2025: prezzi delle commodity in ordine sparso
2025: Commodity prices moving in no clear order
Pubblicato da Luigi Bidoia. .
Indicatori Congiunturali Settimana Finanziaria Materie PrimeDal punto di vista dei prezzi finanziari delle commodity, il 2025 è stato un anno del tutto particolare, caratterizzato da dinamiche fortemente divergenti tra le diverse famiglie di commodity. Da un lato si collocano i metalli, i cui prezzi hanno seguito un marcato trend crescente. Al contrario, i prezzi delle commodity energetiche – e delle materie plastiche ed elastomeri a queste collegate – hanno registrato un netto trend discendente. In una posizione intermedia si collocano i prezzi finanziari delle commodity alimentari, con livelli sostanzialmente stabili per la famiglia dei cereali e degli oli. Un caso del tutto a parte è rappresentato dagli alimentari tropicali, la cui forte flessione nel 2025 riflette l’altrettanto intensa crescita registrata nel corso del 2024.
La tabella che segue riporta il tasso di variazione registrato nel 2025 dai diversi indici PricePedia relativi alle principali famiglie dei prezzi finanziari delle commodity.
Tra questi, spicca la crescita dei metalli preziosi, i cui prezzi sono aumentati complessivamente di oltre il 100%. All’interno di questa famiglia, argento e platino, con rialzi superiori al 130%, si contendono la prima posizione. Più contenuta, seppur rilevante, è stata la crescita del palladio (+76%) e dell’oro (+63%).
Particolarmente elevato è stato anche l’aumento dei prezzi dei metalli non ferrosi, trainati dal cobalto, che nel corso del 2025 ha anch’esso raddoppiato i propri livelli. Molto sostenuta (superiore al 40%) è stata inoltre la crescita dei prezzi di rame e stagno.
Più moderata è risultata, invece, la crescita dei metalli ferrosi, guidata dall’aumento dei prezzi dei coils in Europa e negli Stati Uniti, cresciuti di oltre il 25%. Decisamente più contenuta, se non nulla, è stata la variazione dei prezzi degli altri metalli ferrosi.
Variazione nel 2025 degli indici PricePedia dei prezzi finanziari delle commodity
| Indici PricePedia Prezzi Finanziari | Variazione del Periodo |
|---|---|
| 1 gennaio - 31 dicembre 2025 | |
| Metalli Preziosi | +101.36% |
| Metalli Non Ferrosi (LME) | +26.46% |
| Metalli Ferrosi (Europa) | +8.19% |
| Alimentari: Oli | +1.39% |
| Alimentari: Cereali | -2.94% |
| Plastiche ed Elastomeri | -13.06% |
| Energetici | -22.53% |
| Alimentari: Tropicali | -25.82% |
L’area dei prezzi in calo è dominata dalle commodity energetiche e dalle materie plastiche ed elastomeri ad esse collegate. La riduzione più marcata ha interessato il prezzo del gas, sceso di oltre il 30% su tutti i principali mercati internazionali, con l’unica eccezione del gas scambiato all’Henry Hub statunitense, rimasto sostanzialmente stabile tra l’inizio e la fine dell’anno, pur in un contesto di elevata volatilità.
Più contenuta è stata la flessione del prezzo del petrolio e dei suoi derivati, compresa tra il -15% e il -20%. Il prezzo del gasolio ha registrato una riduzione ancora più limitata, prossima al 10%, riflettendo la contrazione dell’offerta russa sul mercato mondiale. Sul mercato internazionale il prezzo del carbone è diminuito di circa il 15%, mentre è rimasto sostanzialmente stabile sul mercato cinese.
All’interno della famiglia delle plastiche ed elastomeri, i prodotti maggiormente legati al petrolio hanno evidenziato le riduzioni più ampie, fino a oltre il 30% nel caso dei monomeri. Più moderata, prossima al 10%, è stata invece la contrazione dei prezzi lungo la filiera della gomma.
La famiglia delle commodity alimentari è quella che presenta al proprio interno la maggiore dispersione delle dinamiche di prezzo, confermando il ruolo centrale delle variazioni dell’offerta, effettive o attese, nella determinazione dei prezzi di questo comparto. Tra i cereali spicca la forte riduzione del prezzo del riso al Chicago Mercantile Exchange (CME), superiore al 30%.
All’opposto, all’interno della famiglia degli oli, si segnala l’aumento del prezzo dell’olio di semi di soia, cresciuto di oltre il 20% nelle quotazioni al CME, ma limitato a circa l’8% nelle quotazioni del Dalian Commodity Exchange cinese.
