Prezzi delle commodity guidati dall’incertezza geopolitica e dalle news sull’offerta
Nuovi massimi storici per i prezzi di rame, argento e platino
Pubblicato da Luca Sazzini. .
Indicatori Congiunturali Settimana Finanziaria Materie PrimeQuesta settimana i prezzi finanziari del petrolio sono stati caratterizzati da diverse oscillazioni contrastanti, guidati prevalentemente dall’incertezza sugli sviluppi in Venezuela.
La compagnia petrolifera statale Petróleos de Venezuela SA ha dichiarato di essere in trattative con Washington per la vendita di greggio tramite canali controllati o supervisionati dagli Stati Uniti, con accordi simili a quelli già in essere con Chevron. Il segretario del dipartimento dell’energia statunitense ha inoltre annunciato che gli Stati Uniti hanno già iniziato a commercializzare il petrolio venezuelano a livello globale.
L’obiettivo del governo Trump è aumentare le vendite di petrolio del Venezuela, sfruttando le vaste riserve del Paese attraverso nuovi investimenti. Questo incremento dell’offerta rischierebbe di accentuare il surplus già presente sul mercato, esercitando una pressione al ribasso sui prezzi del greggio.
Tuttavia, verso il fine settimana si è registrato un nuovo rialzo significativo dei prezzi del petrolio, spinto dalle attese di un inasprimento delle sanzioni statunitensi contro la Russia e dalle ulteriori minacce del governo Trump di colpire duramente l’Iran, importante esportatore mondiale, qualora il Paese fosse ritenuto responsabile della morte di manifestanti durante periodi di disordini.
Un altro settore che è stato fortemente influenzato dall’aumento dei rischi geopolitici è quello dei metalli preziosi, che a inizio settimana hanno registrato dei rialzi significativi. In particolare, argento e platino hanno entrambi toccato nuovi massimi storici, con il prezzo dell’argento al CME che ha raggiunto gli 80 $/oncia e quello del platino al LME che ha superato i 2300 $/oncia. Per quanto riguarda l’oro, i prezzi quotati sul mercato di Chicago si sono riavvicinati ai 4500 $/oncia, sostenuti dalla domanda di beni rifugio.
Il settore dei metalli industriali è stato anch’esso caratterizzato da dinamiche settimanali rialziste, sia nel comparto dei metalli ferrosi che in quello dei non ferrosi.
I rialzi maggiori dei metalli ferrosi si sono registrati soprattutto in Cina a causa delle attese di una ripresa della domanda cinese. Il 6 gennaio la banca popolare cinese ha, infatti, dichiarato che intende abbassare i tassi di interesse nel corso del 2026, per stimolare la domanda e sostenere la crescita economica del Paese.
La crescita dei prezzi dei metalli non ferrosi è invece prevalentemente attribuibile a nuovi timori sul fronte dell’offerta.
Il rame ha raggiunto un nuovo massimo storico sul LME, superando i 13 mila $/tonnellata, legato alle persistenti preoccupazioni per la riduzione delle scorte e all’avvio dello sciopero nella miniera di Mantoverde in Cile.
Il nichel, quotato a Shanghai, è tornato a superare i 20 mila $/tonnellata a causa dei timori di un calo dell’offerta indonesiana, il più grande produttore mondiale.
Anche altri metalli hanno registrato rialzi significativi, tra cui alluminio, stagno, cobalto e molibdeno, spinti dalla continua riduzione delle scorte.
Nel comparto delle commodity alimentari si segnala un calo significativo dei prezzi del cacao nella giornata di venerdì e lievi rialzi settimanali nei prezzi dei cereali e degli oli alimentari.
Mercato del lavoro USA
Il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti del mese di dicembre evidenzia una crescita lenta del mercato del lavoro, con solo circa 50000 nuovi posti di lavoro creati a dicembre, un dato inferiore alle aspettative degli analisti. Il tasso di disoccupazione è sceso leggermente al 4.4%, sostenuto anche da una diminuzione della partecipazione alla forza lavoro, mentre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate meno del previsto, suggerendo comunque una certa resilienza del mercato del lavoro nonostante la debole crescita occupazionale.
Questi dati, che mostrano un mercato del lavoro in rallentamento ma non in deterioramento drastico, potrebbero indurre la Federal Reserve a mantenere una posizione di cautela nella politica monetaria, rallentando eventuali tagli dei tassi finché non emergeranno segnali più chiari di un indebolimento dell’economia e dell’inflazione USA.
Inflazione area euro
I dati sull’inflazione dell’area euro relativi a dicembre 2025 hanno segnalato un rallentamento dei prezzi al consumo, con il tasso annuale che è sceso di un decimo di punto percentuale arrivando al 2% a/a, raggiungendo il target della BCE dopo mesi di sopra-target. L’inflazione core è scesa anch’essa di un decimo di punto percentuale attestandosi al 2.3% a/a, leggermente al di sotto delle aspettative degli analisti (2.4 a/a).
Nel complesso, si segnala una progressiva normalizzazione delle pressioni inflazionistiche nell’eurozona.
APPENDICE NUMERICA
ENERGIA
Al netto delle oscillazioni contrastanti, l'indice finanziario dei prodotti energetici PricePedia registra un rialzo su base settimanale.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
Dall'analisi dell'heatmap degli energetici emerge una flessione del propano liquefatto, del butano e del gas naturale USA, a fronte di un aumento del PSV e del PUN.
HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
MATERIE PLASTICHE
L'indice finanziario cinese delle materie plastiche e degli elastomeri segue una crescita settimanale dei prezzi.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari delle materie plastiche
Tutti i prezzi delle materie plastiche e degli elastomeri riportati nella heatmap registrano un aumento su base settimanale.
HeatMap dei prezzi delle materie plastiche e degli elastomeri in euro
METALLI PREZIOSI
L’indice finanziario dei metalli preziosi raggiunge nuovi massimi storici, a causa delle tensioni geopolitiche.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
L'heatmap dei metalli preziosi evidenzia rialzi settimanali particolarmente intensi per platino, argento e palladio.
HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi
FERROSI
I due indici finanziari dei metalli industriali segnalano entrambi un aumento dei prezzi, più accentuato per l'indice del mercato cinese rispetto a quello europeo.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Dall'analisi dell'heatmap emerge un aumento dei prezzi più marcato sui mercati cinesi DCE e SHFE.
HeatMap dei prezzi dei ferrosi in euro
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NON FERROSI INDUSTRIALI
Entrambi gli indici dei metalli non ferrosi proseguono la loro fase rialzista, con una lieve flessione verso il fine settimana.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
L'heatmap dei metalli non ferrosi si tinge di rosso segnalando rialzi importanti per i principali metalli di base.
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
ALIMENTARI
L'indice dei prodotti tropicali presenta un crollo nella giornata di venerdì, legato alla discesa dei prezzi del cacao, mentre gli indici dei cereali e degli oli alimentari registrano degli aumenti di prezzo su base settimanale.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
CEREALI
Dall'analisi dell'heatmap emerge una crescita generalizata dei prezzi dei cereali.
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
TROPICALI
L'heatmap dei tropicali evidenzia un aumento del prezzo del caffè arabica e un calo del cacao.
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali