Prosegue la flessione dei prezzi cinesi in euro delle commodity di chimica organica

La pressione al ribasso sui prezzi europei si manifesta con intensità diverse

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Chimici Organici Determinanti dei prezzi

Dall'inizio del 2025 alla fine di luglio, i prezzi delle esportazioni cinesi di commodity industriali in euro hanno registrato un calo del -14%, a fronte di una variazione più contenuta per le commodity industriali europee pari a -2.2%. Un fattore determinante è stato il deprezzamento dello yuan (più strettamente legato al dollaro) nei confronti dell’euro, che nello stesso periodo ha perso il 9% del suo valore. Tuttavia, anche considerando questo effetto cambio, la maggiore flessione dei prezzi cinesi rispetto a quelli europei resta significativa.
Storicamente, i due indici hanno mostrato un’elevata correlazione, come evidenziato dal grafico qui riportato.

Indici PricePedia delle commodity industriali: confronto tra prezzi europei e prezzi cinesi

Indici PricePedia delle commodity industriali: confronto tra prezzi europei e prezzi cinesi

La correlazione tra le due serie aumenta leggermente se si ritarda di un mese l’andamento dei prezzi delle esportazioni cinesi. Questo suggerisce l’esistenza di una relazione di causalità che va dai prezzi cinesi a quelli europei. In altre parole, è ragionevole attendersi che la forte riduzione dei prezzi all’export cinesi osservata nel 2025 stia esercitando una pressione al ribasso sulle commodity nel mercato europeo. Finora questa pressione si è tradotta in un calo limitato dei prezzi europei, ma i suoi effetti potrebbero accentuarsi nei prossimi mesi.

Per approfondire questa dinamica, l’analisi che segue si concentra sui prezzi delle commodity della chimica organica.

I prezzi cinesi ed europei delle commodity di chimica organica

Come messo in evidenza nell'articolo La Cina conquista anche la chimica organica: un nuovo scenario per l’approvvigionamento europeo, negli ultimi anni la Cina ha compiuto un significativo balzo in avanti nella propria quota di commercio mondiale di prodotti della chimica organica. Questo le ha permesso di distanziare non solo i paesi europei, ma anche gli Stati Uniti, che restano al secondo posto tra gli esportatori mondiali, seppur sempre più lontani dalla leadership cinese.

La tabella seguente mette a confronto i tassi di variazione annui dei prezzi medi all’esportazione cinesi di commodity di chimica organica con i corrispondenti prezzi medi europei[1]. In entrambi i casi i valori sono espressi in euro, così da rendere immediatamente confrontabili le due dinamiche.

Chimica organica: confronto tra prezzi cinesi ed europei (tassi di var. annui in euro)

Chimica organica: confronto tra prezzi cinesi ed europei (tassi di var. annui in euro)

 

Dai dati riportati in tabella emerge chiaramente come nel 2021 i prezzi cinesi abbiano registrato una crescita superiore di oltre il 10% rispetto a quelli europei, per poi decelerare più rapidamente nel 2022 e segnare riduzioni più accentuate nei tre anni successivi. Considerando la variazione cumulata dal 2019—anno di equilibrio dei mercati prima dello shock pandemico—nel 2025 i prezzi europei delle commodity di chimica organica risultano in aumento del 25%, mentre i prezzi cinesi, nella media dell’anno, si collocano al di sotto dei livelli del 2019.
Quanto osservato per l’insieme delle commodity vale quindi anche per la chimica organica: l’ampliarsi del differenziale negativo tra prezzi cinesi ed europei si sta traducendo in una crescente pressione al ribasso per i prezzi europei, con possibili ulteriori riduzioni nei prossimi mesi.

All’interno della famiglia delle commodity di chimica organica, le differenze tra i vari prodotti restano tuttavia significative: in alcuni casi l’attuale differenziale di prezzo è simile a quello del 2019, mentre in altri si è ampliato in misura rilevante. Sulla base di queste diverse dinamiche, è utile distinguere le commodity di chimica organica in due gruppi: da un lato quelle in cui il differenziale tra i prezzi europei e cinesi è rimasto relativamente stabile, dall’altro quelle in cui il differenziale è cresciuto in modo significativo.

Gruppo di prezzi con differenziale tendenzialmente stabile

All’interno di questo gruppo, due casi rappresentativi sono quelli dell’acido sebacico e dell’acido acrilico, il cui confronto tra prezzi cinesi ed europei è riportato nei grafici che seguono.

Confronto tra prezzi cinesi ed europei (euro/tonnellata)

Acido sebacico Acido acrilico
Acido sebacico: confronto tra prezzi europei e cinesi Acido acrilico: confronto tra prezzi europei e cinesi

Fino alla crisi pandemica, il prezzo europeo degli scambi intra-UE dell’acido sebacico risultava perfettamente allineato al prezzo FOB delle esportazioni cinesi. A partire dal 2020 si è aperto un differenziale, con il prezzo europeo leggermente superiore a quello cinese. Negli anni successivi tale differenziale è cresciuto, ma in modo contenuto. Questa dinamica di mercato rispecchia il ruolo dominante della Cina nel commercio internazionale di acido sebacico.
Anche i prezzi dell’acido acrilico mostrano un andamento analogo, sebbene caratterizzato da un differenziale più marcato tra prezzo europeo e cinese. Tale divario, tuttavia, non si è ampliato nel corso del 2025 e resta vicino ai livelli del 2019. In questo caso la Cina è il principale esportatore mondiale, seguita però a breve distanza da Belgio e Germania[2].

Gruppo di prezzi con differenziale in crescita

All’interno del gruppo caratterizzato da un forte aumento del differenziale tra prezzi europei e cinesi nel 2025, due casi significativi sono quelli dell’alcol benzilico e dell’acido oleico. Il confronto tra i rispettivi prezzi è riportato nei grafici che seguono.

Confronto tra prezzi cinesi ed europei (euro/tonnellata)

Alcol benzilico Acido oleico
Alcol benzilico: confronto tra prezzi europei e cinesi Acido oleico: confronto tra prezzi europei e cinesi

Fino al 2021 il prezzo europeo dell’alcol benzilico è stato sostanzialmente identico al prezzo alle esportazioni cinesi. Negli anni successivi si è però aperto un differenziale, con i prezzi europei stabilmente più elevati. Tale divario si è ampliato in maniera significativa nel corso del 2025.
L’acido oleico mostra un andamento simile: fino alla fine del 2025 i prezzi europei erano sostanzialmente allineati a quelli cinesi, ma nel corso di quest’anno i due valori si sono divaricati nettamente, con il prezzo europeo rimasto relativamente stabile a fronte di un crollo di quello cinese. A differenza degli altri tre casi descritti in questo articolo, la Cina non figura tra i principali esportatori mondiali di acido oleico. Il commercio internazionale è infatti dominato da Indonesia e Malesia, i cui prezzi di esportazione tendono a fissare il livello di riferimento globale, a cui si allineano sia i prezzi cinesi che quelli europei in funzione delle specifiche condizioni di mercato.

In sintesi

Negli ultimi anni la Cina ha conquistato la leadership nel commercio mondiale delle commodity di chimica organica. Per molti prodotti, i prezzi FOB cinesi alle esportazioni si sono affermati come riferimento globale, con i prezzi europei che tendono a seguirne l’andamento. In presenza di una riduzione significativa dei prezzi cinesi, le dinamiche del mercato internazionale tendono a tradursi, in media, in una riduzione anche dei prezzi europei.
All’interno della famiglia delle commodity di chimica organica, tuttavia, permangono differenze rilevanti tra i singoli mercati: tali differenze suggeriscono di evitare generalizzazioni troppo semplicistiche, poiché la situazione media non riflette necessariamente quella di ogni prodotto specifico.


[1] Il tasso di variazione del 2025 è calcolato considerando come valore annuo la media dei primi sette mesi.
[2] Per un’analisi della scalata della Cina nell’industria dell’acido acrilico e dei suoi derivati, si veda l’articolo Crescita delle esportazioni cinesi di acrilati e metacrilati: l'impatto sui prezzi UE.