Determinanti dei prezzi della chimica organica

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Chimici Organici Determinanti dei prezzi

Nelle scorse settimane sono stati inseriti in PricePedia nuovi indici aggregati, a livello di famiglia di prodotti (si veda “PricePedia introduce gli indici aggregati per famiglia merceologica”).
Gli indici, che consentono di studiare i fenomeni legati a una determinata famiglia merceologica, si collocano in una via di mezzo tra il dettaglio, dato dai prezzi del singolo prodotto, e la visione d’insieme fornita dagli indici maggiormente aggregati.
In questo articolo verranno utilizzati gli 11 indici delle famiglie della chimica organica per verificare quali sono le determinanti che governano la dinamica di questi prezzi.
I prodotti della chimica organica hanno come input primari il petrolio e il gas naturale. L'interesse in questo caso è verificare, dal punto di vista statistico, quali famiglie riflettono maggiormente le variazioni del prezzo del petrolio e quali, invece, quello del gas naturale. Poiché i prezzi fisici di petrolio e gas naturale sono fortemente influenzati dai corrispondenti prezzi finanziari, nelle regressioni sono stati considerati direttamente questi ultimi.
Ulteriori elementi di interesse nelle determinanti dei prezzi della chimica organica sono naturalmente l'importanza che rivestono le condizioni di domanda, approssimate dal ciclo industriale[1], e l'inflazione generale. Questa ultima può essere considerata una proxy della dinamica del costo del lavoro e dei servizi.

La tabella che segue riporta i risultati ottenuti per l'equazione di lungo periodo del modello Engel e Granger. A fianco del coefficiente del prezzo del Brent e del gas naturale sono riportati i ritardi con cui questi prezzi entrano nella regressione. L'informazione sui periodi di ritardo è particolarmente importante perché consente di avere una misura della velocità con cui le variazioni dei prezzi finanziari delle componenti energetiche si trasferiscono sui prezzi fisici dei prodotti chimici.

Risultati di regressione
Brent Gas naturale Ciclo industriale globale Prezzi al consumo
Acidi0.180.130.010.98
Anidridi0.27(1)0.09(1)0.31.22
Eteri0.240.090.9
Amminoacidi0.151.4
Dioli0.020.193.14
Esteri0.06(3)0.162.931.53
Alcoli0.21(2)0.1(2)0.710.12
Aldeidi e chetoni0.35(2)0.08(2)0.690.31
Fenoli0.35(2)0.08(2)0.690.31
Idrocarburi0.480.052.5
Ammine e Diammine0.250.170.36

L'analisi dei risultati ci porta ad individuare 4 gruppi, di seguito riportati:

  1. Acidi, Anidridi ed Eteri, i cui prezzi dipendono principalmente dal prezzo del petrolio e dall'inflazione;
  2. Amminoacidi, Dioli e Esteri, i cui prezzi dipendono principalmente dal prezzo del gas e dall'inflazione;
  3. Idrocarburi, Alcoli, Aldeidi, Chetoni e Fenoli, i cui prezzi dipendono, invece, principalmente dal prezzo del petrolio e dal ciclo economico;
  4. Ammine e Diammine, i cui prezzi dipendono in modo significativo sia dal petrolio che dal gas.

Da questi risultati è possibile ricavare alcune considerazioni:

  • il prezzo del Brent ha un impatto sui prezzi della chimica organica generalmente maggiore rispetto a quello del gas naturale;
  • il ciclo industriale, proxy delle tensioni tra domanda e offerta sul mercato mondiale delle materie prime, risulta una determinante fondamentale nella metà delle famiglie dei prezzi della chimica organica, confermando l'importanza del ciclo internazionale nella determinazione dei suoi prezzi;
  • la dinamica dei prezzi al consumo europei è significativa in quasi tutte le famiglie considerate, segnalando come le imprese chimiche, pur sensibili alle condizioni di domanda e offerta sul mercato, sono nel lungo periodo in grado di trasferire interamente a valle gli aumenti di costi subiti. Ciò è coerente con l'elevata varietà dei prodotti chimici organici, consentendo ampi spazi per politiche di differenziazione delle diverse imprese.

Conclusioni

La crisi energetica del biennio 2021-2022 ha fortemente impattato sui prezzi dei prodotti della chimica organica, portando questi ultimi a raggiungere livelli mai prima registrati. Le riduzioni dei prezzi energetici degli ultimi 12 mesi hanno invece consentito una diminuzione dei costi della chimica organica, a cui ha concorso anche la fase negativa del ciclo industriale mondiale.
Viceversa, la fiammata inflattiva che ha caratterizzato l'economia europea, così come altre economie mondiali, è risultata un fattore di sostegno dei prezzi chimici. Dopo la diminuzione dei loro prezzi, avvenuta nel corso degli ultimi 12 mesi (pari in media al -25%), è probabile che si assista nel prossimo futuro a una loro maggiore stabilità, nonostante i livelli siano ancora molto superiori alla media del quinquennio 2014-2019.
I prezzi della chimica organica europea troveranno infatti sostegno in:

  1. un prezzo del petrolio che difficilmente scenderà sotto i 70 dollari a barile;
  2. un prezzo del gas in Europa che vedrà un progressivo aumento della componente di gas liquefatto, caratterizzato da maggiori costi di trasformazione/trasporto rispetto al gas naturale trasportato via gasdotto;
  3. un progressivo recupero del ciclo industriale mondiale;
  4. ulteriori aumenti, anche se in rallentamento, nei livelli dei prezzi al consumo in Europa.

[1] L'indice del ciclo industriale globale è costruito depurando la dinamica effettiva della produzione industriale dal suo trend. Poiché l'offerta di commodity tende a variare in funzione della attese di crescita economica di lungo periodo, mentre la domanda di commodity è maggiormente legata agli utilizzi congiunturali effettivi, l'indice del ciclo industriale globale tende a riprodurre le condizioni di tensione tra domanda e offerta sul mercato delle commodity: quando esso aumenta, significa che la domanda di commodity aumenta più dell'offerta; viceversa quando tale indice diminuisce.