scorte si sono ridotte nel corso dell’anno. Se si considerano esclusivamente le rilevazioni effettuate il 19 febbraio di ciascun anno, il 2026 emerge come uno dei peggiori anni dell’ultimo decennio, paragonabile solo al difficile 2022.
Tuttavia, le dinamiche dei due anni sono profondamente diverse. Nel 2022 le scorte si riducevano perché il gas iniziava a scarseggiare; nel 2026, invece, le scorte si sono ridotte anche perché i distributori si attendono di poter acquistare gas nella prossima primavera/estate a prezzi più bassi.
Questa aspettativa emerge chiaramente dall’osservazione della struttura a termine dei future TTF, che riporta prezzi inferiori per i contratti con scadenza in primavera ed estate. Lo spostamento delle forniture di gas verso la UE dai gasdotti ai rigassificatori ha modificato le strategie di approvvigionamento dei distributori, nonostante una normativa europea emanata nel 2022 obblighi tutti gli Stati membri a riempire gli stoccaggi almeno al 90% entro il 1° novembre di ogni anno.
I prezzi più bassi dei contratti future con scadenza nella primavera ed estate 2026, e quelli ancora più bassi con scadenza nel 2027, segnalano che gli operatori del settore considerano gestibili gli attuali basi livelli delle scorte.