Tra gli alimentari tropicali, la flessione del prezzo del cacao si è avvicinata al 50%. Anche i prezzi del caffè hanno mostrato dinamiche divergenti, con il prezzo dell’arabica ancora in aumento del 6%, a fronte di una riduzione prossima al 20% per il caffè robusta.
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APPENDICE NUMERICA
METALLI PREZIOSI
Il grafico che segue mette in evidenza la lunga fase di crescita registrata dall’indice PricePedia dei prezzi finanziari dei metalli preziosi, che ha raggiunto il proprio massimo storico assoluto il 26 dicembre, per poi registrare una lieve flessione nei giorni successivi. L’andamento di questi prezzi evidenzia chiaramente il ruolo assunto dai metalli preziosi come beni rifugio, in risposta alle tensioni geopolitiche che hanno caratterizzato il 2025.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
NON FERROSI INDUSTRIALI
I due indici dei metalli industriali non ferrosi – il primo basato sulla media dei prezzi al LME, il secondo sulla media dei prezzi allo SHFE – mostrano la fase di netta crescita che ha interessato questo comparto nel corso dell’anno, interrotta solo nel mese di aprile. In quel periodo, l’annuncio dei cosiddetti “dazi reciproci” da parte dell’amministrazione Trump aveva alimentato il timore di una possibile crisi economica globale.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
FERROSI
Gli indici dei prezzi dei metalli ferrosi riflettono invece le diverse fasi che hanno caratterizzato il 2025, fortemente influenzate dalle aspettative sull’evoluzione dell’economia cinese. La guerra commerciale avviata dall’amministrazione Trump, in particolare nei confronti della Cina, aveva inizialmente generato aspettative di una crescita economica più debole del Paese, con il rischio di una contrazione della domanda mondiale di metalli ferrosi. Successivamente, da un lato il progressivo emergere di ipotesi di accordo e, dall’altro, soprattutto, la concreta evidenza della resilienza delle esportazioni cinesi ai dazi statunitensi hanno gradualmente ridimensionato i timori di un rallentamento dell’economia cinese, favorendo un progressivo recupero dei prezzi dei metalli ferrosi. Come mostra il confronto tra i due indici, tutti i principali momenti di svolta nel corso del 2025 si sono manifestati dapprima sull’indice dei prezzi in Cina e solo in un secondo momento su quello dei prezzi in Europa.
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ENERGIA
Nel corso del 2025 l’indice PricePedia dei prezzi finanziari dell’energia ha evidenziato un chiaro trend decrescente, principalmente determinato dall’aumento dell’offerta che ha caratterizzato i mercati energetici. Su questo andamento di fondo si sono tuttavia innestate fasi di temporaneo scostamento, indotte dalle tensioni geopolitiche che hanno segnato l’anno appena concluso. In particolare, emerge la fase di forte rialzo registrata nel giugno 2025, quando l’attacco condotto da Israele contro obiettivi nucleari iraniani ha riacceso i timori di un’escalation militare in Medio Oriente. Nei giorni immediatamente successivi all’attacco, il prezzo del Brent si è avvicinato alla soglia degli 80 dollari al barile, trainato soprattutto dai timori di un possibile blocco dello Stretto di Hormuz. Già prima della fine di giugno, tuttavia, è emersa la volontà – o la necessità – da parte dell’Iran di non reagire militarmente, favorendo una significativa de-escalation delle tensioni nell’area.
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MATERIE PLASTICHE ED ELASTOMERI
La dinamica dell’indice dei prezzi energetici si è riflessa in un corrispondente trend negativo dei prezzi delle materie plastiche ed elastomeri, fortemente influenzati dall’andamento delle commodity energetiche di riferimento.
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ALIMENTARI
I tre indici dei prezzi dei beni alimentari mettono in evidenza le differenti dinamiche registrate dalle diverse famiglie alimentari nel corso del 2025. Dopo una fase comune di marcata riduzione nella prima parte dell’anno, nella seconda metà dell’anno cereali e prodotti tropicali hanno imboccato traiettorie opposte: i primi in aumento, a fronte della prosecuzione del trend discendente dei secondi. L’indice dei prezzi degli oli ha invece seguito una dinamica propria, caratterizzata da fasi di rialzo e di flessione complessivamente meno accentuate rispetto a quelle osservate per le altre famiglie alimentari.
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